LA COLLABORAZIONE AVVIATA DA SALVINI

Migranti, Lamorgese rilancia i pattugliamenti misti Italia - Slovenia

Dal ministro dell’Interno un nuovo input per fronteggiare l’afflusso di migranti irregolari dalla frontiera nord est dell’Italia. Per altri tre mesi le intese congiunte tra le polizie dei due paesi svolgeranno controlli. I dati della sperimentazione e quelli generali del contrasto agli ingressi dei clandestini

di Marco Ludovico


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Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese (foto Ansa)

2' di lettura

Luciana Lamorgese rilancia e rinnova i pattugliamenti misti con la Slovenia. Attività svolte in modo congiunto dalle polizie dei due paesi al confine nord est, con un periodo di sperimentazione iniziato a luglio e terminato alla fine di settembre.

Il ministro dell’Interno, informata della scadenza dell’accordo, non ha esitato: si prosegue, ha detto ai tecnici del Viminale. Anzi, a fine mese i vertici della direzione centrale dell’Immigrazione e Polizia delle frontiere, che fa capo al Dipartimento di Pubblica sicurezza, incontreranno i colleghi sloveni. Obiettivo: mettere a punto nuove strategie di contrasto e affinare le procedure operative già in atto.

I numeri già raggiunti
In tre mesi sono stati rintracciati dalle pattuglie congiunte circa 150 migranti irregolari, arrestati due soggetti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. È scattata anche un’indagine per contrabbando di sigarette. Al di là dei numeri, certo contenuti, il Viminale insiste con questa modalità di interazione perché consente, nell’azione immediata e continuata tra i poliziotti delle due nazioni, di scambiare informazioni, spunti investigativi, elementi di scenario e di intelligence mirati a individuare e controllare i flussi, ma anche a trovare notizie utili all’attività di polizia giudiziaria slovena e italiana.

Le cifre generali
I migranti rintracciati in ingresso dalla frontiera della Slovenia da parte della Polizia di Stato dall’inizio dell’anno sono stati oltre 2.400 nella provincia di Trieste e 350 in quella di Gorizia. Si stima inoltre che ulteriori 700 migranti sono stati rintracciati dalle altre forze di polizia. Nelle questure di Trieste e Gorizia, inoltre, si sono presentati in circa 1300 per chiedere di presentare domanda di protezione internazionale. Le forze di centrodestra reclamano un potenziamento, in prima fila il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

I migranti rintracciati in ingresso dalla frontiera della Slovenia da parte della Polizia di Stato dall’inizio dell’anno sono stati oltre 2.400 nella provincia di Trieste e 350 in quella di Gorizia. Si stima inoltre che ulteriori 700 migranti sono stati rintracciati dalle altre forze di polizia

Chi entra da quei confini
Le prime tre nazionalità rappresentate nei rintracci sono pakistani, afghani e bengalesi. L’attenzione posta dal ministro Lamorgese alla questione fa immaginare, oltre al proseguimento delle pattuglie congiunte, anche un rafforzamento dell’azione di contrasto all’immigrazione irregolare al confine nord est dell’Italia. Un profilo, del resto, ghiotto per l’opposizione di centrodestra, Lega in primis.

Kosovo e Bosnia Erzegovina nella lista dei “paesi sicuri”
Il rilancio dei pattugliamenti Italia-Slovenia si accompagna a un impegno del governo sul fronte dei rimpatri: porta infatti la firma di Lamorgese, insieme a quella di Luigi Di Maio (Esteri) e Alfonso Bonafede (Giustizia), il decreto interministeriale sui “Paesi sicuri” destinato a scoraggiare le partenze dalle nazioni non più considerate territorio di violazioni diffuse di diritti umani, tortura e uccisioni indiscriminate nei conflitti armati. Nella lista ci sono anche stati vicini ai confini nord est, come Kosovo e Bosnia Erzegovina.

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