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Milano area laboratorio per l’auto 5G di Vodafone

I test sulla pista di Lainate Bisio: rivoluzione digitale, tanti i settori interessati

di Andrea Biondi


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La vettura 5G di Vodafone

2' di lettura

L’automobile del futuro va in scena sulla pista Aci di Lainate, alle porte di Milano. È lì che Vodafone e partner (Fca, Marelli, Pirelli, Altran, Politecnico di Milano ed Eni Fuel) qualche giorno fa hanno messo in mostra un assaggio di quella che potrà essere la mobilità del futuro.

Evitare collisioni fra auto grazie a segnali acustici o visivi ai guidatori fino a una frenata automatica d’emergenza. O anche avere a disposizione informazioni su restringimenti di carreggiata, curve pericolose, condizioni pericolose del manto stradale per adeguare in maniera “smart” la velocità di marcia, aumentando sicurezza e comfort di guida. Eccolo il mondo dell’automotive nell’era del 5G. Un futuro neanche troppo lontano fatto di veicoli, persone e infrastrutture connesse fra loro e in grado di condividere e sfruttare informazioni in real time.

Sulla pista Aci di Lainate c’è stata l’opportunità di provare su strada le possibilità garantite da quattro progetti 5G inediti nel settore automotive e frutto della sperimentazione voluta dal Mise che vede impegnata, proprio nell'area di Milano, Vodafone con 38 partner (fra Università e centri di ricerca, tecnologici, industriali, aziende e istituzioni locali) per un investimento di 90 milioni necessario per 41 progetti fra Sanità e benessere (9); Industria e retail (12); Sicurezza e sorveglianza (5); Smart Energy e Smart City (3); Entertainment ed Education (7); Digital Divide (1) e Mobilità e trasporti (4).

Fra questi ci sono anche la sperimentazione per un progetto di videosorveglianza in 5G alla Stazione Centrale di Milano (come anticipato dal Sole 24 Ore il 30 ottobre). O anche le ambulanze connesse e la chirurgia a distanza con un intervento svolto grazie al 5G fra Vodafone Village (dove si trovava il chirurgo) e Ospedale San Raffaele (dove era il paziente).

«Tutte le filiere saranno ridisegnate da questa che è una rivoluzione digitale – ha detto l’amministratore delegato di Vodafone Italia, Aldo Bisio – che permette un aumento di capacità, una maggiore velocità, latenza nell’ordine di millisecondi». Bisio ammette che «ci vorranno tra i 5 e i 6 anni per vedere qualcosa di veramente mass market». Ma la telco ci ha scommesso, in una sinergia che vede impegnati a livello locale in vario modo, fra gli altri, Politecnico di Milano, Comune e Regione Lombardia (che del resto erano presenti con Vodafone nella presentazione dei progetti automotive a Lainate).

E così è grazie al 5G che ha preso forma l’Urban cross traffic cooperativo che sfrutta a comunicazione fra veicoli connessi e in grado di comunicare in tempo reale i propri dati (posizione, velocità, direzione) a un piattaforma Vodafone che indirizza dinamicamente le informazioni di interesse ai veicoli in avvicinamento all’incrocio tramite un sistema di real-time tracking. È lì che possono scattare gli allarmi fino alla frenata d’emergenza.

La comunicazione fra veicoli è sfruttata anche dal secondo progetto, See through, pensato per ampliare la visuale del guidatore ed evitare collisioni in fase di sorpasso, o anche dal terzo progetto, Highway chaffeur, che punta a migliorare la fluidità del traffico. Infine, con l’Intelligent speed adaptation and Control vengono condivise e sfruttate informazioni per monitorare l’ecosistema stradale, dalle curve pericolose alle condizioni del manto stradale. In 4 mosse, la grande promessa dell’auto del futuro.

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