sbarchi a quota 93mila (+11%)

Migranti, Orban: Italia chiuda i porti. Gentiloni: no a improbabili lezioni

di Andrea Gagliardi

(Ansa)

3' di lettura

Si intensifica il pressing sull’Italia in tema di flussi migratori. Ieri la richiesta perentoria del ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz, di «interrompere il traghettamento di migranti illegali dalle isole italiane, come Lampedusa, verso la terraferma, da dove proseguono verso nord», con minaccia reiterata di chiudere il Brennero «se l'Italia dovesse applicare il lasciapassare verso nord» . Oggi ad alzare la voce è stato il premier ungherese Viktor Orban, sostenendo che l'Italia dovrebbe «chiudere i porti» per arginare i flussi dal Mediterraneo, annunciando che i quattro leader del gruppo di Visegrad (oltre all'Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia) hanno scritto una lettera in questo senso al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Paesi est a Gentiloni: Italia chiuda i porti
Nella lettera a Gentiloni i quattro fanno una serie di proposte al governo italiano. «Se non verranno chiusi i porti ai migranti - sostengono i leader del V4 - il problema diventerà ingestibile, dato che tedeschi ed austriaci chiuderanno presto le loro frontiere». «Il flusso migratorio - aggiungono - deve essere fermato in Libia. Nella lettera al premier Gentiloni i Paesi Visegrad ribadiscono la necessità che «i veri richiedenti asilo» siano «identificati prima di entrare in Ue». «Le nostre
frontiere esterne devono essere protette», affermano. Per questo i quattro leader spiegano, «l’Ue ed i suoi Stati dovrebbero mobilitare risorse finanziarie e di altro genere per creare condizioni sicure e umane in hotspot o centri di accoglienza
fuori dall’Ue», e offrono un «contributo significativo».

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Gentiloni: no minacce o improbabili lezioni
Pronta la replica del presidente del consiglio italiano. «Dai nostri vicini, dai Paesi che condividono il progetto europeo - ha dichiarato Gentiloni - abbiamo diritto di pretendere solidarietà. Non accettiamo parole minacciose. Serenamente ci limitiamo a dire che noi facciamo il nostro dovere e pretendiamo che l’Europa faccia il proprio senza darci improbabili lezioni».

Oim: 111mila in Europa nel 2017, 85% in Italia
Intanto l’Oim (Organizzazione internazionale delle migrazioni) ha reso noto che sono stati 111.514 i migranti e rifugiati giunti in Europa via mare dall’inizio dell’anno e che 2.360 sono morti mentre cercavano di attraversare il Mediterraneo. L’agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni ha precisato che
circa l’85% degli arrivi sono stati registrati in Italia.

Sbarchi in aumento dell’11%
Gli ultimi dati forniti dal Viminale, aggiornati al 21 luglio, parlano di 93.360 migranti sbarcati dall’inizio dell’anno, un numero in crescita dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2016. Tra i Paesi d’origine in testa la Nigeria (15.740), seguita da Bangladesh (8.450) e Guinea (8.381).

L’azione politica dell’Italia
L’Italia ha lanciato un'iniziativa a 360 gradi per ottenere risultati sul fronte della gestione dei flussi dall’Africa. Del pressing fa parte le messa in discussione delle regole dell’operazione Triton di controllo delle frontiere (che indica nell’Italia il solo Paese di approdo dei migranti soccorsi nel Mediterraneo) con la richiesta di «regionalizzare» gli sbarchi, aprendo i porti Ue alle navi con a bordo i migranti soccorsi nel Mediterraneo Centrale (anche se dalle altre capitali non ci sono per ora aperture in tal senso); formazione e mezzi alla Guardia costiere libica (alla quale sono state fornite 4 motovedette ed altre sei arriveranno in futuro); accordi con i sindaci libici per convincerli a non lavorare per i trafficanti, in cambio di finanziamento di progetti di sviluppo locale; accordi con i paesi confinanti con la Libia per aumentare i controlli delle frontiere. E va avanti il lavoro sul codice di condotta per le Ong impegnate con proprie imbarcazioni in operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Dopo il via libera della Ue (che ha chiesto alcune modifiche), la bozza è stata trasmessa alle Organizzazioni non governative. E martedì 25 luglio è previsto un incontro al Viminale con le stesse Ong.

Minniti: gestire flussi illegali per aprire quelli legali
Parlando ieri alla festa dell'Unità di Milano, il ministro degli Interni Marco Minniti (che al question time il 19 luglio ha dichiarato «l’assenza delle condizioni per dichiarare lo stato di emergenza umanitaria») ha ammonito: «Non dobbiamo consegnare l’Italia ai cattivi maestri della demagogia. Devo trasmettere un messaggio che questo meccanismo dell’immigrazione va governato e va governato nel rispetto dei diritti della persona». Minniti ha assicurato: «Io voglio governare i flussi illegali, e su questo ci ho messo la faccia. So bene che a quel punto il popolo italiano mi capirà: di fronte al blocco dei flussi illegali potrò aprire i flussi legali».

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