Fact Checking

Migranti, l’Ispi: più di un anno e mezzo senza sbarchi per rispondere a tutte le richieste di asilo

di Andrea Carli

Migranti a bordo della nave Aquarius (foto Afp)

2' di lettura

L’Italia avrebbe bisogno di più di un anno e mezzo senza sbarchi per dare una risposta a tutti i richiedenti asilo. È la conclusione del “Fact Checking: migrazioni 2018”, pubblicato in questi giorni dall’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale.Non solo: l’andamento degli sbarchi nel mese di aprile, quando in quattro giorni sono sbarcate 1.500 persone, può essere considerato un primo segnale di quanti arrivi potrebbero essere registrati nel corso di tutto l’anno.

Significativo accumulo delle richieste d’asilo ancora da evadere
Il numero di richieste d’asilo in Italia - sottolinea l’indagine - è aumentato molto dal 2014 fino alla prima metà del 2017, mettendo sotto forte pressione il sistema d’asilo del paese. Dalla seconda metà del 2017, il gap tra le richieste d’asilo presentate e quelle esaminate ha iniziato a ridursi. Ciò non è dovuto a una maggior numero di richieste esaminate, fermo a circa 7mila al mese da metà 2015, bensì a un netto calo delle domande d’asilo presentate (collegato al calo degli sbarchi avvenuto nello stesso periodo). Inoltre, osserva ancora l’Ispi, i costanti deficit mensili tra domande presentate ed esaminate hanno portato a un significativo accumulo delle richieste d’asilo ancora da evadere: se a gennaio 2014 queste ultime erano meno di 15.000, a inizio 2018 sfioravano le 150.000. Di qui la conclusione: continuando a esaminare le richieste agli stessi ritmi del 2017, l’Italia avrebbe bisogno di più di un anno e mezzo senza sbarchi per dare una risposta a tutti i richiedenti asilo. E se all’apparenza la situazione potrebbe sembrare simile a quella che sta vivendo la Germania, che nel 2017 impiegava in media 15 mesi per valutare le richieste d’asilo, in realtà la situazione tra i due paesi è completamente diversa. Ogni mese, sottolinea lo studio Ispi, il sistema d’asilo tedesco riesce a valutare ben 50.000 domande d’asilo rispetto alle 7.000 italiane.

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L’andamento degli sbarchi ad aprile primo segnale degli arrivi 2018
C’è poi una domanda: il calo degli arrivi continuerà? L’andamento degli sbarchi nel mese di aprile può essere considerato un primo segnale di quanti arrivi potrebbero essere registrati nel corso di tutto l’anno, osserva l’Ispi. Particolare attenzione meritano, al riguardo, gli avvenimenti di metà aprile, quando in quattro giorni sono sbarcate 1.500 persone. È comunque necessaria - aggiunge subito dopo l’indagine - un’ulteriore dose di prudenza, perché ai trend stagionali si affiancano anche le decisioni e le politiche degli attori coinvolti lungo la rotta. Il 2017 lo dimostra: fino al 15 luglio dell’anno scorso gli sbarchi sulle coste italiane erano stati circa il 30% in più rispetto al 2016, e proprio da metà luglio, nel periodo dell’anno in cui solitamente si registrano più arrivi, è iniziato il calo degli sbarchi che prosegue a tutt’oggi.

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