GLI SBARCHI

Migranti: Lamorgese, l’invasione non c'è e i rimpatri sono in aumento

Il ministro dell’Interno smentisce gli allarmi su una «invasione» di migranti: solo 9.600 sbarchi nel 2019 rispetto ai 22mila dell’anno prima. Aumenta l’attività di rimpatrio


Sbarcati a Pozzallo i 104 migranti salvati dalla Ocean Viking

2' di lettura

«Non siamo di fronte ad alcuna invasione». A precisarlo è la titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, in un'intervista a Repubblica, numeri alla mano: «Basti pensare che nel 2019 gli arrivi sono stati circa 9.600
rispetto ai 22mila di tutto il 2018.

I dati a cui si fa riferimento sono relativi al solo mese di settembre. Raffrontando gli sbarchi di settembre 2018 e 2019, in effetti l'incremento numerico c'è stato, ma è riconducibile soprattutto all'aumento degli sbarchi autonomi, che non costituisce un fenomeno nuovo».

Se si guarda ai numeri del Viminale, in effetti, i migranti sbarcati a settembre sono passati da 947 nel 2018 a 2.498 quest’anno. E lo stesso trend di crescita si è registrato nel mese di ottobre. Gli sbarchi sono cresciuti da 1.007 a 2.015.

Rimpatriato il 60% delle persone sbarcate
In particolare, spiega la ministra: «Nel 2018 i migranti approdati qui con piccole imbarcazioni sono stati circa 6mila, mentre dall'inizio di quest'anno sono circa 7.500, e la tendenza all'incremento s'era registrata già dal mese di aprile».

Spiega che il Viminale si attivato per intensificare l'attività di rimpatrio: «A ottobre sono sbarcati sul territorio italiano 379tunisini e siamo riusciti a rimpatriarne 243, di cui 138 sbarcati nello stesso mese. In questo modo la percentuale dei rimpatriati rispetto agli sbarcati è di oltre il 60 per cento».

Evidenzia poi «un fatto importante» che «si è verificato con l'ultimo sbarco della Ocean Viking, in quest'occasione Francia e Germania hanno offerto la disponibilità ad accogliere il 72 per cento dei migranti, dando di fatto già attuazione al pre-accordo di Malta, che comincia quindi a dare i primi risultati».

«Sdegno» per gli insulti a Segre
Risponde infine sugli insulti alla senatrice Segre: «Provo uno sdegno profondo per le parole d'odio», «il voto del Senato sulla commissione rappresenta sicuramente un passo in avanti, che però andava condiviso da tutti partiti», le astensioni, «mi hanno profondamente rattristata». «È inaccettabile che in un Paese che ha costruito la propria Carta dei Valori sul rifiuto di ogni forma di discriminazione, si tenti di riportare, anche
con una inaudita violenza verbale, le lancette dell'orologio a
una tragica e vergognosa pagina della storia», conclude.

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