la sanzione

Milan, arriva la multa Uefa: 12 milioni e rosa ridotta

di Marco Bellinazzo


Il Milan e' fuori dall'Europa League

2' di lettura

L'intransigenza mostrata dalla Uefa nei confronti del Milan cinese, espulso lo scorso giugno dalle competizioni per aver sforato i limiti del Financial Fair play nel triennio 2014/17, si è tramutato in clemenza nei confronti di quello americano.

La camera giudicante dell’Uefa ha stabilito infatti sanzioni tutto sommato lievi nei confronti del club e della nuova proprietà rappresentata dal Fondo Elliot.

Il Milan dovrà raggiungere il pareggio di bilancio al 30 giugno 2021 oppure sarà escluso dalla successiva Coppa europea in caso di qualificazione nelle stagioni 2022/23 e 2023/24. Oltre a ciò la società ora guidata da Ivan Gazidis dovrà pagare una sanzione di 12 milioni (che verranno trattenuti dai ricavi dell'Europa League di questa stagione, ma nel bilancio al 30 giugno 2018 erano già stati accantonati 17 milioni per questa evenienza) non potrà registrare più di 21 giocatori nelle competizioni europee del 2019/20 e 2020/21.

La camera arbitrale dell'Organo di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) ha preso la decisione sul caso Milan dopo la sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport, che aveva deferito la questione alla CFCB affinché imponesse una misura disciplinare “adeguata”.

Per capire l'impatto della sanzione basti pensare che nel prossimo triennio il Milan non avrà vincoli specifici sul calciomercato, non dovrà rispettare step intermedi, come accaduto invece a Roma e Inter che ad esempio hanno dovuto chiudere il bilancio di un singolo anno in parità con l’obbligo di cessioni dolorose, e che i club non soggetti a sanzione nel prossimo triennio saranno obbligati a chiudere nello stesso periodo con un deficit massimo inferiore ai 30 milioni.

Quello deciso dall’Uefa assomiglia dunque molto a un voluntary che dà fiducia alla nuova proprietà e non zavorra la possibilità di ricostruire una società sana investendo il dovuto per tornare in Champions stabilmente, vero elemento discriminante per far crescere i ricavi.

Quel che il comunicato Uefa non dice attiene al trattamento del bilancio chiuso al 30 giugno 2018 con un rosso monstre di oltre 120 milioni. Bilancio su cui sono stati scaricati quasi 40 milioni di oneri straordinari.

In teoria, la prossima primavera l’Uefa deve valutare i bilancio del triennio 2016-2017-2018 di tutti i club che partecipano a competizioni europee. Bisognerà capire se e come il bilancio 2018 possa essere soppesato e se e come si possano integrare e/o rivedere in corsa le sanzioni appena sancite che delineano un percorso di risanamento fino al giugno 2021.

Nel caso dell'Inter, sanzionato nel maggio 2015, il bilancio della stagione allora in corso e chiusa con un rosso consolidato di 140 milioni, di fatto non rientrò nel piano di rientro (a differenza di quel che accadde per la Roma) che impose paletti dal 2016, agevolando non poco l’allora presidenza indonesiana di Erik Thohir.

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