il viminale studia nuove regole

Migranti, a Roma il corteo contro gli sgomberi. La procura indaga sull’occupazione

di Redazione online

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(Ansa)

4' di lettura

«Il ministro dell'Interno Minniti non autorizzerà altri sgomberi a Roma senza che vi siano già pronte soluzioni abitative alternative». Così ieri il senatore Pd Luigi Manconi, presidente della Commissione diritti umani del Senato, ha riferito l'intenzione del Viminale di mettere in campo misure per evitare il ripetersi di casi come quelli di Piazza Indipendenza nella Capitale, dove nei giorni scorsi le forze dell'ordine, idranti alla mano, hanno sgomberato l'immobile di Via Curtatone dove da quattro anni avevano trovato rifugio etiopi ed eritrei, per la maggior parte richiedenti asilo. Sull'occupazione dell'immobile la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta.

Direttiva del Viminale
Anche se Manconi ieri ha spiegato di non poter virgolettare i contenuti del colloquio con Minniti perchè «non autorizzato a farlo», dal Viminale sarebbe arrivata la conferma. E la prossima settimana il ministro degli Interni sarebbe pronto a emanare una direttiva ai prefetti con nuove linee guida per effettuare gli sgomberi ordinati dai giudici: tra le nuove regole ci sarebbe, appunto, quella di non autorizzare alcuna operazione senza aver prima individuato (e concordato) un alloggio per gli aventi diritto. La nuova circolare dovrebbe far rispettare in modo più stringente le disposizioni contenute dal cosiddetto pacchetto Minniti-Orlando in materia di sicurezza nelle città, un decreto legge varato a febbraio e convertito il 18 aprile, che contiene novità in materia di sgomberi di immobili occupati abusivamente.

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A Roma corteo contro sgomberi e per il diritto alla casa

Nel "pacchetto" Minniti assistenza affidata a enti locali
Il decreto varato nei mesi scorsi prevede che i «livelli assistenziali degli aventi diritto» in caso di immobili occupati abusivamente «devono essere garantiti dalle regioni e dagli enti locali» e prevede, che accanto alla «sicurezza pubblica» siano tutelati i «nuclei familiari in situazioni di disagio economico e sociale», la «salute pubblica», i «soggetti proprietari degli immobili».
Al prefetto il testo affida ovviamente la «determinazione delle modalità esecutive di provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria» su immobili occupati e stabilisce che l'impiego della forza pubblica deve essere definito «secondo
criteri di priorità che, ferma restando la tutela dei nuclei familiari in situazioni di disagio economico e sociale», si legge nel testo, tengano conto «dell'ordine e della sicurezza pubblica», dei «possibili rischi per l'incolumità e la salute pubblica, dei diritti dei soggetti proprietari degli immobili, nonché dei livelli assistenziali che devono essere in ogni caso garantiti ».

Corteo Roma, rifugiati sgomberati: vogliamo vivere come i romani

Corteo di protesta, scattato piano di sicurezza
A Roma i movimenti per la casa hanno promosso un corteo: 5mila i partecipanti secondo gli organizzatori. I manifestanti hanno chiesto lo stop agli sgomberi e “case”, non soluzioni abitative di altro tipo, come pure proposte. “Vergogna, vergogna” lo slogan più gridato. Tra i cartelli esposti anche uno con su scritto: «poliziotto fatti dare una carezza», riferito al gesto di un agente che ha accarezzato una migrante durante lo sgombero di piazza Indipendenza.

Migranti, a Roma il corteo dei movimenti per la casa contro gli sgomberi

Migranti, a Roma il corteo dei movimenti per la casa contro gli sgomberi

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La sorveglianza è stata massima sul corteo che si è mosso da piazza dell'Esquilino verso piazza Madonna di Loreto, nel centro storico. Ci sono state bonifiche nella zona della manifestazione, rimozioni di veicoli e cassonetti lungo il percorso, transennamenti e varchi di accesso con controlli delle forze dell'ordine. L'intera manifestazione è stata seguita con telecamere fisse e mobili.

Immobile sgomberato, la procura indaga sull'occupazione
Per fare luce su quanto avveniva all'interno del palazzo in Via Curtatone (nei pressi di Piazza Indipendenza) sgomberato due giorni fa, la procura di Roma ha aperto un'inchiesta. I magistrati intendono fare luce sulle modalità dell'occupazione dopo che nello stabile sono state rinvenute ricevute, forse di "affitti" pagati che farebbero ipotizzare l'esistenza di un racket, e anche un pc usato per confezionare badge da distribuire agli occupanti. Lunedì la Digos acquisirà la documentazione trovata all'interno dello stabile - dove sono state rinvenute anche numerose bombole di gas - che sarà con ogni probabilità oggetto di una informativa da inviare ai magistrati di piazzale Clodio. Parte di questa documentazione è anche all'attenzione dei carabinieri che da tempo indagano sulla gestione delle occupazioni di alcuni stabili della Capitale.
I manifestanti oggi hanno anche voluto smentire le notizie sull'ipotetico racket: «Non abbiamo mai pagato un affitto per abitare nel palazzo di via Curtatone. Raccoglievamo soldi ogni tanto quando si rompeva qualcosa per ripararla».

Parolin (Vaticano): sgombero violenza inaccettabile, ma soluzioni ci sono
Intanto, dal meeting di Cl in corso a Rimini il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, commenta i fatti avvenuti in Piazza Indipendenza: « Quelle immagini non possono che provocare sconcerto e dolore, soprattutto dalla violenza che si è manifestata. E la violenza non è accettabile da nessuna parte». «Però credo che ci sia la possibilità di fare le cose un po' meglio, fare le cose bene, perché ci sono le regole» sostiene il cardinale Parolin. «Adesso, per esempio, ho visto che ci sarà questo impegno a trovare per queste persone delle abitazioni alternative prima di arrivare a questi estremi - aggiunge riferendosi alla notizia delle nuove regole previste dal Viminale aggiunge - e penso che se c'è buona volontà si possono trovare le soluzioni senza arrivare a queste manifestazioni così spiacevoli». A chi gli chiede se forse sarebbe stato meglio programmare meglio le cose, il presule risponde: «Eh, probabilmente sì. Ma è tutta una polemica. Se invece ci mettessimo un po' più tranquilli a pensarci alle cose, forse riusciremmo a risolvere perché soluzioni ce ne sono».

(Al. Tr.)

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