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Raid sui migranti in Libia: oltre 50 morti e 130 feriti. Onu: crimine di guerra

Il bilancio del raid aereo che ha colpito un centro di detenzione per migranti illegali vicino Tripoli sale oltre i 50 morti e 130 feriti. Anche se alcuni testimoni parlano di 100 morti. La situazione nel Paese è sempre caotica


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2' di lettura

Il bilancio del raid aereo che ha colpito un centro di detenzione per migranti illegali vicino Tripoli sale oltre i 50 morti e 130 feriti. Anche se alcuni testimoni parlano di 100 morti. La situazione nel Paese è sempre caotica, tanto che nella serata di mercoledì l’aeroporto Mitiga di Tripoli è stato chiuso al traffico aereo in seguito a un bombardamento.

In un comunicato, il governo appoggiato dagli Stati Uniti accusa il sedicente Esercito nazionale libico guidato dal comandante Khalifa Haftar per il raid aereo. Secondo il capo della missione Onu in Libia, l’attacco «costituisce chiaramente un crimine di guerra, poiché ha ucciso a sorpresa persone innocenti costrette a rifugiarsi in quel luogo a causa delle lotro condizioni precarie».

Portavoce di Haftar: migranti usati come scudi umani
Un portavoce delle forze del generale Khalifa Haftar (Lna) ha detto che il raid era mirato contro la base di una milizia. «Non avevamo ordini di prendere di mira il centro», ha detto il generale Khaled el-Manjoub accusando le forze governative di sfruttare i migranti come «scudi umani piazzandoli in depositi di munizioni».

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Nella sezione del “centro di accoglienza” si trovavano 120 migranti: lo precisa un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook del ministero dell'Interno libico. Il centro di Tajoura, nel complesso, ospita un totale di 610 migranti, informa la nota confermando che «il bombardamento ha fatto 40 morti». Il numero dei «feriti fra i migranti illegali» viene indicato in 35.

La Libia è divisa tra due governi in guerra e le forze di Haftar controllano gran parte dell'est e del sud del Paese. «Apprendo, con sgomento, del bombardamento notturno a Tajoura, nei pressi di Tripoli, che ha colpito un centro per migranti, causando la morte di decine di persone, tra i quali donne e bambini. Un’ulteriore tragedia che mostra l’atroce impatto della guerra sulla popolazione civile»: lo ha dichiarato in una nota il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero.

«La netta condanna dei bombardamenti indiscriminati di aree civili, si accompagna all'appello a fermare un aggravarsi delle ostilità che mette continuamente in gravissimo pericolo vite umane e distrugge infrastrutture essenziali per la popolazione - ha proseguito -. Occorre garantire, immediatamente, misure di seria protezione per i civili e, in particolare, trasferire i migranti che si trovano nelle strutture di raccolta in luoghi al sicuro dai combattimenti e sotto la tutela delle Nazioni
Unite».

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