ma oggi in 600 sono approdati in Sicilia

Migranti, sbarchi in calo del 10% da inizio anno. Ad agosto flessione record dell’85%

di Andrea Gagliardi

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(EPA)


3' di lettura

Diminuiscono i flussi di migranti dalla Libia. E calano anche le vittime in mare. Gli ultimi dati del Viminale aggiornati al 30 agosto accentuano il forte calo già registrato a luglio. Gli sbarchi registrati ad agosto sono stati 3.235 (il dato mensile più basso dell’anno) rispetto allo stesso mese del 2016, con un calo dell’84,8%. Mentre a luglio la flessione era stata del 51,3%. Complessivamente dall’inizio dell’anno gli arrivi sulle coste italiane sono stati 98. 448, in diminuzione del 10.1% rispetto al periodo 1°gennaio-30 agosto dell’anno scorso. Anche se va registrato che oggi oltre 600 persone sono sbarcate in Sicilia: 158 sono arrivate nel porto di Augusta stamani e altre 455 a Catania.

Oim: nessuna vittima negli ultimi venti giorni nel Meditteraneo
Comtempraneamente l’Organizzazione mondiale per le migrazioni ha rilevato che a partire dal 9 agosto non si sono registrati morti nel Mar Mediterraneo. Per cui il totale delle vittime è rimasto fermo a quota 2.410 nel 2017, la maggior parte delle quali (2.244) relative ai migranti che hanno affrontato la traversata dalla Libia diretti in Italia. Gli altri hanno perso la vita nel corso delle traversate alla volta di Grecia, Cipro e Spagna.

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Le ragioni del calo degli sbarchi
Tornando al calo senza precedenti degli sbarchi, è ascrivibile, secondo il Viminale, al confronto avviato con la Libia, sia con il governo presidenziale di Fayez Al-Serraj sia con i sindaci del Fezzan (il Sud del Paese), ricevuti il 26 agosto dal ministro Marco Minniti al ministero dell’Interno. Negli ultimi due giorni, la Marina militare libica ha intercettato e riportato a terra circa 700 migranti che tentavano di attraversare il Mediterraneo. Il portavoce della Marina Ayoub Qassem ha riferito che ieri sono state fermate due imbarcazioni con 290 persone a bordo. Una terza imbarcazione che trasportava 164 migranti è stata fermata al largo di Sabrata. Due giorni fa - con l'aiuto dell'Italia, ha aggiunto il portavoce - sono state intercettate due imbarcazioni con rispettivamente 88 e 134 persone.

Farnesina: Italia non tratta con i trafficanti
Un decisa smentita («non c'è nessun accordo tra i trafficanti e il governo italiano») è arrivata invece da fonti della Farnesina riguardo ad un'inchiesta dell'Associated Press che scrive di un accordo, «sostenuto dall'Italia», tra il governo di Tripoli e «alcune milizie precedentemente implicate nella tratta» di migranti «per impedire adesso agli stessi migranti di attraversare il Mediterraneo».

Meno vittime a luglio e agosto
Sta di fatto che grazie al calo delle partenze, sono diminuite anche le vittime in mare. I migranti morti nel Mediterraneo registrati dall’Oim nel mese di luglio sono stati 230 nel 2014, 226 nel 2016 e 130 nel 2017. Ad agosto si è passati rispettivamente da 689 a 62 fino a 21. Tre le “ricette” avanzate dell'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) per affrontare il problema libico: chiudere i centri per migranti, dove le condizioni sono “inaccettabili” e sostituirli con centri aperti; e al contempo rafforzare i programmi di ritorno volontario umanitario dalla Libia ai Paesi di origine e lavorare alla stabilizzazione del Paese nordafricano.

L’orrore dei campi di detenzione libici
C’è però un altro lato della medaglia. L’orrore dei campi di libici, che il viceministro agli Esteri Mario Giro ha paragonato all'inferno, dove vengono portati gli «irregolari». Tra Tripoli, il Nord-Ovest del Paese e Sebha ne esistono 34 (noti) con una capienza totale di 8 mila persone e sono ufficialmente sotto il controllo dell'autorità per la lotta all’immigrazione clandestina (Directorate for combating illegal migration). L’Alto commissario Onu per i Rifugiati Filippo Grandi, all’indomani della sua visita ad alcuni centri di detenzione libici ha dichiarato: «Sono rimasto scioccato dalle condizioni in cui sono detenuti migranti e rifugiati», spiegando di aver visto persone dormire le une sulle altre.

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