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Milan, spunta l’offerta di Thomas Ricketts, proprietario dei Chicago Cubs

di Carlo Festa

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2' di lettura

Non sono arrivati ieri i 32 milioni di euro, ultima tranche di aumento di capitale che avrebbe dovuto versare il proprietario del Milan, Yonghong Li. E, come da contratto, all’uomo d’affari cinese si è sostituito il fondo statunitense Elliott, che avrebbe bonificato, tramite la lussembughese Rossoneri Lux, i capitali necessari al club rossonero. Ora Mr Li avrà 10 giorni lavorativi di tempo per rimborsare gli stessi 32 milioni ad Elliott: in caso contrario sarà ancora il fondo Usa ad avere la possibilità di escutere il pegno sulle azioni, come stabilito dalle condizioni firmate sul prestito da 303 milioni contratto lo scorso anno da Yonghong Li per acquisire il Milan e fornirgli le risorse necessarie alla campagna acquisti.

Cosa farà ora Yonghong Li? Secondo le ultime indiscrezioni sarebbe partita per New York una delegazione composta proprio da Yonghong Li, dal suo braccio destro David Han Li, dall’avvocato Riccardo Agostinelli, dai consulenti di Alantra e dai banker londinesi di Goldman Sachs. La destinazione sarebbe proprio la sede newyorkese della banca d’affari americana dove sarebbe stato fissato un incontro con il potenziale compratore del Milan, il cui nome è ancora top secret.

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L’opzione sostenuta da Goldman Sachs, al momento, è l’unica ad avere le caratteristiche per essere chiusa in breve periodo, visto che già la settimana scorsa la firma era vicina ed era stato poi Yonghong Li a tirare il freno con l’obiettivo di visionare altre possibili manifestazioni d'interesse arrivate sempre dagli States. Tra queste quella del proprietario dei Chicago Cubs, Thomas Ricketts affiancato a Morgan Stanley.

Tuttavia il tempo è un fattore fondamentale in tutta la vicenda. Yonghong Li deve infatti restituire i 32 milioni entro i prossimi 10 giorni lavorativi per non rischiare di perdere tutto e di finire probabilmente coinvolto in una causa legale al Tribunale del Lussemburgo nel momento in cui Elliott vorrà escutere il suo pegno.

Quindi i 32 milioni dovrebbero essere forniti dal nuovo socio all’interno di un’operazione in cui il nuovo acquirente americano dovrebbe progressivamente entrare in minoranza per poi passare al controllo. Si parla di una cifra attorno ai 500 milioni di euro per arrivare al 75% del Milan con l’azionista cinese che dovrebbe quindi passare in una seconda fase in minoranza. Tra le suggestioni, non si sa quanto vere, c’è anche quella che con l’investitore americano potrebbe assumere un ruolo l’ex-stella Paolo Maldini.

Secondo il piano di Yonghong Li il Milan dovrebbe poi essere quotato in modo da farlo rientrare, anche se parzialmente, dell’investimento effettuato. Mr Li, fra acquisizione e aumenti di capitale, ha infatti finora versato per il Milan circa 400 milioni di euro, con l’esclusione dei debiti contratti con Elliott per il finanziamento del leverage buyout e i prestiti a favore del Milan stesso per la campagna acquisti e per il rimborso delle banche italiane nell’aprile dello scorso anno.

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