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Migranti, tensioni Italia-Ue. Francia e Germania pronte ad accogliere parte dei profughi. No della Norvegia

Parigi: «Abbiamo detto all’Italia, e lo diciamo insieme alla Germania, che se quella nave umanitaria (Ocean Viking) verrà accolta in Italia, anche noi accoglieremo una parte dei migranti»

Un fermo immagine tratto da un video pubblicato da SOS Mediterranee

3' di lettura

Dopo le tensioni Italia-Germania, l’Europa si muove sul caso migranti. «Abbiamo detto all’Italia, e lo diciamo insieme alla Germania, che se quella nave umanitaria (Ocean Viking) verrà accolta in Italia, anche noi accoglieremo una parte dei migranti, delle donne e dei bambini, affinché l’Italia non si debba prendere carico da sola del fardello di questo arrivo di migranti»: lo ha detto il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, intervistato questa mattina da RMC-BFMTV.

Giovedì sera era intervenuto il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, a margine dei lavori della riunione del G7 in corso a Muenster, in Germania. «L’Europa - aveva detto - deve farsi carico dei grandi problemi in base al principio di sussidarietà e uno dei grandi problemi è proprio l’immigrazione. Serve che l’Europa se ne faccia carico collettivamente del problema. L’Italia ha 7.000 chilometri di costa, che non sono solo la frontiera del nostro Paese ma anche dell’Unione europea. È un problema che riguarda tutti. Quindi serve collaborare». L’Italia ha fatto appello a Germania e Norvegia per un’assistenza dei migranti bloccati nel Mediterraneo.

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«Ho chiesto anche ai Paesi dei Balcani di collaborare in questa direzione, non soltanto a quelli che fanno parte dell’Unione europea. E così lo chiediamo all’Europa di far fronte comune, perché soltanto insieme possiamo risolvere questo problema», ha aggiunto Tajani.

La proposta italiana ha incassato un primo no, quello della Norvegia. Oslo sottolinea di non avere «nessuna responsabilità ai sensi delle convenzioni sui diritti umani o del diritto del mare per le persone imbarcate a bordo di navi” private o di ong “battenti bandiera norvegese nel Mediterraneo», ha precisato l’ambasciatore norvegese a Roma Johan Vibe in una mail inviata alla Reuters.

Meloni: «Difesa confine esterno Ue priorità per Italia»

A margine degli incontri di giovedì a Bruxelles anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è tornata sul tema dei migranti. «Abbiamo parlato - ha riferito Meloni - di flussi migratori e di un cambio del punto di vista della posizione dell’Italia, per cui la priorità diventa una priorità già prevista nelle normative europee, che è la difesa dei confini esterni».

«E’ una materia molto delicata e importante - ha aggiunto - sulla quale ho trovato orecchie disponibili all’ascolto».

Febbre tra i 179 naufraghi a bordo della Humanity 1

Intanto peggiorano le condizioni di salute tra i 179 naufraghi a bordo dell’Humanity1, che ha inviato richieste per un porto sicuro sia a Malta che all’Italia. Tra i migranti, soccorsi tra il 22 e il 24 ottobre scorsi nel Mediterraneo centrale in tre diverse operazioni, si sta diffondendo la febbre.

«La loro salute mentale e fisica sta peggiorando, a causa delle basse temperature della notte molti hanno la febbre. I test Covid sono tutti negativi», dice Silvia, la dottoressa di bordo.

Già 17 le richieste inviate dal capitano alle autorità competenti per l’assegnazione di un porto di sbarco. Tutte rimaste sinora senza esito. »Sono molto preoccupata anche per le previsioni meteo - aggiunge Silvia -. Il fatto che adulti e minori non accompagnati condividano un così piccolo spazio potrebbe peggiorare di molto le loro condizioni nei prossimi giorni».

A soffrire maggiormente sono proprio i minori. Oltre 100 quelli che hanno affrontato il viaggio da soli. Il naufrago più giovane è un neonato di sette mesi. «Tutti hanno vissuto eventi traumatici nei loro Paesi di origine, in Libia e durante la traversata in mare», spiegano dall’ong.

I segni dell’orrore che si sono lasciati alle spalle li portano sul corpo. «Hanno cicatrici di colpi di arma da fuoco e di coltelli», spiega Luca, lo psicologo di bordo che insieme al resto dell’equipaggio si prende cura di loro.

Ai soccorritori dell’ong tedesca, alcuni hanno raccontato di aver visto annegare la notte prima dei soccorsi familiari e amici, caduti in acqua dal gommone sovraccarico. Almeno sei i dispersi. «I sopravvissuti soffrono di insonnia, hanno pensieri confusi e segni di dissociazione. Hanno bisogno di sbarcare adesso», concludono gli operatori.


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