calcio e business

Milan, allo studio il modello azionario e di business del Bayern Monaco

Il Milan e il suo azionista Elliott studiano il modello di business di uno dei club europei più titolati, il Bayern di Monaco. Infatti, secondo indiscrezioni, il fondo americano nei mesi passati avrebbe esaminato con interesse la possibilità di “replicare” sul Milan la tipologia di azionariato della società di Monaco di Baviera

di Carlo Festa


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2' di lettura

In attesa di risorgere dal punto di vista sportivo e di riportare il bilancio in equilibrio, il Milan e il suo azionista Elliott studiano il modello di business di uno dei club europei più titolati, il Bayern di Monaco. Infatti, secondo indiscrezioni, il fondo americano (che contattato non ha voluto commentare i rumors) nei mesi passati avrebbe esaminato con interesse la possibilità di “replicare” sul Milan la tipologia di azionariato della società di Monaco di Baviera, celebre per il club che milita nella Bundesliga, la massima divisione del campionato tedesco di calcio.

La squadra professionistica di calcio è infatti gestita dal Fc Bayern München Ag, le cui quote azionarie sono state riviste nel 2014, a seguito dell’ingresso in società del gruppo assicurativo Allianz, già titolare dei diritti di denominazione sullo stadio: il 75% è detenuto dalla casa madre, FC Bayern München ev, mentre un 8,33% ciascuno è di proprietà della Adidas, maggiore sponsor del club e fornitore tecnico, di Audi e, appunto, di Allianz. I tre sponsor sono dunque anche piccoli azionisti e hanno sborsato in passato rispettivamente 77 milioni, 90 milioni e 110 milioni di euro.

Il modello di business del club tedesco prevede dunque che lo sponsor diventi anche piccolo socio, tramite un equity concesso a prezzi convenienti. Questa tipologia di azionariato non spiacerebbe ad Elliott, che nei mesi passati ha sondato la possibilità di replicarlo sul Milan dopo aver individuato alcuni grandi sponsor. Proprio il club rossonero, al momento dell’ingresso del fondo statunitense, ha mostrato infatti una carenza di sponsor di alto livello nei diversi settori (dall’auto fino al finanziario) e su questo fronte sta lavorando l’amministratore delegato
Ivan Gazidis.

Ovviamente la strada appare in salita e il piano è stato per ora accantonato. La mancanza di risultati sportivi all’altezza di una grande squadra e soprattutto l’assenza della Champions, ormai dai diversi anni, non attirano le sponsorizzazioni dei grandi brand. Lo sponsor principale attualmente resta Emirates.

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Il dossier resterebbe comunque sul tavolo, assieme a quello del nuovo stadio. Il board del Milan, guidato da Paolo Scaroni, dovrebbe riunirsi in questi giorni per l’approvazione del progetto di bilancio al 30 giugno 2019, che dovrebbe evidenziare una perdita vicina a 80-90 milioni. Il fondo statunitense garantirà ancora una volta finanziariamente il suo sostegno, ma intanto il conto del suo investimento si sta alzando sempre di più. C’è chi pensa che il prossimo anno un qualche riassetto azionario diventerà necessario: se non di maggioranza, visto che è difficile cedere il Milan nell’attuale situazione sportiva e finanziaria, almeno di minoranza. Di sicuro, Elliott (che ha affermato che «il club rossonero non è in vendita») ha ricevuto una eredità pesante sul versante dei conti dal passato.

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