La proposta italiana

Migranti: le regioni Ue bocciano il taglio dei fondi strutturali a chi non accoglie

di Giuseppe Chiellino

(ANSA)

3' di lettura

Non passa al Comitato delle Regioni a Bruxelles la linea italiana di vincolare l'assegnazione dei fondi europei al rispetto dei diritti umani, compresa quindi l'accoglienza dei migranti. Ad ampia maggioranza la plenaria del comitato ha bocciato un emendamento trasversale presentato dai 20 membri italiani e ha accolto – dopo un dibattito inusualmente acceso – il testo e le tesi del tedesco Michael Schneider, relatore del parere sul futuro della politica di Coesione Ue preparato per l'Europarlamento in vista della discussione sul Multiannual financial framework (Mff) post 2020.

Zuccaro: su migranti appetiti delle mafie

Mff, si allungano i tempi
Sui tempi della discussione del Mff, peraltro, oggi si è registrata un'importante novità: «Proporrò al Parlamento di cambiare il calendario per la presentazione della proposta di Mff» ha annunciato al Comitato delle Regioni il commissario al Bilancio della Ue, Gunther Oettinger, ufficializzando quanto aveva annunciato nei giorni scorsi ai rappresentanti permanenti degli Stati membri. «Ritengo che sia opportuno posticipare la scadenza da fine 2017 all'estate del 2018 – ha spiegato Oettinger - quando saranno più definite le implicazioni di Brexit sul bilancio dell'Unione". Il rischio è che questo primo rinvio diventi la premessa per un allungamento dei tempi di avvio del prossimo ciclo di programmazione e si traduca in pratica in un taglio di risorse per i territori.

Loading...

Il voto
Tornando alla proposta italiana di introdurre la condizionalità sui fondi legandoli all'accoglienza dei migranti, analoga a quella formulata dal Governo nel position paper inviato a metà aprile a Bruxelles dal sottosegretario alle Politiche europee, Sandro Gozi (si veda Il Sole 24 Ore del 13 aprile), il voto del CdR – la prima istituzione Ue che si pronuncia sul prossimo Mff - ha fatto emergere l'orientamento prevalente in Europa su questo punto. Il relatore Schneider ha respinto con fermezza l'introduzione di una condizione – l'accoglienza dei migranti – che dipende da decisioni politiche nazionali ma finirebbe – con il taglio dei fondi - per danneggiare le regioni e i comuni che nulla o quasi possono su quelle scelte. Per lo stesso motivo, ha ricordato Schneider, il Comitato delle Regioni è sempre stato contrario alla condizionalità macroeconomica che è stata introdotta nel ciclo di programmazione 2014-2020 ed è stata formalmente applicata a Spagna e Portogallo, sia pure a “parametro zero”, cioè senza cancellazione di fondi. «Su questo non ho una posizione – ha detto Schneider – dovremo parlarne».

Le prospettive
Se il Governo italiano ritiene di dover insistere sul punto, c'è l'opportunità di aprire il confronto all'Europarlamento che discuterà nella plenaria di giugno la propria posizione sulle politiche di Coesione: se non si vuole introdurre la condizionalità sull'accoglienza, allora andrebbe cancellata anche la condizionalità macroeconomica. Le chance di successo, in ogni caso, appaiono scarse. Da registrare, infine, l'entusiamo con cui il commissario Oettinger si è espresso a sostegno dei fondi strutturali, avvertendo tuttavia delle probabili conseguenze dell'ipoteca Brexit: «Lotterò strenuamente contro qualsiasi riduzione delle politiche di coesione, ma con Brexit mancheranno al bilancio almeno 10 miliardi all'anno e dunque qualche taglio non si può escludere». La difficoltà sarà «convincere in Consiglio gli spiriti critici sul valore europeo di questa politica» ha avvertito il commissario tedesco, ricordando che «due capitali germanofone vogliono ridurre il contributo per le politiche di coesione» anche al di là della semplice inevitabile riduzione legata all’uscita del Regno Unito.

@chigiu

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti