Immigrazione

Migranti, previsti altri arrivi: 20 sbarchi in 48 ore e Lampedusa allo stremo

Dall’inizio di ottobre oltre 1.400 stranieri approdati sulle coste siciliane e sarde - La crisi libica moltiplica il traffico di esseri umani

di Marco Ludovico

I punti chiave

  • Gli arrivi sono sei volte quelli del 2019
  • In testa i flussi di tunisimi
  • Le incertezze e i conflitti a Tripoli
  • Il pressing di Lamorgese con l’Ue

2' di lettura

Il «cruscotto statistico giornaliero» del Viminale parla da solo. Dall’inizio di ottobre, in quattro giorni 1.430 stranieri arrivati in Italia. Il dato salirà di continuo. Il meteo favorevole, finché ci sarà, è fattore decisivo. Le crisi politiche, sociali ed economiche in Libia eTunisia si aggiungono come potente incentivo per i trafficanti di esseri umani. Il tema finora è rimasto secondario nelle agende politiche dei governi, in Italia ristretto agli attacchi dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, contro l’attuale titolare, Luciana Lamorgese. Ma il crescendo inarrestabile degli sbarchi, prima o poi, rischia di diventare presto una criticità da affrontare in modalità prioritaria.

Sbarchi raddoppiati rispetto al 2020
Lo stesso cruscotto fa notare come gli arrivi 2021 ammontano a 47.750, in pratica il doppio dei 24.333 dell’anno scorso. E sei volte di più di quelli 2019. Ora l’hot spot di Lampedusa è in tilt: situazione non nuova, si verifica puntuale a ogni ondata abnorme di arrivi. Le proteste di Salvini restano: il numero uno della Lega deve fare i conti con la vicenda Morisi e le conseguenze delle elezioni amministrative. Ma non molla, il tema comunque rimane un suo cavallo di battaglia. In realtà il numero abnorme di sbarchi ha sollevato anche gli interventi dei pentastellati nell’esecutivo. Più volte si è espresso il capo delegazione e ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Il dossier, tuttavia, sta anche nelle corde del presidente del Consiglio, Mario Draghi. Quando l’Unione europea rimetterà in agenda la questione il nostro premier si farà sentire. Come ha già fatto nella crisi afghana.

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Tunisini in testa tra i migranti
Conto alla rovescia, dunque, sul crescendo del livello politico così scottante per il dossier migranti da finire ai primi posti dell’agenda di governo. Il ministro Luciana Lamorgese è stata a Malaga il 25 settembre alla seconda riunione ministeriale dei Paesi mediterranei dell'Unione europea, i suoi incontri sono continui. Da poco la direzione centrale polizia delle frontiere e immigrazioni del dipartimento Ps, guidato da Lamberto Giannini, è vacante. Uscito per limiti di età Massimo Bontempi, stimato e apprezzato da tutti, il ministro dovrà nominare a breve il suo successore. Negli sbarchi svettano in testa i tunisini: 13.208 a fronte dei 5.994 bengalesi al secondo posti.

Le incognite in Libia
A Tripoli la Camera dei rappresentanti ha approvato una mozione di sfiducia due settiimane fa contro il governo di unità nazionale del primo ministro ad interim Abdel Hamid Dbeibah. Un atto giunto poco dopo l’ok alla legge elettorale, accusata dai suoi detrattori di favorire il generale Khalifa Haftar. Gli indici di fibrillazione sul processo di composizione dell’unità nazionale sono alti e non si abbassano. Tanto che il ministro degli Esteri francese Le Drian ha annunciato una nuova conferenza internazionale sulla Libia il 12 novembre. Inoltre l’Alto consiglio di Stato libico ha dichiarato nullo il voto e respinto il ritiro della fiducia al governo di unità nazionale. Incognite, e sono molte, sotto stretta osservazione da parte dei nostri servizi di informazione e sicurezza (Aise, Aisi e Dis) guidate dell’autorità delegata Franco Gabrielli.

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