NUOVA INTESA PER I RIMPATRI

Migranti, missione di Salvini in Tunisia a 4 mesi dall’uscita sui «galeotti»

di Andrea Carli


Decreto Salvini: dalla stretta sull’asilo ai migranti al taser ai vigili urbani

3' di lettura

Sulla visita di Salvini in Tunisia pesa il precedente di un quasi scontro diplomatico. In occasione della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al pacchetto sicurezza del governo giallo verde, il ministro dell’Interno ha annunciato che giovedì 27 settembre avrà la sua prima missione ufficiale in Tunisia. Salvini incontrerà il suo omologo Hichem Fourat.

Tunisini al primo posto dei migranti giunti quest’anno in Italia
L’iniziativa nasce dal fatto che, in un contesto caratterizzato nel complesso da un calo rilevante degli sbarchi in Italia, i tunisini sono al primo posto nella classifica dei migranti che giungono nei nostri porti. Stando infatti all’ultima rilevazione del Viminale, quest’anno ne sono sbarcati 4.487 (su un totale di 21.024 persone). Al secondo posto e terzo posto gli eritrei (3.047 al 25 settembre) e i sudanesi (1.595).

L’obiettivo: nuova intesa che velocizzi il rimpatrio di queste persone
La visita del vicepremier, il cui scopo è quello di raggiungere un nuovo accordo con il governo locale che consenta di aumentare la frequenza dei voli per riportare in Tunisia queste persone, sarà la prima in quel paese del responsabile del Viminale.

Decreto Salvini: dalla stretta sull’asilo ai migranti al taser ai vigili urbani

«La Tunisia esporta galeotti»: il precedente della crisi diplomatica sfiorata
E soprattutto sarà la prima dopo le parole pronunciate, a giugno, mentre era in visita a Catania. La Tunisia? «Spesso e volentieri esporta galeotti», ha affermato Salvini in quell’occasione. Le parole del ministro italiano non sono piaciute al governo tunisino, che ha espresso «profondo stupore». «Denotano una mancanza di conoscenza dei vari meccanismi di coordinamento stabiliti tra i servizi tunisini e italiani responsabili della lotta contro la migrazione irregolare», hanno messo in evidenza da Tunisi. L’ambasciatore italiano in Tunisia, Lorenzo Fanara, è stato convocato al ministero degli Esteri per chiarire la portata delle dichiarazioni del ministro.

Il vicepremier: chi si è offeso, sbaglia
Poche ore dopo dal Viminale hanno chiarito che quelle parole «sono state estrapolate fuori dal loro contesto», che c’è «l’impegno a sviluppare la cooperazione con la Tunisia nelle aree di sua competenza». Durante un comizio da Fiumicino, Salvini ha “gettato acqua sul fuoco”: «chi in Tunisia si è offeso, sbaglia. Arrivano molte persone perbene - ha detto il ministro - ma anche persone meno perbene. Sono pronto ad incontrare il ministro tunisino la prossima settimana. L’obiettivo è far sì che ognuno stia meglio a casa sua». Ora, quattro mesi dopo quelle tensioni, l’incontro diventa realtà.

I 45 migranti tunisini bloccati su richiesta di Tunisi
In attesa che le parti pervengano a un’intesa, dall’Italia continueranno a partire non più di 80 tunisini a settimana, con due voli. Intanto 45 migranti tunisini, che dovevano essere rimpatriati sono rimasti in Italia il volo di rimpatrio verso la Tunisia è stato rimandato su richiesta del governo del Paese nordafricano a causa di una calamità naturale. Tutti i tunisini sono stati riportati a Trapani in attesa del prossimo volo di rimpatrio.

Migranti: Ue, -12% nel II trimestre 2018, Italia -60%
Sulla trattativa con la controparte tunisina peserà un dato pubblicato in queste ore da Eurostat: il numero dei nuovi richiedenti asilo nella Ue è sceso del 12% nel secondo trimestre 2018 rispetto allo stesso periodo 2017 e aumentato del 4% rispetto al primo trimestre 2018. In Italia il calo annuo è -60%, sul trimestre -23%. Nella Ue i richiedenti nel II trimestre 2018 sono stati 137.000, come nel 2014, prima del picco del 2015-16. La maggior parte ha fatto domanda in Germania (33.700, o il 25%), Francia (26.100, o 19%), Grecia (16.300, o 12%), Spagna (16.200, o 12%) e Italia (13.700,o 10%).

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