la vicenda Sea Watch e Sea Eye

Migranti: sì a sbarco e redistribuzione in 8 Paesi, Italia inclusa. Salvini: non farò entrare nessuno


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3' di lettura

Dopo un lunghissimo impasse, è a un passo dal risolversi la vicenda della Sea Watch e della Sea Eye, le due navi delle Ong bloccate da giorni al largo di Malta con a bordo 49 migranti raccolti al largo della Libia. Il premier maltese Joseph Muscat ha annunciato che i passeggeri saranno fatti sbarcare sull’isola con una nave militare, per poi essere redistribuiti in altri Paesei Ue. L'operazione sarà «questione di ore», ha spiegato Muscat, e «alle barche delle Ong Sea watch 3 e Albrecht Penck - sarà chiesto di lasciare le nostre acque territoriali immediatamente dopo il trasferimento dei migranti». Ma il ministro dell’Interno Matteo Salvini respinge l’accordo: «Io non autorizzo arrivi di migranti» ha detto, accusando gli alleati M5s di non averlo avvertito della decisione di prendere parte delle persone soccorse dalle ong. «Le scelte si condividono e le riunioni si fanno prima non dopo», ha aggiunto il ministro parlando con i giornalisti a Varsavia, ora serve «un chiarimento» nella maggioranza. E a chi gli chiede di una possibile crisi di governo dopo le divergenze su migranti e reddito di cittadinanza, Salvini risponde:
«Lo dite tutti i giorni, anche quando perde il Milan cade il Governo...».

Redistribuzione in 8 Paesi, c’è anche l’Italia
Gli 8 paesi Ue che contribuiranno al ricollocamento dei migranti a bordo della Sea Watch sono, secondo quanto riferito da Muscat in conferenza stampa in diretta Facebook, «Germania, Francia, Portogallo, Irlanda, Romania, Lussemburgo, Olanda e Italia». «In segno di buona volontà da parte di coloro che hanno riconosciuto le missioni di salvataggio effettuate da Malta nei giorni scorsi - ha aggiunto Muscat -, altri 131 migranti già a Malta saranno trasferiti in altri Stati membri». «Accogliamo con favore questa dimostrazione di solidarietà - ha concluso il premier maltese - a riconoscimento del fatto che Malta ha fatto molto di più di ciò che gli spettava».

Ong: «L’Ue rilascia i suoi ostaggi»
«L'Unione europea rilascia i suoi 49 ostaggi» commenta via twitter Sea Watch la notizia del prosssimo sbarco dei migranti fermi da giorni in mare. «Dopo 19 giorni in mare - si legge nella nota - i nostri ospiti hanno trovato finalmente un porto sicuro. È una testimonianza di fallimento dello Stato, la politica non dovrebbe mai essere fatta a spese dei bisognosi. Grazie a tutti quelli che erano con noi in questi giorni».

Le divisioni nel Governo italiano
Ieri la vicenda dei migranti costretti a rimanere a bordo delle due navi in attesa di un accordo tra i Paesi Ue sulla loro redistribuzione era stata causa di nuove divisioni nel Governo italiano. In particolare la svolta del premier Giuseppe Conte, con l’annuncio in tv della disponibilità dell’Italia ad accogliere almeno le donne e i bambini («C’è un limite al rigore»), ha provocato la dura reazione del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini in diretta Fb: «Non cambio e non cambierò mai idea. Un cedimento significherebbe riaprire le porte al traffico di esseri umani. Chi vuole salvare vite deve bloccare gli scafisti e le ong che con la loro presenza aiutano lo sporco lavoro degli scafisti». Sempre ieri, un contributo decisivo per sbloccare la situzione (che riguarda anche altri 259 migranti sbarcati a Malta nelle ultime settimane) è arrivato dalla disponibilità annunciata da Parigi e Berlino ad accogliere 50 migranti ciascuna a patto che anche gli altri Paesi membri partecipino.

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