TRA malta E RESTYLING SICUREZZA BIS

Migranti, dalla redistribuzione allo stop per le supermulte, le nuove regole allo studio

Il “progetto pilota” uscito dal mini vertice maltese dovrà essere confermato l’8 ottobre in occasione del vertice dei ministri degli Affari interni ed esteri in Lussemburgo. Intanto il governo M5S-Pd è al lavoro per modificare il provvedimento caro al leghista Matteo Salvini, ex inquilino del Viminale, sulla base delle indicazioni contenute nella lettera del Capo dello Stato che ha accompagnato la promulgazione della legge di conversione

di Andrea Carli


Conte, l'intesa di Malta sui migranti e' una svolta

3' di lettura

Dalle soluzioni messe nero su bianco nell’intesa di La Valletta al restyling del decreto sicurezza bis, nonostante il percorso sia ancora alle tappe iniziali è possibile fare alcune ipotesi su cosa potrebbe cambiare nelle linee di politica migratoria. Dalla ridistribuzione automatica di tutti i richiedenti asilo, allo stop alle supermulte a chi viola il divieto d’ingresso nelle acque italiane.

Il segnale di rottura sulle politiche migratorie
Che il nuovo esecutivo M5S-Pd, dopo l’uscita del leghista Matteo Salvini dal Viminale e dal governo, avrebbe rivisto la strategia di gestione dei flussi migratori promossa dall’ex ministro dell’Interno, era prevedibile. Come più volte sottolineato dal segretario Dem Nicola Zingaretti, il Conte due avrebbe avuto senso solo se avesse dato un segnale di rottura rispetto all’esperienza precedente, della quale la politica dei porti chiusi è stata una delle componenti principali.

Le aperture di Germania e Francia
Altrettanto prevedibile, dopo le critiche avanzate dalla Lega all’Unione europea, più volte tacciata di essere lontana dagli interessi degli italiani, era l’apertura di parte dei partner europei, a cominciare da Germania e Francia, sull’opportunità di mettere mano a regole, come ad esempio il regolamento di Dublino sul diritto d’asilo europeo, che l’esecutivo precedente, d’impronta sovranista, aveva chiesto di modificare, senza ottenere alcun riscontro.

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Il minivertice de La Valletta
Apertura che è emersa in occasione del minivertice che si è tenuto a La Valletta tra i ministri dell’Interno di Italia, Germania, Francia, Malta, Finlandia e il commissario Avramopoulos. E che, se confermata l’8 ottobre in occasione del vertice dei ministri degli Affari interni ed esteri in Lussemburgo, segnerà una rottura politica rispetto al passato. Fino a oggi i paesi Ue che hanno accolto su base volontaria in almeno un’occasione i migranti salvati sono stati soltanto 15 su 28, più la Norvegia (paese associato Shenghen). L’8 ottobre si dovrebbe capire quanti paesi faranno parte dei “volonterosi” disposti ad accogliere i migranti salvati in mare.

Cosa prevede l’intesa di La Valletta
Così come uscito dal mini summit maltese, il “progetto pilota” che punta a coinvolgere il maggior numero di paesi membri dell’Ue contempla la ridistribuzione di tutti i richiedenti asilo, anche chi parte per motivi economici. È il punto principale dell’intesa che, se attuato, sarà il primo passo concreto per scardinare l’accordo di Dublino, quello che impone ai migranti di fare la domanda di asilo nel paese di primo approdo (l’Italia e la Grecia, per la loro collocazione geografica, sono in prima linea). La bozza d’accordo indica in 4 settimane il tempo massimo per attuare il meccanismo di ricollocamento nei paesi dell'Ue che hanno dato la disponibilità all’accoglienza.

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Pressing italiano per rimpatri Ue
Di fronte all’assenza di una politica europea, l’Italia punta a ottenere rimpatri gestiti e sostenuti economicamente dall’Unione Europea; accordi diretti tra la Commissione Ue e i paesi di origine e transito che consentano di superare le intese bilaterali tra Stati e avere più forza nelle trattative.

Restyling Dl sicurezza: via supermulte e sì a recidiva
Nell’attesa di capire in quanti saranno disposti ad accettare le nuove regole, il governo giallo rosso ragiona sull’ipotesi di rimettere mano alle regole interne, a cominciare dal decreto sicurezza bis di impronta salviniana, in vigore dall’8 agosto. Sono due gli interventi allo studio: via le supermulte a chi viola il divieto d’ingresso nelle acque italiane e sì alla recidiva per la confisca delle navi che non rispettano le indicazioni delle autorità. Le modifiche hanno la funzione di recepire i rilievi, contenuti nella lettera inviata da Mattarella in occasione della promulgazione della legge.

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