La transizione in fca

Mike Manley, il manager capo di Jeep che sostituirà Marchionne

di Riccardo Barlaam


Mike Manley, il successore di Marchionne in Fca

3' di lettura

Mike Manley, responsabile del brand Jeep, è il nuovo amministratore delegato di Fca Group. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione che, come già annunciato, ha quindi optato per una soluzione interna per la successione di Sergio Marchionne che lascia la guida del gruppo dopo 14 anni. Inglese di Edenbridge nel Kent, a Sud di Londra, 54 anni fa, Manley è stato fino a ieri il numero uno del brand Jeep. Il marchio che che negli ultimi anni, grazie al rilancio avviato nell’era Marchionne in tutto il mondo, è passato dalle 338mila auto vendute del 2009 al milione di veicoli in ognuno degli ultimi quattro anni, principale driver della crescita gruppo Fca degli ultimi anni.

Fedelissimo di Marchionne
Fedelissimo di Marchionne, con una laurea in ingegneria alla Soutbank University di Londra un Mba all'Ashridge Management College, è entrato a far parte di Daimler Chrysler nel 2000 in qualità di Direttore Sviluppo Rete per DaimlerChrysler United Kingdom, portando la sua lunga esperienza nel business della distribuzione internazionale dell'automobile.

Da dicembre 2008 è stato Executive Vice President - International Sales e Global Product Planning Operations. In questa posizione, è stato responsabile della pianificazione prodotto e di tutte le attività di vendita al di fuori del Nord America.

Il rilancio di Jeep
Al momento dell’acquisizione di Fiat, Manley è stato nominato Ceo del marchio Jeep in Chrysler Group e ha guidato la trasformazione del marchio iconico americano un po’ in decadenza in una straordinaria macchina da soldi. Gli analisti stimano che da soli il marchio Jeep potrebbe valere tutti i 30 miliardi di dollari dell’attuale market cap di Fiat Chrysler. Proprio il successo di Jeep, il brand sui cui Fca punta di più con un piano che prevede l’uscita di dieci nuovi modelli entro il 2022, sembra essere stato il motivo per il quale tra i tanti candidati interni alla successione sia stato scelto Manley.

Sostituzione lampo
Le condizioni di salute di Marchionne che si sono «profondamente aggravate sabato» hanno accelerato i tempi per la successione, un momento cruciale per il carmaker italo americano, che sarebbe dovuto avvenire - secondo le dichiarazioni della società, riportate anche sui giornali di questa mattina - la primavera prossima, al momento dell’approvazione dei conti 2019 dall’assemblea degli azionisti. Marchionne, il manager con il maglioncino blu e gli occhialini da Harry Potter, diventato famoso in tutto il mondo per il suo stile informale e il suo modo inusuale di guidare una grande società (la cravatta l’ha insossata solo lo scorso primo giugno, come aveva promesso, quando hanno annunciato l’azzeramento del debito di Fca) è stato uno dei più longevi ad alla guida di un grande carmaker. Quando è arrivato nel 2004 alla guida della casa torinese era il quinto ceo nominato in due anni. Ha gestito il ritorno del gruppo, che perdeva più di 6 miliardi di euro nel 2003, al profitto nel 2005. In seguito, con l’acquisizione di Chrysler Marchionne ha trasformato Fiat in un brand globale, al settimo posto nella classifica dei carmaker.

La nota del board
Il consiglio di amministrazione di Fca, si legge in una nota appena pubblicata dal Lingotto, ha deciso «di accelerare il processo di transizione per la carica di ceo in atto ormai da mesi e ha nominato Mike Manley amministratore delegato». Il consiglio proporrà quindi alla prossima assemblea degli azionisti, che sarà convocata nei prossimi giorni, che Manley sia eletto nel cda in qualità di amministratore esecutivo della società. Il nuovo numero uno di Fca e la squadra di management del gruppo, spiega la nota, «lavoreranno alla realizzazione del piano di sviluppo 2018-2022 presentato a Balocco il primo giugno scorso, che assicurerà a Fiat Chrysler Automobiles un futuro sempre più forte e indipendente».

Elkann, transizione dolorosa
«Le transizioni che abbiamo appena annunciato, anche se dal punto di vista personale non saranno prive di dolore, ci permettono di garantire alle nostre aziende la massima continuità possibile e preservarne la cultura. Per me è stato un privilegio poter avere Sergio al mio fianco per tutti questi anni», afferma John Elkann, presidente di Fca. «Negli ultimi 14 anni - afferma Elkann - abbiamo vissuto insieme successi e difficoltà, crisi interne ed esterne, ma anche momenti unici e irripetibili, sia dal punto di vista personale che professionale. Ci ha insegnato a pensare diversamente e ad avere il coraggio di cambiare, spesso anche in modo non convenzionale, agendo sempre con senso di responsabilità per le aziende e per le persone che ci lavorano. Ci ha insegnato che l'unica domanda che vale davvero la pensa farsi, alla fine di ogni giornata, è se siamo stati in grado di cambiare qualcosa in meglio, se siamo stati capaci di fare una differenza. E Sergio ha sempre fatto la differenza».

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