ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLo scontro con l’Eliseo

Migranti: Meloni prova a ricucire dopo lo strappo con la Francia

Pontieri al lavoro dopo l’affondo di Parigi. L’intervento del presidente di Mattarella: «Solidarietà e diritti, più fiducia reciproca». Bruxelles annuncia un vertice e la Germania offre una sponda all’Italia

di Celestina Dominelli

Migranti, Francia: "Italia irresponabile"

3' di lettura

Pontieri al lavoro sulla crisi tra Italia e Francia dopo la stretta sui migranti decisa dal governo. Nella conferenza stampa, convocata giovedì mattina per commentare il decreto Aiuti quater approvato dal governo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la linea. «Bisogna isolare gli scafisti, non l’Italia», lanciando una stilettata all’indirizzo di Parigi che ha chiesto di boicottare l’Italia dopo il caso dell’Ocean Viking - sollecitando gli altri Stati a non accogliere più migranti in arrivo dal nostro Paese - e ha schierato 500 gendarmi per blindare i confini con la penisola.

La linea ufficiale dell’esecutivo

Ufficialmente, quindi, le posizioni restano distanti con l’esecutivo intenzionato a seguire da qui in avanti la stessa strategia messa in campo contro la nave umanitaria di Sos Méditerranée: fornire cioè assistenza alle persone più fragili o bisognose di cura. Senza fare sconti alle Ong che agiscono in spregio alle leggi e contro le quali, a precisarlo è stata la stessa Meloni parlando con i giornalisti all’indomani del Cdm, il governo è deciso a tenere una linea dura con nuove misure allo studio, a partire dalla confisca delle imbarcazioni e dalle sanzioni ai danni degli armatori.

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Ministra Esteri Parigi: «Da Meloni metodi inaccettabili»

Intanto tra Italia e Francia la tensione non accenna a diminuire. In un’intervista rilasciata a Le Parisien, la ministra degli Esteri francese Catherine Colonna è intervenuta sulla crisi con l’Italia sui migranti. ««È una fortissima delusione - ha detto - , l’Italia non rispetta né il diritto internazionale, né il diritto marittimo. Il comunicato in cui Giorgia Meloni afferma, parlando a nome nostro, che spetta alla Francia accogliere i migranti è in totale contraddizione con quello che ci eravamo detti. Questi metodi sono inaccettabili».

Lo spiraglio aperto per ricucire lo strappo

Al di là delle dichiarazioni ufficiali che sembrano scavare una distanza incolmabile - dall’altra parte la ministra francese per gli Affari europei, Laurence Boone ha parlato di «rapporto di fiducia» tra i due Paesi ormai «rotto» - le diplomazie sono però già scese in campo per provare a ricucire lo strappo. E la stessa Meloni ha lasciato aperto uno spiraglio affidando al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, uno degli uomini più vicini alla premier, il compito di lanciare un segnale distensivo verso l’altra sponda. «Non abbiamo nulla contro la Francia e non c’è alcun interesse ad alimentare le tensioni con Parigi. Ci sono dossier che possiamo portare avanti insieme, dal tetto al prezzo del gas al patto di stabilità. Ma questa vicenda può essere l’occasione perché l’Europa si occupi finalmente del tema migranti».

Verso un vertice Ue straordinario

Parole che provano a smorzare la tensione e che si accompagnano all’azione diplomatica portata avanti sia dal ministro degli Affari Europei, Raffaele Fitto, che nei giorni scorsi ha incontrato proprio la Boone sia il titolare degli Affari Esteri, Antonio Tajani, che lunedì sarà a Bruxelles per un consiglio europeo e che ha chiesto ufficialmente di mettere sul tavolo l’emergenza migranti. Una richiesta che sembra aver trovato una sponda a Bruxelles con la Commissione Ue che ha chiesto una riunione straordinaria dei ministri degli Interni per discutere di migranti, come confermato dalla vice presidente Margaritis Schinas in un’intervista a Politico.eu: «A Bruxelles si sta elaborando un piano di emergenza per risolvere le crescenti tensioni tra i Paesi dell'Ue su come affrontare i richiedenti asilo salvati in mare».

La sponda tedesca e l’auspicio di Mattarella

Per il momento, però, dalla Francia non arrivano segnali di riavvicinamento, mentre la Germania ha confermato l’impegno ad accogliere 3.500 migranti. A Parigi, però, è arrivato forte e chiaro anche il messaggio pronunciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da Maastricht. «La risposta alla sfida migratoria avrà successo solo se sorretta da criteri di solidarietà nella Ue e di coesione nella risposta interna». Niente fratture, dunque, è l’auspicio del capo dello Stato che ha raggiunto giovedì la città olandese per il trentennale del trattato sull’Unione. La temperatura tra Roma e Parigi per ora resta quindi alta. Ma il lavoro sottotraccia prosegue. E non è escluso che il riavvicinamento possa passare anche da un incontro tra Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron al G20 di Bali in programma a metà settimana. Al momento non ci sono incontri in agenda, ma i piani potrebbero cambiare da qui ai prossimi giorni.

Paesi Mediterraneo, delusione su relocation migranti

Intanto i Paesi del Mediterraneo sottolineano che il sistema attuale di gestione dei flussi migratori li vede in prima linea, e che la collaborazione da parte degli altri Stati è inadeguata. In una dichiarazione congiunta, Italia, Malta, Cipro e Grecia - i Paesi di primo ingresso in Europa nel Mediterraneo - definiscono «increscioso e deludente» il mancato rispetto degli accordi sulla relocation dei migranti. «Purtroppo - si legge nella nota -, il numero di impegni di relocation assunti dagli Stati membri partecipanti rappresenta solamente una frazione molto esigua del numero effettivo di arrivi irregolari». Il meccanismo, aggiungono, si è dimostrato «lento» per alleviare la pressione sui Paesi «di prima linea».

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