sicurezza

Migranti, la ripresa degli sbarchi: +30%

Partenze a raffica in Libia e Tunisia: da gennaio arrivati in Italia 2.696 immigrati, oltre 350 nelle ultime 24 ore. L’incognita dell’intesa Ue

di Marco Ludovico

Arrivi migranti triplicati: "Serve intesa con Africa"

Partenze a raffica in Libia e Tunisia: da gennaio arrivati in Italia 2.696 immigrati, oltre 350 nelle ultime 24 ore. L’incognita dell’intesa Ue


3' di lettura

«Gli sbarchi sono continui e aumenteranno ancora». Gli addetti ai lavori sono tutti concordi. La previsione si conferma e si consolida ormai ogni giorno. Ieri sono arrivati oltre 350 migranti. In condizioni meteo favorevoli, dalle coste di Tunisia e Libia le imbarcazioni vanno in acqua: non c’è inverno che tenga. E con le temperature più miti saranno sempre di più. Le Ong (organizzazioni non governative) fanno la loro parte. Il dossier politico, per ora, resta sotto traccia. Ma presto sarà squadernato sui tavoli del governo presieduto da Mario Draghi. Inevitabile intervenire: gli indicatori sono sempre più preoccupanti.

Da novembre a febbraio +81%

I numeri del ministero dell’Interno dicono tutto. In gran parte da Tunisia e Libia, gli sbarchi dal 1° gennaio al 18 febbraio 2020 erano stati 2.065; quest’anno siamo già a 2.696 con un aumento del +30,5%. Dalle coste libiche nel periodo 1° novembre 2020-18 febbraio 2021 sono arrivati 4.807 migranti: a distanza di un anno, nello stesso periodo, siamo a +81%. Le autorità costiere libiche hanno soccorso 1.859 migranti nel 2020 e 2.233 quest’anno: attività, va detto, non priva di molte polemiche. Ma altri Stati, intanto, cominciano a riconoscere la legittimità del Jrcc (Joint rescue coordination centre), centro di coordinamento del soccorso di Tripoli.

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MIGRAZIONE IRREGOLARE - PARTENZE DALLA LIBIA
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In campo nove amministrazioni dello Stato

Lunga è la catena dello Stato in azione. Viminale, innanzitutto, con il dipartimento Libertà civili e quello di Ps, in particolare la direzione centrale Polizia delle frontiere responsabile per legge del coordinamento del contrasto all’immigrazione irregolare. In campo, poi, il ministero degli Affari Esteri guidato da Luigi Di Maio. La Guardia Costiera facente capo, tramite la Marina Militare, alla Difesa diretta da Lorenzo Guerini, e al ministero Infrastrutture al comando di Enrico Giovannini. La Guardia di finanza, oggi unica «polizia economica e finanziaria del mare». L’Aisi (agenzia informazioni e sicurezza interna) e l’Aise (agenzia informazioni e sicurezza esterna). Più le procure della Repubblica e la Dna (direzione nazionale antimafia e antiterrorismo) guidata da Federico Cafiero de Raho.

Ong sotto osservazione

Le unità navali delle Ong in soccorso dei migranti sono in pieno movimento, alcune restano bloccate da provvedimenti restrittivi oppure sono nei cantieri navali per manutenzione. Mare Jonio, Josefa ed Eleonore sono ai lavori. Alan Kurdi e Sea Watch 4 sono sotto sequestro. In attività Sea Watch 3, Ocean Vikings, Open Arms con approdo a Porto Empedocle e Aita Mari, destinazione Siracusa.
A pieno regime, poi, l’azione di monitoraggio dei nostri agenti. Come quella svolta a tutto campo dall’Aise in Libia, in particolare, e in Tunisia. I report con segnali di criticità sono continui. Le prospettive di stabilizzazione incerte e precarie.

Le sfide di governo

La scommessa italiana con l’Unione europea sul rinnovo del regolamento di Dublino è inserire l’aggettivo «obbligatorio» nella definizione del meccanismo di redistribuzione degli immigrati soccorsi. Sul tavolo del ministro Luciana Lamorgese c’è anche il rinnovo del memorandum con la Libia, il testo ormai è alla quarta revisione. Il punto centrale per l’Italia è il rispetto nello stato nordafricano dei diritti umani violati a più riprese nei centri di detenzione. In salita il confronto con la Tunisia, lacerata da crisi politica irrisolta e recessione devastante. Alla fine, non è escluso che l’esecutivo Draghi corregga la rotta sulla politica dell’immigrazione. Lo fa immaginare la nuova maggioranza di governo con l’ingresso di Lega e Forza Italia. Ma al di là dei colori politici lo può pretendere, fino a imporlo, un flusso di sbarchi sempre più impetuoso.

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