Migranti, Meloni: «I due centri in Albania operativi dal primo agosto. Si parte da mille posti, poi 3 mila»
La premier: «Il protocollo prevede spese da 670 milioni di euro per 5 anni, 134 milioni all’anno che corrispondono al 7,5% delle spese connesse all’accoglienza dei migranti sul territorio nazionale»
2' di lettura
“Il complesso dei due centri sarà operativo dal primo agosto 2024”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante le dichiarazioni congiunte con il primo ministro albanese Edi Rama dopo la visita all’hotspot per migranti a Shengjin, in Albania. “Questo accordo sta diventando un modello, qualche settimana fa circa 15 nazioni europee su 27, la maggioranza dell’Ue, ha sottoscritto un appello alla Commissione per chiedere, fra le altre cose, che segua il modello italiano. Perfino la Germania, con il ministro dell’Interno, ha dichiarato di seguire con interesse questo accordo” ha sottolineato la premier.
«Obiettivo in Albania val bene due mesi di ritardo»
“L’accordo potrebbe essere replicabile in molti Paesi, potrebbe diventare una parte della soluzione strutturale dell’Unione europea. Lo capiamo noi e lo capiscono i sostenitori dell’immigrazione incontrollata che lo contestano. Abbiamo molti occhi puntati addosso, vogliamo riuscire. Un obiettivo del genere val bene due mesi di ritardo, legati alla natura dei terreni di Gjader che non avevamo previsto e hanno richiesto interventi di rafforzamento” ha spiegato Meloni.
«In Albania si parte da mille posti, poi 3mila»
“Le due strutture” per i migranti in Albania “devono lavorare insieme, saranno pronte dal primo agosto” e in quella di Gjader “partiamo da più di mille posti attualmente, che arriveranno ai 3mila previsti dal protocollo” ha aggiunto la premier Giorgia Meloni durante le dichiarazioni congiunte con il primo ministro albanese Edi Rama dopo la visita all’hotspot per migranti a Shengjin, in Albania.
«In Albania investimento per contenere costi migranti»
“Non stiamo spendendo risorse aggiuntive ma stiamo facendo un investimento” ha detto la premier Giorgia Meloni parlando dei due centri per migranti in Albania. Il protocollo prevede spese da “670 milioni di euro per 5 anni, 134 milioni all’anno” che, ha aggiunto, “corrispondono al 7,5% delle spese connesse all’accoglienza dei migranti sul territorio nazionale: queste risorse non sono da considerare un costo aggiuntivo. I migranti condotti qui in Albania avrebbero dovunque essere condotti in Italia, dove costano. L’elemento di maggiore utilità di questo progetto è che può rappresentare uno straordinario strumento di deterrenza a chi vuole raggiungere irregolarmente l’Europa, e di contrasto ai trafficanti. E questo vuol dire portare a un contenimento dei costi”.
«Realtà diversa da violazioni dello Stato di diritto»
“Le procedure accelerate di frontiera diventeranno obbligatorie in tutta l’Unione europea. L’Ue nel bilancio pluriennale ha inserito un apposito stanziamento per facilitare queste procedure accelerate. Rispetto al racconto sulla violazione dello Stato di diritto la realtà è ben altra” ha detto la premier.
«Albania messa in mezzo da chi vuole attaccare il governo»
“Nel momento in cui per attaccare il governo italiano si mette in mezzo un partner internazionale, si rischia di fare un danno non al governo ma all’Italia. Se qualcuno che è solidale con l’Italia, al di là del merito dell’accordo, viene inserito in una lotta del fango italiana, il rischio è che in futuro siano meno le nazioni disposte a fare accordi con noi” ha spiegato Meloni dopo la visita all’hotspot per migranti a Shengjin, rispondendo a una domanda sulle critiche all’Albania per il Protocollo con l’Italia sui migranti.



