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Open Arms, Conte contro Salvini: sleale collaborazione. Il ministro dell’Interno: sfogo umorale

Il premier in una lettera aperta a Salvini: il tema immigrazione non si riduce a “porti chiusi”, sui migranti serve soluzione europea e non intransigenza. Il Tar Lazio dà il via libera allo sbarco della Open Arms, Salvini dice no. Ma Trenta e Toninelli non firmano il divieto voluto dal Viminale


Migranti, Tar accoglie il ricorso di Open Arms. Verso Lampedusa

6' di lettura

Su Open Arms da parte del ministro Matteo Salvini c’è stato «un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso
accettare». Lo scrive il premier Giuseppe Conte in una lettera inviata al ministro dell’Interno dopo la firma da parte di quest’ultimo di un nuovo divieto di sbarco per i migranti fermi da giorni sulla nave Open Arms, ancora ferma davanti al porto di Lampedusa, in prossimità di Cala Francese. Un divieto arrivato nonostante la decisione del Tar Lazio, che ieri ha dato il via libera allo sbarco, e contro il quale si sono schierati anche i ministri della Difesa Elisabetta Trenta e delle Infrastrutture Danino Toninelli. Non tarda ad arrivare la replica di Salvini: «Conte ha fatto uno sfogo umorale e io devo rispondere con le leggi», e «se per qualcuno la linea Salvini seguita da tutti per un anno ora è fascista, questo qualcuno dica preparando ad un governo Renzi-Boldrini». Sulla possibilità, poi, di un’apertura a M5S Salvini dice: «Se qualcuno vuole dialogare io sono qua, sono la persona più paziente del mondo e il mio telefono è sempre acceso.

IL DOCUMENTO / La lettera di Conte a Salvini

Nella lettera Conte stigmatizza i troppi «strappi istituzionali» operati da Salvini e sottolinea come «la carriera politica» che «molti associano al potere, io l’associo a un’enorme responsabilità. ». Conte comunica poi al ministro dell’Interno che 6 paesi Ue sono pronti ad accogliere i migranti: «Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo - scrive Conte - mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti. Ancora una volta, i miei omologhi europei ci tendono la mano». E rivolto a Salvini aggiunge: «Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell'immigrazione riducendolo alla formula “porti chiusi”», ma «il tema dell'immigrazione è complesso», va affrontato con una politica di ampio respiro, come ho provato a fare sin dal primo Consiglio Europeo al quale ho partecipato, a fine giugno 2018, evitando di lasciarci schiacciare dai singoli casi emergenziali».

Conte a Salvini: troppi strappi istituzionali
«Siamo ormai agli sgoccioli di questa nostra esperienza di governo - scrive ancora Conte nella lettera aperta a Salvini - abbiamo lavorato fianco a fianco per molti mesi e ho sempre cercato di trasmetterti i valori della dignità del ruolo che ricopriamo e la sensibilità per le istituzioni che rappresentiamo. La tua foga politica e l'ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare “slabbrature istituzionali”, che a tratti sono diventati veri e propri “strappi istituzionali». Già ieri Conte aveva sollecitato Salvini a «mettere in sicurezza i minori» a bordo della nave della Ong ancora ferma davanti a Lampedusa.

Il premier: sui migranti serve soluzione europea
«Questo è il momento di insistere in direzione di una soluzione sempre più europea, altrimenti l'Italia si ritroverà completamente isolata in una situazione che diventerà, nuovamente, via via sempre più ingestibile» si legge ancora nella lettera di Conte a Salvini. E «se davvero vogliamo proteggere i nostri “interessi nazionali” - aggiunge il premier - non possiamo limitarci a esibire posizioni di assoluta intransigenza».

Salvini: mia ossessione è contrastare i reati, sempre stato leale
«Lei mi rimprovera una “ossessione” per i “PORTI CHIUSI” - replica Salvini a Conte - parla di rabbia, slealtà, ansia, foga e altro ancora....confesso la mia “colpa”, caro Presidente, la mia “ossessione” nel contrastare ogni tipo di reato compresa l'immigrazione clandestina. Faccio il Ministro per difendere i confini, la sicurezza, l'onore, la dignità del mio Paese». E aggiunge: «Sono stato leale e sempre lo sarò nel pieno rispetto di ogni carica istituzionale e, prima di tutto, nei confronti dei cittadini che incontro e che mi chiedono di intervenire».

Intanto, la nave Open Arms con 147 migranti a bordo è arrivata all'alba vicino a Lampedusa e insieme a lei un veliero che fa da supporto. Motovedette della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto stanno monitorando i movimenti dell'imbarcazione della Ong catalana, scortata da due navi militari, dopo che il Tar del Lazio ha accolto il suo ricorso sospendendo il divieto di ingresso nelle acque italiane disposto da Matteo Salvini.

Salvini: no allo sbarco. Trenta e Toninelli: non firmiamo il divieto
Salvini ieri sera ha firmato un nuovo provvedimento di divieto di ingresso in acque italiane nonostante la decisione del Tar, ribadendo il suo «no» alla sbarco dei migranti, ma la Trenta non ha firmato la decisione. «Non firmo in nome dell'umanità», ha detto. «Non si può infatti ritenere che siano rinvenibili nuove cogenti motivazioni di carattere generale ovvero di ordine e sicurezza pubblica tali da superare gli elementi di diritto e di fatto nonché le ragioni di necessità e urgenza posti alla base della misura cautelare disposta dall'autorità giudiziaria che anzi si sono verosimilmente aggravati. La mancata adesione alla decisione del giudice amministrativo - ha detto ancora Trenta - potrebbe anche configurare la violazione di norme penali».

«Sul divieto di sbarco alla Open Arms siamo soli contro tutti - scrive oggi su facebook Salvini - contro Ong, tribunali, Europa e ministri impauriti.E col PD al governo, immigrazione di massa e Ius Soli tornerebbero realtà».

In giornata arriva anche il no del ministro delle Infrastrutture Toninelli: «Avevo già firmato il decreto di Salvini che vietava l'ingresso della Open Arms nelle acque italiane - scrive su Fb - per ribadire che chi non rispetta il diritto del mare non può sbarcare in Italia. Quel decreto è stato bocciato dal Tar ed emetterne un altro identico esporrebbe la parte seria del Governo, che non è quella che ha tradito il contratto, al ridicolo. Salvini che cerca solo il consenso facile, noi agiamo con senso di Stato concretezza». « Questo non significa che dobbiamo accogliere tutti i migranti della Open Arms - continua -, mettiamo in sicurezza la nave come ci chiedono i giudici e poi l'Europa, e in primis la Spagna, inizino ad assumersi le proprie responsabilità facendosi carico di accogliere 116 migranti che sono a bordo della nave».

Ma il Viminale contesta la decisione del Tar del Lazio sulla sospensione del divieto di ingresso in acque italiane della Open Arms e proporrà ricorso urgente al Consiglio di Stato. «Continuo e continuerò a negare lo sbarco a chi pretende di portare dei clandestini sempre e solo in Italia» ha ribadito Salvini sottolineando che «se qualcuno la pensa diversamente se ne assuma la responsabilità». La Open Arms, «nave spagnola di Ong spagnola - aggiunge - era in acque maltesi e non si capisce perché un giudice italiano possa consentire l'ingresso nelle nostre acque». Finché sarò ministro non autorizzerò mezzo sbarco, farò di tutto perché Renzi e la Boschi non governino più in questo paese», ha detto ancora Salvini ieri sera durante un comizio a una iniziativa della Lega alla Spezia, concludendo rivolto al Tar del Lazio: «Caro il mio giudice, lo stipendio te lo pagano gli italiani e devi difendere i confini italiani».

La decisione di ricorrere al Consiglio di Stato, secondo quanto si apprende, sarebbe motivata dal fatto che agli avvenimenti citati nel provvedimento del Tar se ne sono aggiunti altri. Per giorni, si osserva, «Open Arms si è infatti trattenuta in acque Sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l'obiettivo politico di portarle in Italia».

GUARDA IL VIDEO: Richard Gere a bordo della Open Arms porta acqua e cibo

Il premier Giuseppe Conte in una lettera inviata ieri mattina a Matteo Salvini - e per conoscenza ai ministri Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta - aveva chiesto di «mettere in sicurezza i minori» presenti sulla nave Open Arms. «Non capisco perché debbano sbarcare in Italia» ha detto Salvini.

Il Tar: eccesso di potere e violazione delle norme internazionali
La sospensione è stata disposta con il decreto cautelare n. 5478 di ieri, con il quale i magistrati amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dalla Ong spagnola. La sospensione è stata decisa perché «non appare del tutto sfornito di fondamento giuridico» il «vizio di eccesso di potere per travisamento dei fatti e di violazione delle norme di diritto internazionale». Inoltre la situazione critica a bordo, per l’ingente numero di persone presenti sulla nave, giustifica la sospensione del divieto emesso il 1 agosto dal ministero dell'Interno di concerto con i ministeri della Difesa e dei Trasporti. Dopo la sospensiva il Tar Lazio si riunirà il 9 settembre per entrare nel merito e decidere.

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