infrastrutture

Milan-Inter, lo stadio dei desideri che il Consiglio comunale non vuole

Palazzo Marino diviso: contrari e indecisi sono più della metà. L’interesse pubblico verrà dichiarato dopo la metà del mese di ottobre

di Sara Monaci


default onloading pic

3' di lettura

Fare i conti senza l’oste. Un vecchio modo di dire che si addice alla vicenda, per ora mediatica, della realizzazione del nuovo stadio di Inter e Milan a Milano, con conseguente abbattimento di San Siro. Se infatti dal piano mediatico ci spostiamo a quello politico, si scopre che in consiglio comunale ad oggi le due squadre non avrebbero numeri certi per passare dalla teoria ai fatti. Dei 48 consiglieri, ad oggi 20 si esprimono con chiarezza per il no; 7 si dichiarano tendenzialmente non favorevoli; 19 indecisi e aperti al dialogo; 2 favorevoli, di cui uno manifestamente. Si tratta di Stefano Parisi, lo sfidante di Giuseppe Sala alle ultime elezioni amministrative, alla guida dell’allora coalizione di centrodestra. È stato lui a definire il nuovo progetto un’occasione per la città di crescere, da realizzare senza indugi. Gli altri consiglieri invece si sono dimostrati ben più tiepidi, soprattutto di fronte all’incalzante campagna mediatica voluta dalle squadre, che li ha in qualche modo scavalcati. Nettamente contrari la Lega e le liste civiche di sinistra; negativi anche i membri di Forza Italia (tranne un’eccezione). Molti indecisi nel Pd e nelle altre liste civiche.

San Siro, ecco «Cattedrale» e «Due Anelli»: i progetti in corsa per il nuovo stadio

San Siro, ecco «Cattedrale» e «Due Anelli»: i progetti in corsa per il nuovo stadio

Photogallery23 foto

Visualizza

Queste ultime settimane sono state decisive. Se da una parte i vertici delle società calcistiche hanno incontrato per la prima volta i capigruppo il 18 settembre, dall’altra già circolavano sotto forma di anticipazioni i disegni dei progetti. Dopo qualche giorno sono usciti i rendering veri e propri dei due possibili stadi, ancora prima della presentazione ufficiale alla città da parte delle due squadre. Sono state mostrate due strutture, uno ad anelli e uno più squadrato (definito a “cattedrale”). Il tutto improntato a raccogliere consenso tra le persone prima ancora che a Palazzo Marino. Per la precisione i progetti, inizialmente, erano quattro, ma le squadre ne hanno scartati due, anche questo senza coinvolgere i politici locali, che ancora chiedono trasparenza su questo fronte.

LEGGI ANCHE / San Siro, 3 ipotesi per il nuovo stadio di Inter e Milan. Sala: «Disponibili a cedere l’impianto»

Fuga di notizie o regia ben precisa, difficile dirlo. Il risultato è stato però raggiunto: il dibattito sui giornali si è spostato dal possibile restyling di San Siro alla ricerca di dettagli sulle nuove possibili strutture e sul nuovo quartiere. Per Inter e Milan, chiaramente riqualificare San Siro non conviene, anche se da Palazzo Marino era questa la richiesta principale. Il costo sarebbe pari a 510 milioni, per una durata di 5-6 anni, con il rischio peraltro di non essere pronti per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali 2026; la nuova struttura costerebbe invece 650 milioni e sarebbe pronta fra 3 anni. Il dibattito fra le due alternative non si è quindi neppure aperto.

LEGGI ANCHE / Milan e Inter, con il nuovo stadio 3.500 posti di lavoro in più: lo studio di fattibilità

Non solo. Le due squadre hanno detto che un diniego di Milano comporterebbe un possibile trasferimento a Sesto San Giovanni, nell’ex area Falck, dove l’ad Giuseppe Bonomi ha già manifestato il suo consenso. E hanno pure confezionato, sostituendosi ai partiti, un sondaggio a uso dei politici, in cui si sottolinea che chi dice no allo stadio rischia di perdere voti.

I consiglieri comunali hanno reagito ognuno a modo suo: qualcuno, più a sinistra, ha disertato il primo incontro con le squadre (precisamente Basilio Rizzo); qualcuno continua a dire di partire da una valutazione di San Siro; altri parlano di «riflessione aperta», come il capogruppo del Pd Filippo Barberis. Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica, spiega: «non vorrei posizioni preconcette, ma dobbiamo entrare nel merito. Sono certo che nessun consigliere potrà essere tirato per la giacchetta».

Ecco il percorso. A metà ottobre ci sarà il voto consiliare che dichiarerà o meno “l’interesse pubblico” del progetto. Prima Palazzo Marino approverà entro il 15 ottobre il Pgt, poi sarà la volta dello stadio.

La legge sugli stadi non prevede l’obbligo di passare dal consiglio comunale in questa fase preliminare, tuttavia l’amministrazione ha preferito avere un via libera in modo inequivoco. La giunta poi darà il suo parere sulla base dell’indirizzo avuto dai consiglieri.

Bisogna infine considerare un’ultima variabile: i lavori per il nuovo stadio dovrebbero partire all’inizio del 2021, a ridosso della campagna elettorale per le prossime amministrative.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...