INTEGRAZIONE

Migranti, Minniti: si gioca il futuro della democrazia

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(Ansa)


2' di lettura

Il ministro dell’Interno Marco Minniti vuole coinvolgere le Ong nel sistema che dovrebbe garantire il rispetto dei diritti umani nei campi di detenzione in Libia. «La prossima settimana, con la Farnesina, incontrerò le organizzazioni non governative per ragionare con loro con l’obiettivo di costruire una iniziativa direttamente in Libia», ha detto il responsabile del Viminale, intervenuto questa sera a un dibattito alla Festa dell’Unità di Torino. «Sarebbe molto bello se ogni Ong italiana potesse adottarne una libica - ha aggiunto -. La mia ambizione sarebbe quella di arrivare a costruire una rete di giovani libici impegnati per il rispetto dei diritti umani nel loro Paese». In generale, sui flussi migratori «si gioca una partita cruciale e il futuro della nostra democrazia. Non ci giochiamo lo “zero virgola”, ma il nostro avvenire».

«Non c’è un’alternativa alla mia idea di gestire l’immigrazione» «L’immigrazione - ha sottolineato - è un tema cruciale e non può essere affrontato perennemente in emergenza. Riterrò il mio compito finito quando non si parlerà più di emergenza immigrazione ma di immigrazione soltanto». «Una grande democrazia - ha aggiunto il ministro - non può inseguire il fenomeno, deve cercare di governarlo, e non con azioni da apprendista stregone. È quello che noi stiamo facendo. In questi mesi ho proposto un’idea, che può essere giusta o sbagliata. Ma se qualcuno dice che è sbagliata deve proporne un’altra. E non mi pare che un’alternativa ci sia...».

Sugli sgomberi: la democrazia non rinuncia alla legalità
Minniti è tornato sulla questione dell’emergenza abitativa e sulle linee guida che il ministero ha proposto nella gestione degli sgomberi. Il concetto è che non c’è democrazia senza rispetto dei diritti umani. «Una grande democrazia non rinuncia mai alla legalità ma neppure all’umanità - ha affermato -, perché una democrazia che non è umana rischia di perdersi o addirittura ha già perso se stessa». «Abbiamo fatto una direttiva - ha aggiunto - che dice che dobbiamo tenere insieme i principi cardine di ogni democrazia: la legalità, che vuol dire che se ci sono dei palazzi abusivamente occupati devono essere sgomberati, e l’umanità, che significa che dobbiamo costruire una alternativa per i soggetti deboli. È quello che stiamo facendo a Torino, che si sta muovendo su questa linea con il progetto Moi, sul quale lo Stato collaborerà con la Città».

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