IL MINISTRO: CONCILIARE UMANITÀ E SICUREZZA

Migranti, Minniti: non so se ho esagerato sul rischio per la democrazia

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(ANSA)


4' di lettura

Il ministro dell’Interno Marco Minniti torna sull’allarme che ha lanciato nei giorni scorsi, in merito alle ripercussioni che l’aumento degli sbarchi di fine luglio avrebbe avuto sulla tenuta della democrazia, e dice: «Non so se ho esagerato». Intanto continuano gli sgomberi: in mattinata le forze dell’ordine hanno allontanato i migranti che si trovavano nei giardini vicini a via dei Fori Imperiali, al centro di Roma. Il presidio degli ex occupanti del palazzo di via Curtatone sgomberato il 19 agosto, non più autorizzato da lunedì scorso, era stato smantellato ieri mattina ma i migranti sono ritornati (ieri, in occasione del precedente allontanamento, su 57 persone identificate in 29 hanno accettato le soluzioni proposte dal Campidoglio). Un’altra operazione di sgombero è scattata a Milano, dove la polizia è intervenuta in una ex scuola elementare in via Pizzigoni che da alcuni mesi era occupata da oltre un centinaio di extracomunitari.

Piano integrazione a metà settembre
Prende nel contempo forma il piano per l’integrazione, annunciato domenica dal ministro Minniti nel suo intervento alla festa de Il Fatto quotidiano. Stando a indicazioni di stampa il piano, che dovrevve essere approvato entro metà settembre, prevederebbe corsi di italiano per chi inoltra richiesta di asilo. Il progetto, che vedrebbe il coinvolgimento delle Regione e sarebbe finanziato da fondi Ue, punterebbe anche all’inserimento di queste persone nel mercato del lavoro, anche attravero corsi finanziati dalle Regioni. Possibile anche l’impiego di chi ha lo status di rifugiato in lavoro socialmente utili, anche a titolo gratuito. Tra i temi centrali del piano per l’integrazione, ha chiarito il ministro nel suo intervento alla Summer school di Confartigianato, ci sarà quello del rapporto uomo-donna che, ha sottolineato, «non è lo stesso in tutte le culture. Integrazione significa far capire che i valori della parità tra i sessi, frutto di battaglie dei movimenti delle donne, sono rrinunciabili». Poi ha aggiunto: «Una società più integrata è anche una
società più sicura»

Minniti: non so se ho esagerato sulla tenuta della democrazia
Intervenendo alla Summer school di Confartigianato, il ministro è tornato sulle dichiarazioni dei giorni scorsi sul rischio che l’ondata di sbarchi registrata a fine luglio avesse delle ripercussioni sulla stabilità della democrazia. «Quando ho parlato di rischio per la tenuta democratica del Paese in riferimento agli arrivi di migranti - ha detto il responsabile del Viminale -, non so se ho esagerato nel mio timore, ma tra il sapere se ho esagerato o no preferisco non avere la controprova». Tra chi ha sollevato perplessità sulla frase di Minniti c’è stato anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Con lui, ha riferito il titolare del Viminale, «ci siamo incontrati in una saletta dell’aeroporto di Fiumicino e ci siamo totalmente chiariti. Il processo - ha sottolineato - deve tenere insieme il diritto di chi accoglie e quello di chi è accolto. Una democrazia ascolta entrambi i diritti. Se invece si dà l’impressione di ascoltare più un diritto rispetto all’altro si produce qualcosa che non funziona e crea tensione nel tessuto sociale».

Le Ong devono conciliare umanità e sicurezza
Il responsabile del Viminale ha parlato anche del tentativo di regolamentare l’attività delle Ong che operano nel Mediterraneo per salvare le persone che dal Nord Africa tentano di raggiungere le coste italiane. «Quando il 41% dei migranti, come è accaduto nei primi sei mesi di quest’anno, arriva con navi private, un Paese che rispetta la sicurezza dice alle Ong di continuare ad operare ma con un codice che abbia come obiettivo la sicurezza dell’Italia, perché tutti i salvati vengono portati in un solo Paese, il nostro», ha detto Minniti. «L’Italia - ha aggiunto il ministro - ha il diritto e il dovere di avere un rapporto con le Ong che concili il principio di umanità con quello di sicurezza. Una democrazia - ha aggiunto - vive sempre in un equilibrio rispettoso di diritti».

Occorre offrire ai libici un’alternativa al traffico di esseri umani
Infine un passaggio sulla stabilizzazione della Libia. «Vinceremo la partita - ha ricordato il Viminale - quando renderemo evidente al popolo libico che il traffico di esseri umani, industria dannata, tra le poche che funzionano in quel Paese, non è conveniente nè economicamente né moralmente. Io - ha aggiunto il ministro - ho incontrato 14 sindaci delle città libiche più interessate dai traffici di uomini, da Zuwarah a Sabrata e ho detto loro: “impegnatevi con noi a stroncare il traffico e non ci impegniamo con voi a costruire un circuito economico alternativo”: si va dalla costruzione di ospedali, parchi ed altro».

«Terrorismo, Italia non colpita? Merito forze polizia»
Minniti ha parlato anche di terrorismo. Lo ha fatto individuando «nell’eccellenza delle forze di Polizia italiane ed in un corretto rapporto con l'Islam» gli elementi che «hanno consentito all'Italia di non essere finora coinvolta in attentati terroristici». Il ministro ha ricordato che l'Italia negli anni '70 «ha sviluppato capacità specifiche assolutamente straordinarie da
parte delle forze dell'ordine che hanno consentito di sconfiggere il terrorismo interno e quello di matrice mafiosa». Di fronte però ad un “terrorismo a prevedibilità zero come quello attuale - ha puntualizzato il ministro - sono importanti le capacità investigative, l'uso delle tecnologie ma anche il
controllo del territorio, come è accaduto per la neutralizzazione dell'autore della strage di Berlino Anis Amri alla stazione di Sesto S.Giovanni».

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