CONTROLLI SU NORD AFRICA E MEDIO ORIENTE

Migranti, hub della Nato a Napoli, nuovo strumento di intelligence contro le minacce alla sicurezza

di Andrea Carli


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L’hub di Direzione Strategica della Nato per il Sud

2' di lettura

La Nato mette in campo un nuovo strumento di intelligence contro le minacce alla sicurezza provenienti da Nord Africa e Medio Oriente. È stato inaugurato questa mattina nella base di Lago Patria, in provincia di Napoli. Si tratta di un hub che dovrà raccogliere, gestire e condividere le informazioni raccolte in quest’area. «Lo scambio di informazioni - ha spiegato l’ammiraglio Michelle Howard, comandante delle Forze alleate del Sud Europa, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione - è fondamentale anche sul tema dei migranti, perché ci aiuta a capire chi sono queste persone, a distinguere chi fugge da situazioni di pericolo da quelle che vengono con cattivi propositi». Dal quartier generale della Nato spiegano che in questa struttura lavoreranno circa 90 persone. Quanto all’investimento, continuano, non è ancora possibile effettuare una stima di spesa. «Quest’anno si sta lavorando per definire e stanziare un budget per il prossimo anno», è l’indicazione.

La strategia Ue uscita dal vertice di Parigi
Sullo sfondo di questo nuovo strumento dell’Alleanza Atlantica, dunque, il controllo dei flussi migratori, con un’attenzione particolare alla minaccia del terrorismo di matrice islamica. L’hub, la cui apertura era stata annunciata a febbraio dal segretario generale Jens Stoltenberg, viene inaugurato a pochi giorni dal vertice di Parigi, che ha definito la strategia europea in materia di migranti. Il 28 agosto Francia, Germania, Italia e Spagna hanno proposto un piano d’azione a breve termine che punta a identificare i migranti già nei paesi di transito: Niger, Ciad e Mali. Si tratta di ora capire quanto le due iniziative possano integrarsi.

L’ex capo di stato maggiore: spesso ostacoli nella collaborazione Nato-Ue
Vincenzo Camporini, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica e della Difesa e vice presidente dello Iai, l’Istituto affari internazionali, ricorda che «la collaborazione tra Nato e Unione europea, da sempre evocata, trova spesso degli ostacoli insormontabili». Ecco perché allo stato attuale il generale intravede «margini minimi di collaborazione» tra la strategia promossa dalle cancellerie europee e quella della Nato. Quest’ultima, spiega Camparini, si è sviluppata a partire dal vertice di Varsavia del 2016, quando di fronte a un’instabilità crescente nel Mediterraneo la Nato ha deciso di predisporre un intervento a 360 gradi, non più - o non più solo - totalmente orientato a Est e alla Federazione Russa. Ora lo strumento che garantisce un controllo sul Mediterraneo c’è. Per una collaborazione Ue - Nato occorrerà attendere.

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