il futuro del club rossonero

Milan, i cinesi puntano all’Ipo in tempi record

di Carlo Festa

Italy Photo Press

3' di lettura

Una quotazione in tempi rapidi del Milan: in Cina o, sul modello Manchester, anche a Wall Street. Sono queste le speranze di Yonghong Li, costretto a rimborsare i pesanti finanziamenti-ponte concessi dal fondo statunitense Elliott.

Mentre si attende il 14 aprile, per capire se questa volta verrà davvero firmato l’ormai atteso e troppe volte saltato closing, i collaboratori di Yonghong Li, fra cui il braccio destro Han Li, starebbero lavorando a un business plan più aggressivo, che nei piani dovrebbe portare allo sbarco borsistico in tempi assai più veloci.Il contratto firmato con Elliott e Blue Skye, investitori che hanno accettato di entrare nella partita a fronte di interessi elevati (si parla di percentuali tra il 7% e l’11% ma anche di punte del 13%), è rigoroso sul versante delle scadenze. Ha una durata temporale di 18 mesi. Se dunque da una parte i 303 milioni di euro sono cruciali per chiudere l’operazione con Fininvest e per avviare la campagna acquisti di rafforzamento del club (con un bond da 50 milioni che sarà emesso e tenuto in portafoglio da Elliott e che servirà a finanziare il rafforzamento del club), dall’altra parte questi soldi rappresentano una cambiale da onorare a tutti i costi: pena la perdita da parte di Yonghong Li di alcune sue attività in Cina (a garanzia del debito) e l’escussione del pegno in mano ad Elliott sulle azioni del club rossonero.

Loading...

Se il debito con Elliott non verrà rimborsato, come conseguenza ci sarebbe infatti il default del veicolo lussemburghese di Yonghong Li (la Rossoneri Sport Investment Luxembourg): in questo modo il fondo americano diventerebbe il nuovo proprietario del Milan. In 18 mesi Li e il suo team dovranno quindi trovare una soluzione. Secondo indiscrezioni proprio lo sbarco borsistico sarebbe la strada maestra, probabilmente già il prossimo anno, ma non è da escludere l’ingresso sulla scena di nuovi investitori. Yonghong Li potrebbe anche provare a rifinanziare il debito contratto con Elliott: ma sarebbe un’altra soluzione temporanea che non risolverebbe i problemi di tensione finanziaria di tutta la catena di controllo del Milan.

Difficile dire quale potrebbe essere la piazza scelta per lo sbarco: nel recente passato, quando ad esaminare l’ipotesi era stato un altro broker come Mr Bee, si era guardato a due destinazioni possibili: Hong Kong o Piazza Affari.

L’Ipo del Milan, secondo i rumors, potrebbe dunque essere anche anticipata al 2018. Resta il fatto che su alcune piazze, come Hong Kong, è necessario il requisito di tre bilanci in utile consecutivi. Dove quotare allora il Milan? Il piano sarebbe già allo studio e, raggiunto il closing (con i debiti scongiuri), diventerà il dossier più in evidenza assieme al business plan del club rossonero seguito dall’Ad Marco Fassone. Un modello da seguire potrebbe esserci: l’Ipo a Wall Street come quella del Manchester United dell’americano Malcolm Glazer capace di acquistare il club nel 2005 per 1,2 miliardi di dollari con un leveraged buy-out che comportò un debito da 790 milioni di dollari. Il Manchester ha debuttato nel 2012 a Wall Street, risolvendo in parte i problemi di Glazer. Ma a quel tempo il Manchester aveva conti migliori del Milan, che invece continua a perdere cassa. Ecco perché la strada per Yonghong Li sembra più stretta.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti