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Migranti, fuga di massa a Porto Empedocle. Lamorgese: «Militari in Sicilia»

Nella tensostruttura, con una capienza massima di 100 persone, c'erano 520 migranti. Dovrebbero essere un centinaio quelli che sono riusciti a scappare.

di An. Ga,

4' di lettura

Fuga in massa di migranti dalla tensostruttura della Protezione civile, allestita nella banchina di Porto Empedocle (Agrigento). Polizia e carabinieri hanno avviato le ricerche dei fuggitivi. Nella tensostruttura, con una capienza massima di 100 persone, c'erano 520 migranti. Dovrebbero essere un centinaio i migranti che sono riusciti a scappare. Militari dell'Arma, polizia e Guardia di finanza stanno rastrellando tutto il territorio circostante. Le ricerche si stanno indirizzando anche lungo le strade che portano ad Agrigento. Domenica pomeriggio era scattata la fuga di massa a Caltanissetta con 184 migranti che erano fuggiti dal Cara di Pian del Lago. Tutti maschi, tutti tunisini, tutti in quarantena. Hanno divelto un cancello e sono scappati, disperdendosi per il circondario. Le ricerche hanno consentito di rintracciare 139 fuggiaschi. Molti migranti sono fuggiti scalzi tra le campagne.

L’allarme della sindaca

Prima della fuga di massa a Porto Empedocle la sindaca della città siciliana Ida Carmina aveva denunciato le condizioni «disumane» della tensostruttura attigua alla banchina portuale: «Abbiamo oltre 500 migranti chiusi in una tensostruttura senza finestre - ha detto la prima cittadina -. Non ci sono finestre, è un forno lì dentro, rischiano il soffocamento. Qui deve intervenire il governo, ho fatto appello a tutti, anche alla Commissione europea. Noi siamo un paese senza contagi, però con questa situazione siamo ogni giorno agli onori delle cronache e questo crea un problema di immagine dal punto di vista turistico. Perché far arrivare qua le navi militari? Potevano portarle da qualche altra parte. Anche i miei concittadini sono molto arrabbiati, hanno paura».

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Lamorgese: militari per controllare centri

Di fronte a questi episodi si è mosso il ministro Lamorgese. Per rafforzare l'attività di controllo sui centri per migranti, a breve, «verrà inviato personale militare dell'operazione Strade sicure» ha annunciato il ministro dell'Interno, che ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Il governatore le ha manifestato «tutte le sue preoccupazioni per la situazione in atto dovuta alla pressione migratoria che grava sull'isola». Lamorgese nel corso della telefonata ha annunciato che i migranti che si erano allontanati dalla struttura di Porto Empedocle sono stati quasi tutti rintracciati. E ha poi confermato che, nell'hotspot di Lampedusa e nell'hub di Porto Empedocle, sono stati intensificati i trasferimenti dei migranti verso altre strutture e che, entro la giornata di domani, verrà completato lo spostamento di circa 520 migranti.

«Flussi incontrollati, Tunisia agisca»

Le «forti preoccupazioni italiane» per l'incremento degli arrivi via mare sono state condivise da Lamorgese, che a Tunisi ha incontrato il presidente del Paese nordafricano, Kais Saied. Al 24 luglio su 11.191 migranti sbarcati in Italia, ben 5.237 sono partiti dalla Tunisia e di questi quasi 4 mila sono tunisini. Si tratta, spiega il Viminale di «fllussi incontrollati» che creano «seri problemi legati alla sicurezza sanitaria nazionale che si riverberano inevitabilmente sulle comunità locali interessate dai centri di accoglienza, dai quali, tra l'altro, i migranti tunisini in particolare cercano di allontanarsi in ogni modo prima del termine del periodo di quarantena obbligatorio». La ministra ha quindi sottolineato che risulta «determinante l'azione della Tunisia» ed il presidente Said «ha dato rassicurazioni su una intensificazione dei controlli alle frontiere marittime per contrastare l'attività dei trafficanti di migranti»

Nuovo sbarco a Lampedusa, in 726 nell'hotspot

Proseguono intanto gli sbarchi a Lampedusa. Un barchino con a bordo 16 tunisini, fra cui 9 minorenni, è stato intercettato e bloccato, a largo dell’isola, da una motovedetta della Guardia costiera. I migranti sono stati fatti sbarcare al molo Madonnina perché il molo Favarolo è stracolmo di imbarcazioni tunisine e le motovedette non riescono più ad attraccare agevolmente. Il gruppo è stato portato all'hotspot di contrada Imbriacola dove si è arrivati a 726 presenze a fronte dei 95 posti disponibili.

Oim: 95 alla deriva nel Mediterraneo

Un centinaio di migranti partiti dalla Libia sono alla deriva su un'imbarcazione di fortuna nel Mediterraneo e rischiano il naufragio. L'allarme è stato lanciato dall'Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) con un tweet . «Circa 95 migranti sono alla deriva nel Mediterraneo centrale e rischiano di annegare, dopo aver tentato di fuggire dalla Libia», scrive l'Oim.

Trovati altri 4 dei 23 fuggiti in Umbria

Sono stati ritrovati intanto altri quattro dei 23 migranti che nella serata del 18 luglio scorso si erano allontanati da un centro di accoglienza di Gualdo Cattaneo, dove erano sottoposti a regime di quarantena precauzionale. Due erano stati già rintracciati il giorno successivo nella zona di Bevagna, non lontano dal centro. Gli altri - secondo quanto si è potuto apprendere - sono invece stati trovati fuori regione. Si tratta di tunisini, richiedenti asilo, tutti uomini. A Gualdo Cattaneo erano arrivati il giorno prima dell'allontanamento. Tutti - ha spiegato la prefettura di Perugia - sono negativi al Covid-19, secondo quanto accertato ad Agrigento, città da dove provenivano. Nel frattempo è stato chiuso il centro di accoglienza di Gualdo Cattaneo, gestito da una cooperativa. I sei tunisini complessivamente rintracciati fino ad ora e i due che non si sono mai allontanati sono stati trasferiti in altre strutture.


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