crisi europea

Migranti, mezzi corazzati austriaci al Brennero. La Farnesina convoca l’ambasciatore

di Vittorio Da Rold


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(Afp)

3' di lettura

Vienna minaccia di schierare l’esercito al confine del Brennero se non verranno fermati i migranti che tentano di passare e al confine. Sono già stati portati quattro mezzi corazzati delle forze armate che potrebbero essere impiegati nelle operazioni di controllo. L’escalation, annunciata dal ministro della Difesa, Hans Peter Doskozil, ha indotto la Farnesina a convocare l’ambasciatore austriaco a Roma, René Pollitzer. Come scrive l’agenzia austriaca Apa, il dispositivo potrebbe essere attivato nel giro di tre giorni e comprende 750 militari, 450 dei quali saranno messi a disposizione da reparti stanziati nella regione del Tirolo, mentre i restanti verrebbero dal comando militare della Carinzia.

Non è la prima volta che il governo austriaco fa questa minaccia ma tutto si spiega con il voto anticipato a cui Vienna è chiamata in autunno. A ottobre infatti l’Austria andrà alle urne e la questione migratoria sarà ancora una volta il tema principale della campagna elettorale. La destra nazionalista dell’Fpoe di Norbert Hofer spera di cavalcare le paure e arrivare a guadagnare il primo posto in Parlamento scavalcando i socialdemocratici del premier Christian Kern.

Ma c’è una novità rispetto alle elezioni presidenziali: i popolari sono in ripresa nei sondaggi. È bastata la notizia della presidenza del giovane Sebastian Kurz dell'OeVP (i democristiani austriaci) per far impennare i consensi del partito Popolare, facendolo balzare al primo posto negli orientamenti di voto, dopo una lunga serie di sondaggi poco positivi per i Popolari schiacciati da socialdemocratici e libeal-nazionalisti del Fpoe, gli eredi di Joerg Haider. Kurz ha chiesto “carta bianca” per svecchiare un partito tradizionalmente dalle dinamiche interne molto farraginose. Secondo un analista austriaco la vera novità del 2017 in Austria è che il Partito Popolare è sempre stato un partito “contenitore”, fatto di tanti feudi regionali, ove la leadership del capo si infrangeva contro i poteri forti (ad esempio i dirigenti del partito che ricoprono la carica di governatori regionali).

Con Kurz non sarà più così, al punto che il suo nome sarà presente accanto al logo tradizionale del partito nella scheda elettorale, insomma una ventata di macronismo anche a Vienna. Kurz al momento è la star politica a Vienna ed è stato dato a percentuali di approvazione molto alte, intorno al 35%. Naturalmente queste cifre si sgonfieranno durante la durissima campagna elettorale, ma di sicuro Kurz, oggi ministro degli esteri, sarà un protagonista.

Il neo segretario dei popolari vuole far chiudere, subito dopo la rotta balcanica, anche la rotta mediterranea, e agli occhi degli austriaci si presenta come l'unico in Europa che prende iniziative sui migranti. In materia ha proposto di riportare indietro i migranti che tentano di entrare senza un permesso sullo stile del metodo australiano e che gli assegni familiari per gli emigrati con famiglie all'estero siano adeguati a quanto percepiscono nel paese di origine. Insomma linea dura. Molti lo accusano di avere toni populisti soprattutto sul tema dei migranti.

Effettivamente sulla questione il partito popolare di Kurz si è spostato parecchio a destra e sicuramente queste posizioni danneggeranno i liberal-nazionali della Fpoe più che i socialdemocratici della Spoe. Molti sociologi accomunano Kurz al presidente francese Macron, o forse come dice il politologo austriaco Anton Pelinka, «oggi a Vienna ci sono due Macron, Kurz per i popolari e Kern (il premier in carica) per i socialdemocratici». In ogni caso la piccola Austria sarà il termometro politico della nuova crisi europea, quella dei migranti.

La Commissione Ue ha annunciato per oggi nuove misure, anche in vista dell’incontro informale dei ministri dell’Interno Ue in programma giovedì a Tallin. Con quanto Bruxelles delibererà oggi in materia di migrazioni «dimostreremo con i fatti che vogliamo rimanere solidali, soprattutto con l'Italia che dimostra un atteggiamento eroico. La solidarietà è d’obbligo», ha spiegato il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, nel suo intervento alla plenaria del Parlamento europeo per un dibattito sul tema. Domani pomeriggio invece il ministro dell’Interno Marco Minniti terrà un’informativa alla Camera sull’emergenza migranti.

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