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Migranti, la tragedia sul Rio Grande e la foto che indigna il mondo

Due corpi, riversi a testa in giù nell'acqua melmosa. Senza vita. Un padre, Óscar Alberto Martínez Ramírez e sua figlia Valeria, 23 mesi. La foto scattata dalla giornalista Julia Le Luc sta facendo il giro del mondo su Internet

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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2' di lettura

NEW YORK – Il ritratto della disperazione. Due corpi, riversi a testa in giù nell'acqua melmosa. Senza vita. Un padre, Óscar Alberto Martínez Ramírez e sua figlia Valeria, 23 mesi, neanche due anni di vita, che lo abbraccia sotto la maglietta nera. Sono stati ritrovati sulle rive del Rio Grande. Affogati mentre cercavano di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti. La foto scattata dalla giornalista Julia Le Luc sta facendo il giro del mondo su Internet. Racconta senza parole di disperazione e del pericolo di questi passaggi verso Nord dei migranti verso il sogno americano. Le tragiche conseguenze che questi esodi possono portare con sé, come nel Mediterraneo.

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La scorsa settimana una delegazione di parlamentari americani repubblicani e democratici ha visitato i centri di detenzione dei migranti irregolari e dei bambini separati dalle famiglie al confine e ha denunciato casi di abbandono, le separazioni forzate – il caso più eclatante è quello di una infante di 4 mesi separata dalla madre irregolare – mancanza di acqua e cibo e condizioni sanitarie inadeguate per almeno 250 bambini e ragazzi. Con almeno 10 casi di minori in quarantena per problemi sanitari: infezioni e virus intestinali contratti nei centri al confine.

Il deputato repubblicano Will Hurd subito dopo la missione aveva parlato di “crisi umanitaria ai nostri confini” chiedendo la riforma delle leggi sull'asilo, maggiori risorse finanziarie per i più deboli. La senatrice Kirsten Gillibrand, candidata per una nomination democratica alle presidenziali, aveva detto: «Questo è un momento oscuro per il nostro paese. La storia non sarà gentile con gli autori di queste crudeltà».

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    Poche ore fa la Camera americana (a maggioranza democratica), accogliendo le istanze bipartisan dei parlamentari, ha approvato un piano di assistenza in aiuti umanitari per i migranti al confine da 4,5 miliardi di dollari. Ma la Casa Bianca ha già annunciato l’intenzione di opporsi.

    Trump la scorsa settimana nel suo comizio di apertura della campagna elettorale in Florida aveva annunciato davanti ai suoi sostenitori il rafforzamento delle politiche di rimpatrio forzato dei migranti irregolari. Il presidente aveva usato il termine “deportazione di massa” per il piano di rientro forzato degli irregolari dalle città, annunciato come imminente. Ma poi ha rimandato di due settimane l'avvio delle misure in seguito all'ostilità di molti sindaci delle metropoli americane, delle polizie locali che rifiutano di arrestare i migranti e di un giudice californiano.

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    Il Messico in queste settimane, dopo le minacce di dazi di Trump, ha inviato i militari della Guardia nazionale al confine con l'Honduras nel tentativo di bloccare il flusso di partenze dei migranti dal centroamerica. L'amministrazione Usa non ha ancora rilasciato i dati sui migranti di giugno, mese in cui tradizionalmente con il caldo dell'estate gli arrivi rallentano. Ma in maggio il numero dei migranti che hanno tentato di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti è salito ai massimi livelli dal 2006.

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