da 7 giorni a 30 miglia da lampedusa

Migranti, "Open Arms" ancora senza porto: «Ue si volta dall'altra parte»

L'appello della capo missione a bordo Anabel Montes Mier: «Rinnoviamo nuovamente la richiesta di avere con urgenza un porto sicuro dove sbarcare queste persone secondo quanto previsto dalle convenzioni e dagli accordi internazionali»


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2' di lettura

«Gli Stati europei dimostrano il loro coraggio voltandosi dall'altra parte». Bloccata in mare da ormai una settimana a una trentina di miglia da Lampedusa con a bordo 121 migranti, tra cui 32 minori, la nave "Open Arms" denuncia su Twitter lo stallo delle politiche di accoglienza Ue. E torna a chiedere un «porto sicuro subito» per i naufraghi raccolti al largo della Libria dalla nave della Ong spagnola "ProActiva Open Arms".

Nessuna risposta da Italia, Malta e Spagna
Siamo ormai al «settimo giorno senza un porto», e a bordo ci sono «uomini, donne e bambini fragili, traumatizzati da violenze e abusi» spiega oggi il c apo missione a bordo Anabel Montes Mier, rinnovando «la richiesta di avere con urgenza un porto sicuro dove sbarcare queste persone secondo quanto previsto dalle convenzioni e dagli accordi internazionali». Nei giorni scorsi Malta ha negato più volte l'approdo alla nave mentre l'Italia, dopo il divieto di ingresso nelle acque territoriali firmato da Salvini, Toninelli e Trenta, non ha mai risposto alle richieste della Ong. Quanto alla Spagna, paese di bandiera della nave, il governo «se ne lava le mani» scrive il quotidiano spagnolo "El Mundo": Madrid, infatti, non ha al momento fatto alcun passo formale con l'Ue affinché solleciti gli Stati per una ridistribuzione dei migranti.

Passo indietro di Malta, "Ocean Viking" senza carburante
Difficile, al momento, anche la situazione della "Ocean Viking", la nuova nave di salvataggio finanziata dalle Ong "Sos Mediterranee" e "Medici senza frontiere", in navigazione verso la zona Sar antistante la Libia per la sua prima missione umanitaria. Secondo quanto riferito da un portavoce di "Sos Mediterranee" all'agenzia tedesca Dpa le autorità maltesi si sarebbero infatti rifiutate di rifornire di carburante alla nave, nonostante gli accordi presi in precedenza. L'intesa era stata confermata da un intermediario ma poi le autorità marittime maltesi avrebbero informato via radio che non vi era alcuna autorizzazione. La "Ocean Viking" non ha migranti a bordo: era partita il 5 agosto da Marsiglia ed è diretta all'area di ricerca e soccorso davanti alla Libia. L'arrivo nella zona Sar era previsto per domani. Ora si sta cercando un'altra soluzione per il rifornimento di
carburante.

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