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Piantedosi: 100mila migranti in accoglienza, posti saturi

Informativa sulla gestione dei flussi e i recenti interventi di assetti navali di Ong nel Mediterraneo centrale

di Nicola Barone

(ANSA)

3' di lettura

Sull’immigrazione «agiamo con umanità e fermezza: non abbiamo nessuna intenzione di venire meno ai doveri dell’accoglienza, ma in Italia non si entra illegalmente, la selezione non la fanno i trafficanti di esseri umani. Vogliamo governare i flussi anzichè subirli». Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, parlando al Senato. L’informativa ruota intorno alla gestione dei flussi migratori e, in particolare, i recenti interventi di assetti navali di organizzazioni non governative nel Mediterraneo centrale.

100mila migranti in accoglienza, posti saturi

«La priorità assoluta è la tutela della dignità delle persone. Questa è la lente attraverso cui mettere a fuoco le decisioni dell’esecutivo a cui spetta il compito di governare i flussi migratori». Al momento si contano 100mila migranti nel sistema di accoglienza, e le prefetture segnalano una saturazione dei posti disponibilità e criticità secondo quanto riferito dal ministro dell’Interno.

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+56% richieste asilo, in maggioranza negate

I numeri del fenomeno. Nel 2022 si registrano 69mila richieste di asilo, il 56% in più rispetto allo scorso anno. Ed il 57% di quelle esaminate si sono concluse con i diniego. «Significa che la maggioranza dei migranti che arrivano in Italia è spinta da motivazioni economiche e non ha titolo di restare qui», spiega Piantedosi.

«Navi Ong sono fattori di attrazione migranti»

Per il ministro «la presenza di navi Ong continua a rappresentare un fattore di attrazione», un “pull factor” per i flussi di migranti e sono importanti anche per «le organizzazioni criminali che basano il loro modus operandi sulla presenza di assetti Ong nell’area». In ogni caso la forma volontaristica del meccanismo di redistribuzione dei migranti «non riesce a decollare, serve una nuova politica europea realmente basata sul principio di solidarietà». Nel periodo che va dall’1 gennaio 2021 al 9 novembre 2022 le Ong, nell’ambito di 91 eventi di sbarco, hanno portato sulle coste italiane 21.046 migranti, di cui 9.956 nel 2021 e 11.090 nel 2022. Stando ai dati Frontex, sul totale degli ingressi irregolari nel territorio dell’Unione nel 2022, gli attraversamenti lungo il canale di Sicilia rappresentano la rotta principale degli ingressi illegali diretti in Europa via mare. «Tali ingressi sono incomparabili ai flussi via terra per oneri, modalità tecnico-operative e complessità di scenari di intervento». Il ministro ricorda che gli oltre 90.000 ingressi di migranti del 2022, mostrano un aumento del 60% rispetto allo stesso periodo del 2021, «incidendo pesantemente sul sistema di accoglienza nazionale già provato dagli arrivi dall’Ucraina, oltre 172.000 persone accolte in Italia».

Ingressi legali per Paesi che frenano partenze

La linea del governo è per un dialogo collaborativo con gli Stati da cui originano le partenze. «Siamo per attivare corridoi umanitari per le persone vulnerabili, da usare come leva anche per i Paesi di origine e transito dei flussi. Dobbiamo creare percorsi legali di ingresso per i Paesi che collaborano alla prevenzione delle partenze illegali ed ai rimpatri, con un meccanismo premiale a favore dei Paesi più impegnati nel contrasto all’immigrazione illegale».

Ok a Piano sviluppo Nord Africa

Nella direzione indicata l’Italia è favorevole ad un piano complessivo di sostegno allo sviluppo del Nord Africa «che coniughi le misure per la crescita con quelle per la sicurezza e il contrasto al traffico degli esseri umani e che soprattutto sia condizionato ad una maggiore collaborazione per la prevenzione delle partenze e per l’attuazione dei rimpatri». Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella sua informativa al Senato. Riprendendo quanto anticipato dal presidente del Consiglio, a dire di Piantedosi serve un piano Mattei per l’Africa, «cioè programmi di investimento di ampio respiro verso i Paesi destinatari, che hanno dinamiche demografiche esplosive e che devono essere coinvolti nella gestione delle risorse messe a disposizione affinché si realizzino processi di crescita duraturi e sostenibili. Questa è una scelta strategica per il futuro delle istituzioni e dei cittadini europei, ma anche per assicurare la realizzazione delle speranze delle giovani generazioni africane».

Cei: chiusura verso migranti inefficace e non dignitosa

«Siamo sicuri che la chiusura verso i migranti e i rifugiati e l’indifferenza per le cause che li muovono siano la strategia più efficace e dignitosa per gestire quella che non è più solo un’emergenza?», affermano i vescovi italiani nel messaggio Cei per la 45/a Giornata Nazionale per la Vita. «Siamo sicuri che la guerra, in Ucraina come nei Paesi dei tanti “conflitti dimenticati”, sia davvero capace di superare i motivi da cui nasce?».

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