VERTICE DI LA VALLETTA

Migranti: sì a redistribuzione di tutti i richiedenti asilo

Secondo il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, il «meccanismo di emergenza» su cui oggi nel minivertice della Valletta è stata trovata l’intesa «aprirà la strada alla revisione della politica comune europea d’asilo», ovvero del regolamento di Dublino


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Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese al vertice maltese sui migranti (foto Ap)

3' di lettura

Sono quattro i punti su cui Italia, Malta, Francia e Germania, con la presidenza finlandese di turno dell’Ue e la commissione Ue, hanno trovato l’accordo che dovrà ora essere sottoposto agli altri paesi Ue. Tra questi punti, quello che prevede la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato.

Innanzitutto, ha spiegato il ministro dell’Interno italiano Luciana Lamorgese, viene stabilita la “rotazione volontaria” dei porti di sbarco, non solo quando quelli di Italia e Malta sono saturi. «E questo non era scontato», ha detto il titolare del Viminale. L’accordo prevede inoltre la «redistribuzione dei migranti su base obbligatoria» con un sistema di quote che verrà stabilito da quanti dei 28 paesi dell’Ue parteciperanno all’intesa; tempi «molto rapidi» (4 settimane) per i ricollocamenti e, soprattutto, la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato.

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Il sistema messo a punto stabilisce che una volta decisa la
quota da ridistribuire, i migranti verranno inseriti direttamente nella banca dati del paese di destinazione, che si farà carico anche degli eventuali rimpatri, e non in quello di primo approdo.

Intesa Malta non vale per sbarchi “autonomi”
Lamorgese ha spiegato che l’intesa raggiunta riguarda solo i migranti soccorsi dalle navi delle Ong e da quelle militari, non gli sbarchi “autonomi”. Quanto poi agli accordi con la Libia, «li teniamo, stiamo lavorando bene con la Guardia Costiera, che fa un gran lavoro. È ovvio - ha aggiunto - che il nostro obiettivo è che arrivino in Italia in sicurezza e anche per questo dovremmo pensare ad un sistema di quote e a corridoi umanitari».

Avramopoulos: tutta l'Ue partecipi a solidarietà
«L’Ue farà in modo che tutti gli stati membri partecipano agli sforzi di solidarietà» per accogliere i migranti. Lo ha detto il commissario europeo alle migrazioni Dimitri Avramoupoulos al termine del vertice di Malta sottolineando che l’accordo di oggi tra Italia, Malta, Francia e Germania è un segnale di «volontà e forza per rispondere alla sfida delle migrazioni». «Rimango convinto - ha aggiunto - che serve una politica migratoria comune e faro di tutto per sostenere questo sforzo».

«Abbiamo raggiunto un accordo per un documento comune» che sarà discusso nel Consiglio affari interni che si terrà a Lussemburgo l’8 ottobre. Lo ha sottolineato il ministro dell’Interno maltese, Micheal Farrugia, al termine del minivertice.

Seehofer: accordo apre via a revisione Dublino
Secondo il rappresentante tedesco Horst Seehofer, il «meccanismo di emergenza» su cui oggi nel minivertice della Valletta è stata trovata l’intesa «aprirà la strada alla revisione della politica comune europea d’asilo», ovvero del regolamento di Dublino. Seehofer ha aggiunto che «senza questo accordo, la revisione di Dublino non sarebbe mai possibile». Il ministro tedesco ha specificato che oggi sono stati «identificati alcuni regolamenti che aiutano Italia e Malta con procedure chiare e prevedibili per la riduzione dei rifugiati» e si è detto «ottimista che in un breve futuro riusciremo a fare una politica comune europea.

Lamorgese: passi concreti politica comune Ue
Quello che è avvenuto oggi a Malta, ha aggiunto Lamorgese, è «molto importante, un primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea. Ho trovato un clima davvero positivo - ha aggiunto la responsabile del Viminale - perché la politica migratoria va fatta insieme agli altri stati. Noi abbiamo sempre detto che chi arriva a Malta e in Italia arriva in Europa. E oggi questo concetto fa parte del comune sentite europeo».

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