la comandante della sea watch 3

Migranti, Salvini indagato per diffamazione di Carola Rackete

«Denunciato da una comunista tedesca, traghettatrice di immigrati, che ha speronato una motovedetta della Finanza: per me è una medaglia! Io non mollo, mai». Questa, su Facebook, la reazione del leader leghista nel giorno dell'insediamento del Governo Conte bis che vede il Carroccio all'opposzione

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«Denunciato da una comunista tedesca, traghettatrice di immigrati, che ha speronato una motovedetta della Finanza: per me è una medaglia! Io non mollo, mai». Questa, su Facebook, la reazione del leader leghista nel giorno dell'insediamento del Governo Conte bis che vede il Carroccio all'opposzione


2' di lettura

La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati l'ex ministro dell'Interno e leader della Lega Matteo Salvini per il reato di diffamazione, dopo la denuncia presentata il 12 luglio da Carola Rackete , comandante della Sea Watch 3. La nave, battente bandiera dei Paesi Bassi, è gestita dall'Ong tedesca Sea-Watch, ed è stat protagonista di diversi salvataggi di migranti nel Mediterraneo che hanno dato vita ad un aspro contenzioso con le autorità italiane schierate sulla linea dei "porti chiusi".

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«Denunciato da una comunista tedesca, traghettatrice di immigrati, che ha speronato una motovedetta della Finanza: per me è una medaglia! Io non mollo, mai». Questa, su Facebook, la reazione del leader leghista alla notizia iscrizione nel registro degli indagati, diffusa nel giorno dell'insediamento del Governo Conte bis che vede la Lega all'opposzione. Dopo aver ricevuto il fascicolo - trasmesso nelle settimane scorse dai colleghi capitolini per competenza territoriale avendo Salvini la residenza a Milano - i Pm milanesi stanno ora «valutando» gli atti». L'indagine è affidata al pm Giancarla Serafini. Non è ancora stato deciso se ascoltare a verbale l'ex ministro, anche se nei fascicoli per diffamazione solitamente non è necessario sentire il querelato in indagini.

GUARDA IL VIDEO: Sea Watch, Carola Rackete querela Salvini

Nella denuncia, in cui tra l'altro si chiedeva il sequestro degli account social di Salvini e si ipotizzava anche il reato di istigazione a delinquere, erano riportati alcuni post dell'ex ministro e alcuni commenti di utenti contro la Rackete in relazione alle polemiche legate allo sbarco di alcuni migranti avvenuto a giugno a Lampedusa. Nell'atto di querela la comandante Rackete, rappresentata dall’avvocato Alessandro Gamberini, sosteneva che le esternazioni di Salvini sul caso Sea Watch, «lungi dall'essere manifestazioni di un legittimo diritto di critica, sono state aggressioni gratuite e diffamatorie alla mia persona con toni minacciosi diretti e indiretti».

Nella querela Rackete cita anche alcune delle espressioni offensive usate dall'allora ministro nei suoi confronti: «Sbruffoncella», «fuorilegge», «delinquente», autrice di un atto «criminale», responsabile di un tentato omicidio in quanto avrebbe «provato a ammazzare cinque militari italiani», «complice dei trafficanti di esseri umani» e altre ancora. Interventi che sono, si legge nella denuncia, «un puro strumento propagandistico e istigatorio di un "discorso dell'odio", che travolge ogni richiamo alla funzione istituzionale». Affermazioni che - conclude il documento - «non solo hanno leso gravemente il mio onore e la mia reputazione, ma mettono a rischio la mia incolumità, finendo per istigare il pubblico dei suoi lettori a commettere ulteriori reati nei miei confronti».

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