nuove regole sugli appalti

Migranti, servizi dei centri di accoglienza affidati con gare per singoli lotti

di Marco Ludovico


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(AP)

2' di lettura

Per il mondo dell'accoglienza è una rivoluzione. Gli appalti di gestione per i servizi dei centri per gli immigrati non saranno più unici. D'ora innanzi dovranno essere divisi in lotti – mensa, assistenza sanitaria, alloggiamento – ciascuno messo a gara singolarmente. La novità è prevista da un decreto del ministero dell'Interno alla firma di Marco Minniti. Il titolare del Viminale l'annuncerà oggi nell'audizione alle commissioni riunite affari costituzionali di Camera e Senato dove esporrà le sue linee programmatiche su immigrazione e sicurezza.

I numeri
Le norme attuali risalgono al 2008. Disposizioni ormai arcaiche, almeno alcune, visto che in quasi dieci anni l'impegno dell'Italia davanti ai flussi di migranti è esploso. Soltanto negli ultimi tre anni si è quasi triplicato: 66.066 migranti accolti nel 2014, 103.792 nel 2015 e 176.554 nel 2016. Con un aumento già in atto quest'anno fino a 177.243 migranti. Con queste cifre il sistema di accoglienza, rispetto agli anni passati, ha un assetto del tutto nuovo. Ci sono alcuni grandi centri – poco meno di una decina – ma la stragrande maggioranza è costituita dai Cas, centri di assistenza temporanea: a oggi sono quasi 7mila.

Il decreto alla firma
Il ministro dell'Interno nei prossimi giorni firmerà il decreto di approvazione del capitolato di oneri 2017. Il testo ministeriale definisce la nuova configurazione dei servizi da erogare nei centri di accoglienza. Il Viminale, va aggiunto, da mesi si è confrontato con l'Anac, l'autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone. E il 1° febbraio l'Anac ha dato parere favorevole – vincolante – al nuovo capitolato messo a punto dai tecnici del Viminale.

Record migranti in Italia nel 2016

Le conseguenze in arrivo
Con il nuovo capitolato, dunque, gli appalti per gli affidamenti in gestione del sistema di accoglienza migranti saranno suddivisi in «lotti funzionali per singole tipologie di servizi» come li definisce il ministero dell'Interno. In questo modo più imprese potranno partecipare alle procedure di gara: dovrebbe essere così valorizzato il principio della libera concorrenza. Con l'auspicio che non si trasformi in una gara al ribasso non solo sul prezzo richiesto ma anche sulla qualità dei servizi erogati ai migranti, nella stragrande maggioranza dei casi titolari di una forma di protezione internazionale o richiedenti asilo.

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