calcio

Milan «fantozziano»: regala un punto al Benevento (e segna il portiere)

di Francesco Prisco

Brignoli esulta dopo il gol al Milan (Ansa)

3' di lettura

«Nel buio della sala correvano voci incontrollate e pazzesche. Si diceva che l’Italia stava vincendo per 20 a 0 e che aveva segnato anche Zoff di testa, su calcio d’angolo». Fino a oggi, quando si parlava di calcio, l’imponderabile aveva le fattezze di Ugo Fantozzi, costretto - nel Secondo tragico Fantozzi - a rinunciare alla visione della partita della Nazionale per una punitiva proiezione della Corazzata Kotiomkin (sic) fortemente voluta da un sadico capoufficio cinefilo. Gli equilibri, tuttavia, nel pallone e nell’immaginario collettivo cambiano molto in fretta: ecco che alla coppola del ragioniere più sfigato d’Italia si sostituisce il ringhio un po’ depresso di Gennarino Gattuso, all’esordio in campionato sulla panchina del Milan.

Il suo Milan non solo è stato capace di regalare il primo punto in classifica alla matricola Benevento, vittima sacrificale di tutta la Serie A che appariva ormai destinata a una retrocessione da record, senza neanche un punticino in cassaforte, ma si è addirittura fatto fare gol da Alberto Brignoli, 26enne di Trescore Balneario che gioca portiere per le Streghe e marca il tabellino come lo Zoff di fantozziana memoria.

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Un Genny senza «Gomorra»
La partita allo stadio Ciro Vigorito, cominciata con gli striscioni che dipingevano Genny Gattuso come un novello Genny Savastano della serie Gomorra, è finita 2-2, tra incredibili svarioni difensivi, gollonzi e ingenuità su entrambi i lati del campo, roba da far pensare più all’opera di Paolo Villaggio che a quella ispirata da Roberto Saviano.

I rossoneri, in vantaggio al 38’ con una testata Jack Bonaventura all’ennesimo assalto alla porta campana, si facevano raggiungere già al 50’ con Puscas (quello con la «c», sennò avrebbe giocato nel Real Madrid) lesto nel ribadire in rete una gran botta da fuori area di Letizia. Il Milan non ci sta e sette minuti più tardi si riporta in vantaggio con un altro colpo di testa, stavolta di Kalinic, l’ex punta di Dnipro e Fiorentina che ai piedi del Duomo sembra essersi intristito tanto da venire ancora considerato un oggetto non identificato. Discorso chiuso? Macché: l’espulsione di Romagnoli (75’) galvanizza i sanniti.

Brignoli , la Cavese e l’attaccante che manca al Napoli
E al 95’, quando il recupero sembra ormai finito, arriva la terza testata del match, quella del numero 22 del Benevento Brignoli. Il Vigorito esplode e, con esso, pure San Siro, dove i cugini dell’Inter attendono la partita del Chievo che regalerà loro la testa della classifica. «Ho fatto un volo da portiere, non da attaccante», dirà modestissimo nel dopo partita Brignoli, l’autore di un gol che, nelle parole di Ringhio, «fa male più di una coltellata».

Farà anche male ma ci rivela tre grandi verità. Uno: al Milan le provinciali campane portano male, come ricorderanno quelli che nell’82 lo videro perdere a San Siro 2-1 con la Cavese. Due: Rampulla, autore nel ’92 di un gol analogo da portiere della Cremonese contro l’Atalanta, ma anche Taibi e Toldo adesso hanno compagnia nella stessa pagina di almanacco. Tre: l’attaccante bravo di testa cheDe Laurentiis sta cercando per rimpiazzare l’infortunato Milik non gioca nel campionato spagnolo, né al Chievo, ma a 68 chilometri da Napoli. Il suo cartellino è di proprietà della Juventus, ma costa poco. C’è un solo problema: gioca in porta.

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