esecutivo m5S-Lega al via

Migranti, lavoro, pensioni: ecco le prime mosse del governo Conte

di Marco Mobili e Marco Rogari

Nasce il governo Conte, giuramento al Quirinale

3' di lettura

Un pacchetto di misure urgenti, anche con il ricorso ad un decreto ad hoc, su centri per l’impiego, migranti, pensioni semplificazioni legislative e burocratiche, freno alla delocalizzazione delle imprese e, forse, fisco e beni confiscati ai mafiosi. La definizione del quadro programmatico del Def su cui costruire la legge di bilancio autunnale in linea con il “contratto” gialloverde e con le indicazioni che arriverranno dalle risoluzioni parlamentari sul Documento “tendenziale” al voto delle Camere nei prossimi giorni. Il dossier Ilva e, nei prossimi mesi, quello su Alitalia.

Il contratto di governo

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Le priorità del Governo Conte sono già chiare al nuovo presidente del consiglio così come alla sua maggioranza pentaleghista, anche se un vero e proprio cronoprogramma sarà stilato solo dopo la “fiducia” del Parlamento che sarà votata la prossima settimana dalle Camere una volta ascoltato martedì il discorso programmatico del premier. Tra l’altro, il primo decreto del nuovo esecutivo potrebbe essere quello per accorpare i ministeri dello Sviluppo e del Lavoro.

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Giuseppe Conte dovrà subito mettersi al lavoro sul capitolo-nomine. A partire da quelle della Cdp, dove il presidente Claudio Costamagna e l’ad Fabio Gallia sono prossimi alla scadenza, e dal rinnovo dei vertici Rai con il Cda e il direttore generale, Mario Orfeo, ormai a fine mandato.

Tornando alle misure per il “cambiamento”, l’obiettivo di Luigi Di Maio e Matteo Salvini è dare un chiaro segnale in tempi rapidi che, oltre ad avere la funzione di un primo shock per l’economia, rappresenti la conferma della volontà di mantenere le tante promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale. Di qui l’idea di un decreto legge da varare tra la fine di giugno e l’inizio di luglio o, nel caso di un intervento a raggio più limitato, sfruttare il veicolo del decreto terremoto, che scade a fine di luglio e ha appena iniziato il suo cammino parlamentare.

Resta da sciogliere il nodo della strategia da adottare. Salvini punta a misure a forte impatto (forse anche per i conti pubblici), con l’immediata, parziale revisione del piano-Minniti sugli immigrati dando anche «una bella sforbiciata ai 5 miliardi» stanziati per l’accoglienza. E, soprattutto, con un primo intervento sulle pensioni per superare la legge Fornero aprendo la strada a quota 100 e quota 41. Ma il M5S vorrebbe evitare di mettere in sofferenza il bilancio già dalle prime misure anche per dare un segnale rassicurante a Bruxelles prima di cominciare il confronto sulla revisione dei trattati e sulla possibilità di utilizzare nuovi spazi di flessibilità nella prossima legge di bilancio. È quindi possibile che nella prima fase per le pensioni siano previste misure “preparatorie” dando magari il via solo a “opzione donna” (uscita a 57-58 anni con 35 di contributi e l’assegno “contributivo”).

Il primo pacchetto di misure urgenti conterrà sicuramente la riforma dei centri per l’impiego per la quale verranno messi a disposizione 2,1 miliardi magari attingendo a una parte dei fondi disponibili a luglio per il Rei (la cui dote complessiva verrebbe poi rafforzata con la manovra autunnale in funzione del reddito di cittadinanza). Probabile poi un primo dispositivo (caro a Di Maio) per frenare il fenomeno di delocalizzazione delle imprese e un meccanismo taglia-leggi. Anche l’Ilva sembra destinata, nelle intenzioni del governo, ad essere oggetto prima di luglio di una misura per congelare almeno in parte il piano Calenda.

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