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Milan, Commisso prova a chiudere. Ecco su cosa si sta trattando

di Carlo Festa

Rocco Commisso

2' di lettura

Rocco Commisso al rush finale per acquistare il controllo del Milan. Secondo indiscrezioni l'imprenditore italo-americano, il cui nome è stato svelato sabato scorso dal Sole 24 Ore, starebbe provando a chiudere con i suoi advisor la trattativa con Yonghong Li: ma l'accordo è difficile da raggiungere e se le discussioni non si chiuderanno al massimo entro fine settimana, c'è il rischio che tutto possa saltare. In caso di successo, Rocco Commisso avrebbe intenzione di iniettare, secondo i rumors, circa 150 milioni di euro nel Milan.

Ma quale sarebbe il piano allo studio? Secondo le indiscrezioni Yonghong Li dovrebbe restare nell'azionariato. Commisso dovrebbe rimborsare i 32 milioni dell'ultimo prestito di Elliott, più altri 180 milioni più interessi del finanziamento di Elliott alla Rossoneri Sport più, appunto, altri 150 milioni da iniettare nel Milan. Inoltre i 123 milioni di bond milanisti (sempre verso Elliott) dovrebbero essere rifinanziati con l'aiuto delle banche americane (Goldman Sachs, che è anche advisor, e Merrill Lynch).

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Ovviamente è tutto molto difficile. Il fulcro delle trattative è a New York, tempio della grande finanza americana. Qui sarebbe al lavoro David Han Li, braccio destro di Yonghong Li, che starebbe cercando di tutelare al meglio l'investimento dell'azionista cinese del Milan. Il problema sono i tempi, visto che deve essere chiuso tutto in poco tempo, prima che Elliott possa escutere il pegno alla fine della prossima settimana, il 6 luglio. Ma sul tavolo c'è anche la quota azionaria con la quale dovrà restare Mr Li e la valutazione del club.

Commisso valuterebbe il 100% del Milan attorno ai 500 milioni di euro, mentre Mr Li lo ha comprato da Fininvest valutando circa 750 milioni. Ovvio che Mr Li uscirebbe dalla partita con una perdita: ma pur sempre avrebbe qualcosa. Al contrario, con l'opzione Elliott, Mr Li rischierebbe di restare quasi all'asciutto. Infatti Elliott fra dieci giorni avvierebbe l'escussione davanti al Tribunale del Lussemburgo, con ovvi e immaginabili contenziosi fra le parti, e poi deciderebbe i tempi della cessione del Milan.

A quel punto dalla cifra incassata Elliott dovrà sottrarre i prestiti concessi, gli interessi e gli altri debiti. Quel che resterà, potrà essere rimborsato all'uomo d'affari cinese: ben poco se si pensa che Mr Li ha messo in questa avventura circa 400-500 milioni di euro, una parte dei quali prestati a propria volta (basta pensare ai debiti verso Team Way International a Hong Kong).

Quali sono le alternative per Mr Li? Le altre manifestazioni d'interesse, come quella della famiglia Ricketts, assistita da Morgan Stanley e dagli avvocati di Legance, sembrano troppo dietro per diventare concrete in così breve tempo. Se ne riparlerà eventualmente se Elliott cederà il club in futuro. Inoltre Mr Li potrebbe farsi prestare (off shore Cina) i 32 milioni da restituire a Elliott, ma in questo modo avrebbe sempre il problema della scadenza di ottobre, che pesa come un macigno, per restituire circa 380 milioni ad Elliott.

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