L’EX SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU

Migranti, Kofi Annan: no ai muri. Ma l’Italia non va lasciata sola

di Luca Orlando

Grandi (Unhcr): migranti in mare vanno sempre soccorsi

3' di lettura

Un errore gestire le migrazioni costruendo mura. Una «vergogna» l’uscita degli Stati Uniti dal consiglio per i diritti umani dell’Onu. Un danno per l’economia globale l’eventuale avvio di una guerra commerciale.

I modi sono pacati, il tono di voce basso, come sempre. Ma i giudizi restano netti, taglienti. Kofi Annan è a Montebelluna, al suo esordio nel comitato etico di Geox, chiamato dal presidente del gruppo Mario Moretti Polegato ad integrare il team di advisor che dal 2005 traccia la rotta valoriale della multinazionale delle caslzature.

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«È per me un motivo di onore e orgoglio avere qui l’ex segretario generale dell’Onu - spiega Mario Moretti Polegato -, un segnale importante per Geox ma più in generale per la credibilità dell’intera industria italiana».

Inevitabile tuttavia che le domande scivolino sull’attualità, temi che Annan, Nobel della Pace, ha del resto gestito a lungo da numero uno dell’Onu (1997-2006) e che continua ad affrontare attraverso la sua fondazione.

Sulle migrazioni, così come sui temi della sicurezza globale e dell’ambiente, nessun dubbio: l’unica strada è la cooperazione internazionale.

«Le migrazioni in Europa - argomenta - non si fermano costruendo mura ma ripartendo in modo equo i flussi. E tocca all’Europa agire, perché essere membri dell’Unione comporta dei privilegi ma anche degli obblighi».

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L’Unione, per Annan «il più straordinario progetto mai realizzato dal dopoguerra ad oggi» deve dunque farsi carico del problema e la speranza è che gli incontri pianificati dai governi europei per i prossimi giorni possano partorire una soluzione. «Occorre ripartire il peso di questi arrivi - aggiunge - occorrono certamente degli aggiustamenti rispetto alle politiche attuali».

«Non voglio entrare nei temi della politica italiana - spiega - ma se Salvini chiede all’Europa di non lasciare l’Italia da sola introduce un tema che deve essere dibattuto e considerato. Dire invece “i migranti non li voglio, non voglio averci a che fare” è tutta un’altra questione. Credo che la strada da seguire sia quella di una gestione efficace. Nell’interesse di tutti, sia dei paesi originari dei migranti che di quelli che li ospitano. Che in molti casi, inoltre, sono aree a bassa natalità, che hanno bisogno delle migrazioni per alimentare il proprio sviluppo».

Un tema da gestire anche per evitare derive sovraniste, dove sfruttando insicurezza e disorientamento trovano spazio «falsi profeti che presentano facili soluzioni», politici che sfruttano anche il tema della migrazione assegnando ogni colpa a Bruxelles. Situazione che si verifica in Italia, così come in altri paesi.

«Dopo la crisi del 2008 tra la gente c’è frustrazione, rabbia, disorientamento. Le persone si sentono abbandonate e questo le spinge a chiudersi nel proprio gruppo ristretto, nei propri confini nazionali. Le migrazioni acuiscono queste sensazioni e  alcuni politici sfruttano questi timori. Eppure dobbiamo accettare il fatto che si tratti di temi globali. Ed ecco perché l’interesse internazionale nella loro soluzione è anche l’interesse del singolo paese».

Il trema di fondo per Annan è dunque quello della cooperazione. Che si tratti di ambiente o migrazione nessun paese da solo può trovare una soluzione agendo per conto proprio. Ecco perché l’ex segretario generale dell’Onu definisce «una vergogna» l’addio degli Usa al comitato per diritti umani dell’Onu, Stati Uniti che a lungo - spiega - hanno avuto la leadership nel mondo proprio su questi temi.

«Andarsene - aggiunge - non è mai la soluzione. E io spero che la prossima amministrazione di Washington ci ripensi e torni sui propri passi».

Scenario da evitare anche quello di una guerra di dazi, che danneggerebbe l’economia mondiale. «Io spero ci si fermi prima del baratro - aggiunge - e che alla fine si possa evitare una guerra commerciale facendo prevalere il buon senso».

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