audizione alla camera

Migranti, Minniti: entro giugno il piano nazionale per l'integrazione

di Alessia Tripodi


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Il ministro dell'Interno Marco Minniti (ANSA)

3' di lettura

Entro giugno arriverà in Parlamento un Piano nazionale per l'integrazione. Lo ha annunciato oggi il ministro dell'Interno, Marco Minniti, in audizione davanti alla commissione d'Inchiesta sui migranti, sottolineando la necessità di un «progetto organico» per coloro che hanno diritto a rimanere nel nostro paese.

Secondo quanto sintetizzato dal titolare del Viminale - che ieri è stato sentito dalla commissione Diritti umani del Senato, dove ha parlato dei corridoi umanitari sviluppati grazie a due accordi con Cei e Sant'Egidio - il piano si
articolerà in diversi punti: «Inserimento socio-lavorativo, assistenza sanitaria, formazione linguistica, ricongiungimento familiare, istruzione e riconoscimento dei titoli di studio». Minniti ha quindi sottolineato l'importanza di «rafforzare il contributo per i Comuni che accolgono» e ha spiegato che rispetto al 2016 le risorse per i minori stranieri non accompagnati sono aumentate «in modo significativo».

«Governare il processo, non inseguire»
L'Italia, ha spiegato Minniti, ha dimostrato in questi anni «di saper reggere una grandissima prova, di fronte a flussi importanti» e ha dimostrato «di saper accogliere». Ora però «siamo ad un punto in cui - ha aggiunto il ministro - è giusto affrontare il tema con un approccio che deve portarci a dire con grande chiarezza che non possiamo né dobbiamo in alcun modo inseguire o subire il problema. La via migliore, senza soluzioni miracolistiche, è governare il processo».

Rafforzare contributo per i comuni che accolgono
«Se il modello dell'accoglienza diffusa si rafforza», va «stabilizzato e anzi rafforzato» anche il contributo destinato ai Comuni che danno la disponibilità ad accogliere i richiedenti asilo, ha aggiunto poi Minniti, sottolineando che è cominciata la distribuzione dei fondi stanziati dalla legge di stabilità 2016, 100 milioni, circa 500 euro per ogni migrante accolto.
A dicembre 2016, ha spiegato il ministro, i migranti ospitati nelle diverse tipologie di centri di accoglienza erano circa 176mila, «il 70% in più del 2015». La scelta che si è fatta è, dunque, «puntare sull'accoglienza diffusa, che non è una cosa semplice da gestire ma è la migliore. E al superamento dei grandi centri», dove è molto più difficile garantire standard efficienti e costruire politiche d'integrazione.

«Accordo con Anci volontario, possibile sostegno premiale»
«Abbiamo fatto un accordo con l'Anci - ha ribadito poi Minniti - che è però volontario, perché nessuno può obbligare i Comuni a partecipare. Si può pensare ad un processo di sostegno premiale ed è quello che è stato fatto con la legge di stabilità dello scorso anno ed è chiaro che se il modello dell'accoglienza
diffusa si rafforza» vanno rafforzati anche i fondi per premiare
i comuni che danno la loro disponibilità.

Minniti: il terrorismo nasce dall'integrazione mancata

Fondi per minori stranieri in aumento
Minniti ha poi spiegato che i fondi per i minori stranieri non accompagnati sono passati dai 112 milioni del 2016 e dei due anni precedenti ai 170 milioni per il triennio 2017-2019. Il ministro ha ricordato che l'anno scorso il numero dei minori non accompagnati arrivati in Italia è raddoppiato: dai 12.360 del 2015 ai 25.846 del 2016. Il titolare del Viminale ha poi auspicato che «il testo di legge » sui minori «vada rapidamente in aula al Senato il testo di legge» «Se fosse approvato - ha concluso - sarebbe un segnale molto importante. Il testo diventerà il nuovo punto di riferimento».

Trafficanti uomini come terroristi Is
I terroristi dell'Is e i trafficanti di uomini, ha detto poi Minniti nel corso dell'audizione, «sono allo stesso livello: entrambi hanno la mancanza assoluta di rispetto per la vita umana».«In questo momento - ha continuato - il traffico di uomini in Libia» rappresenta «un'industria armata, non l'unica ma una importante, che funziona a pieno regime».
«Non c'è cosa cosa peggiore che considerare un uomo una merce e dunque il contrasto ai trafficanti deve essere al centro dell'azione internazionale» ha affermato ancora il ministro, ricordando che il memorandum sottoscritto dall'Italia con il governo libico punta proprio a rafforzare i controlli sia in mare sia alla frontiera sud del paese e a contrastare le organizzazioni di trafficanti.
Nel corso dell'audizione Minniti ha quindi ribadito di considerare «del tutto sbagliato e fuorviante» l'equazione immigrazione-terrorismo. «Invece - ha sottolineato - può esserci un rapporto tra mancata integrazione e terrorismo». Ecco perché «sull'integrazione si gioca il futuro del paese, anche per quanto riguarda la sicurezza».

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