nuova emergenza

Migranti, Mare Jonio: sbarcati bambini e donne. Ancora 34 a bordo

Viminale autorizza lo sbarco di donne, bambini e malati. Tra i soccorsi 26 donne di cui almeno 8 incinte, 22 bambini di meno di 10 anni e almeno altri 6 minori


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2' di lettura

Dopo l’autorizzazione del Viminale allo sbarco di donne e bambini, sono ancora in 34 le persone a bordo della Mare Jonio, con onde alte.

«Sbarcati bambini, donne incinte e i naufraghi più vulnerabili. Ancora in 34 a bordo tra le onde. Fateci sbarcare tutti». Lo hanno scritto sui social da Mediterranea Saving Humans, riferendosi alla situazione sulla nave Mare Jonio. «Dopo le tante richieste che abbiamo avanzato da giovedì mattina, finalmente le autorità italiane hanno permesso alla Guardia costiera di venire a trasbordare su una motovedetta, per portali a terra, i naufraghi più vulnerabili: donne incinte, mamme con bambini e minori non accompagnati».

Non cambia però la linea del Viminale: «Come sempre fatto in passato, dalla Mare Jonio potranno scendere donne, bambini e malati. Rimane confermato il divieto di ingresso e sbarco per una nave che non rispetta le leggi e che preordinatamentre provoca lo stato di necessità a bordo per sbarcare in Italia», rendono noto fonti del ministero.

La nave di Mediterranea saving humans ha completato mercoledì il salvataggio di circa 100 persone su un gommone alla deriva al largo della Libia. Tra i soccorsi 26 donne di cui almeno 8 incinte, 22 bambini di meno di 10 anni e almeno altri 6 minori.
La nave si trova ora a 13 miglia da Lampedusa: a complicare tutto è il maltempo, la Protezione civile regionale aveva, già ieri, diramato una
allerta “gialla” anche per tutto l'Agrigentino.

«Ci sono onde di oltre due metri che rendono la vita a bordo della Mare Jonio molto difficile. Molti naufraghi si sentono male. Per questo abbiamo chiesto a Capitaneria di porto l'autorizzazione a riparare a ridosso dell'isola: restiamo in attesa di risposta». Lo scrivono dalla Mediterranea Saving Humans evidenziano che la «situazione è critica».

Sempre nella giornata di mercoledì l ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva firmato il divieto di ingresso per la nave Mare Jonio. Il provvedimento è stato controfirmato anche dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che ha ricevuto il ringraziamento del vicepremier, e da Elisabetta Trenta, ministro della Difesa.

L’operazione di salvataggio arriva all’indomani della notizia del naufragio al largo delle coste libiche che, secondo quanto riferito dalla Ong “Alarm Phone”, sarebbe costato la vita a oltre 40 persone. Intanto, a Lampedusa è emergenza. Nell'hotspot sono ospitati il doppio di migranti rispetto alla capienza, i cittadini sono insofferenti e il sindaco Totò Martello accusa: «Siamo abbandonati ».

Mare Jonio: sui profughi i segni delle torture
«Abbiamo individuato il loro gommone, sovraffollato - informa la ong - alla deriva e con un tubolare già sgonfio con il nostro radar, e per fortuna siamo arrivati in tempo per portare soccorso». «Le persone - sottolinea Mediterranea - sono tutte al sicuro a bordo con noi, ci sono casi di ipotermia e alcune di loro hanno segni evidenti dei maltrattamenti e delle torture subite in Libia. Fuggono tutte dall'inferno. Restiamo ora in attesa di istruzioni dal centro di coordinamento marittimo italiano, cui ci siamo riferiti mentre ancora il salvataggio era in corso, in quanto nostro Mrcc (Centro di coordinamento marittimo, ndr) di bandiera».

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