RAPPORTO FONDAZIONE ISMU

Migranti, le scuole con oltre il 30% di alunni stranieri in 10 anni sono triplicate

In totale gli alunni stranieri sono 842mila, pari al 9,7% del totale degli iscritti nelle scuole italiane, dall’infanzia alle secondarie di secondo grado. Con 213mila presenze nel 2017/18, la Lombardia è la prima regione per alunni stranieri, seguita da Emilia Romagna e Veneto. Al 1° gennaio 2019, sono presenti nel paese 6 milioni e 222mila stranieri, su 60 milioni e 360mila residenti (oltre uno straniero ogni 10 abitanti)

di Andrea Carli


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4' di lettura

Aumentano le scuole «a elevata percentuale di stranieri». È quanto emerge dal XXV Rapporto sulle migrazioni della Fondazione Ismu presentato a Milano all’Università Cattolica. Nell’anno scolastico 2017/18, le scuole con oltre il 30% di alunni stranieri risultano essere 3.350, ovvero il 6% delle scuole italiane, che in un decennio sono quasi triplicate (erano il 2,3% nel 2007/08). Cresce anche il gruppo di scuole a “maggioranza straniera”, che passano da 691 nel 2016/17 a 729 nel 2017/18 (1,3% del totale di 55.945 scuole italiane). La dispersione scolastica riguarda più gli stranieri degli italiani: nella fascia dei 17-18enni, il 34,2% fra i CNI (alunni con cittadinanza non italiana) non frequenta più l'istruzione post-obbligatoria, contro il 20,3% fra gli italiani.

Più alunni stranieri, meno italiani
Passando al sistema scolastico italiano, dopo «la crescita zero del 2015», il numero degli alunni stranieri con cittadinanza non italiana ha ripreso ad aumentare crescendo nell’a.s. 2017/18 di 15mila unità, a fronte di una continua flessione degli alunni italiani, che invece sono diminuiti di 93mila presenze. In totale gli alunni stranieri sono 842mila, pari al 9,7% del totale degli iscritti nelle scuole italiane, dall’infanzia alle secondarie di secondo grado. Ismu stima che al 1° gennaio 2019 la presenza complessiva delle seconde generazioni in Italia di età compresa tra gli 0 e i 35 anni (nate in Italia da almeno un genitore straniero o giunte minorenni) è di 2.825.182 persone.

Al primo posto Lombardia, Emilia Romagna e Veneto
Con 213mila presenze nel 2017/18, la Lombardia è la prima regione per maggior numero di alunni stranieri, seguita da Emilia Romagna e Veneto (rispettivamente con quasi 100mila e 93mila alunni CNI), Lazio e Piemonte (78-77mila), Toscana (70mila). Le province con più alunni stranieri sono Milano, Roma e Torino. A livello provinciale, nell'a.s. 2017/18 la graduatoria vede ancora la provincia di Milano al primo posto (quasi 89mila studenti stranieri, il 10,6% degli alunni CNI in Italia), seguita dalle province di Roma (62.300), Torino (oltre 39mila) e Brescia (quasi 33mila).

Al 1° gennaio 2019 presenti in Italia di 6 milioni e 222mila stranieri
Il rapporto fornisce un quadro complessivo sulla situazione dei migranti in Italia. Al 1° gennaio 2019, sono presenti nel paese 6 milioni e 222mila stranieri, su 60 milioni e 360mila residenti (oltre uno straniero ogni 10 abitanti). Rispetto alla stessa data del 2018, l’incremento degli stranieri presenti è stato dell’1,9% (mentre tra il 2017 e il 2018 la variazione era stata del 2,5%), dovuto in gran parte alla crescita della componente irregolare (+5,4%), che però appare ridimensionata rispetto al 2017 (+8,6%) e al 2016 (+12,9%). Negli ultimi 25 anni la popolazione straniera è passata da quasi 922mila residenti (1998) a 6 milioni e 222mila presenti all’inizio di quest’anno.

DAL 2018 AL 2019 IRREGOLARI IN CRESCITA DEL 5,4%

La stima delle presenze irregolari (Fonte: elaborazioni e stime ISMU su dati Istat)

Il 9% è irregolare
Tra i presenti l’84% è regolarmente iscritto in anagrafe, il 6,5% è regolare ma non iscritto in anagrafe, mentre il 9% (pari a 562mila persone) è costituito dalla componente irregolare, ovvero priva di un valido titolo di soggiorno. Al 1° gennaio 2019 la popolazione straniera iscritta in anagrafe ammonta a 5 milioni e 256mila unità, pari all'8,7% del totale dei residenti in Italia, con un aumento di 111mila unità rispetto ai dodici mesi precedenti. Gli stranieri che nel 2018 hanno acquisito la cittadinanza italiana sono stati 113mila.

SBARCHI IN CALO, NON DIMINUISCONO LE RICHIESTE DI ASILO

Sbarchi e richieste d'asilo dal 2015 (Fonte: elaborazioni ISMU su dati Ministero dell'Interno e Eurostat)

Meno sbarchi ma le richieste d’asilo non calano
Nel 2019 - rileva l’indagine - «abbiamo assistito a un importante rallentamento degli sbarchi che sono stati 10.707 al 28 novembre. Si tratta di una flessione pronunciata, pari a -53,47% rispetto allo stesso periodo del 2018 e a -90,85% rispetto allo stesso periodo del 2017». Alla riduzione degli sbarchi non è tuttavia seguita una proporzionale contrazione delle richieste di asilo. Nel 2018 sono stati rilasciati 242mila nuovi permessi di soggiorno, con una riduzione (dovuta al calo dei permessi rilasciati per motivi di asilo o umanitari) dell’8% rispetto al 2017. Aumentano invece i permessi di soggiorno rilasciati per lavoro, studio, e famiglia.

Cresce la percentuale dei dinieghi
La percentuale dei dinieghi è passata dal 30% delle decisioni di prima istanza del 2013 all’80% nei primi sette mesi del 2019. La proporzione dei dinieghi, crescente negli anni, ha fatto registrare un ulteriore rialzo a seguito dell'abolizione della protezione umanitaria. Tale abolizione avrà un significativo impatto sulla presenza irregolare, di cui però non è quantificabile con sicurezza l'orizzonte temporale, grazie alla non retroattività della norma che presumibilmente darà luogo a sentenze positive in fase di appello.

Quattro milioni di stranieri in età da lavoro
La popolazione straniera in età da lavoro (tra i 15 e i 64 anni) nel 2018 in Italia è giunta a sfiorare i 4 milioni e che gli occupati sono circa 2 milioni 455mila, oltre 32mila in più rispetto all'anno precedente. Gli stranieri rappresentano il 10,2% della popolazione in età attiva, il 10,6% degli occupati, il 14,5% dei disoccupati e l'8,6% degli attivi.

Retribuzione inferiore del 35% rispetto agli altri
Il tasso di disoccupazione – nonostante la lieve contrazione dell'ultimo anno – è più alto tra gli stranieri (14%) che tra gli italiani (10,2%). Si segnala che la concentrazione nei lavori meno qualificati rende gli stranieri particolarmente numerosi tra i working poor: nel 2018 i lavoratori extracomunitari hanno percepito una retribuzione media annua pari a 13.992 euro, inferiore del 35% a quella del complesso dei lavoratori.

Per approfondire:
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