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Milano, attacco hacker agli ospedali Fatebenefratelli e Sacco

L’attacco ai server dei siti di Fatebenefratelli e Sacco ha avuto conseguenze anche su altre sedi aziendali: i presidi Buzzi e Melloni e 33 sedi territoriali

Ospedale Sacco di Milano (Imagoeconomica)

3' di lettura

Un attacco hacker ha colpito dalle tre di notte del 1° maggio i presidi ospedalieri e territoriali dell’Asst Fatebenefratelli Sacco, ovvero dell’azienda ospedaliera. Da Regione Lombardia spiegano che, data l’entità dell’attacco, non si sa quando saranno ripristinati i sistemi.

Pronto soccorso con funzionalità limitata

I dirigenti regionali che stanno seguendo il caso riferiscono che fino almeno a martedì i punti prelievo dei presidi ospedalieri dell’Asst Fatebenefratelli Sacco (Fatebenefratelli, Sacco, Buzzi e Melloni) saranno in grado di accettare gli accessi dei pazienti in maniera limitata e solo attraverso modulistica cartacea. Potranno esserci inoltre disagi per le prestazioni ambulatoriali. «Le visite ambulatoriali prenotate e le attività di pre ricovero sono comunque garantite» assicurano dalla Regione.

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Conseguenze anche negli ospedali Buzzi e Melloni

L’attacco hacker sui server dei siti Fatebenefratelli e Sacco ha avuto conseguenze su tutte le sedi aziendali: dall’ospedale Buzzi alla clinica Melloni, oltre a 33 sedi territoriali. Tutti i sistemi aziendali sono stati compromessi e l’attacco ha riguardato anche i servizi di base, «nonostante l’accrescimento delle misure di sicurezza poste in essere negli ultimi mesi».

Indaga la Polizia postale

Intanto è iniziato il lavoro di ripristino che però «non ha al momento tempi definibili». Sul posto si trovano anche i tecnici dei servizi di sicurezza informatica regionali e la Polizia postale.

Di certo, spiega la nota dell’Asst, «sarà presentata denuncia formale». L’Agenzia regionale di emergenza urgenza (Areu) che gestisce il 118 è stata informata dei problemi e ha «già provveduto a dirottare tutte le emergenze su altri presidi ospedalieri milanesi».

Il 118 dirotta i pazienti al Policlinico

Al momento l’Areu non segnala particolari problemi e i pazienti non vengono portati in questi ospedali ma vengono smistati negli altri centri della città. Al Policlinico di Milano, che può contare sulla clinica Mangiagalli e De Marchi, vengono mandati in particolare i bambini, dato che l’ospedale dei bambini Buzzi e la Macedonio Melloni fanno parte dell’ASST Fatebenefratelli Sacco e quindi hanno gli stessi problemi informatici.

In generale al pronto soccorso del Policlinico al momento non si registrano problemi, con un aumento degli accessi intorno al 10%.

Per ora non risulta furto di dati

«Al momento non si ha alcuna evidenza dell’avvenuta sottrazione di dati personali». È quanto rende noto l’assessorato regionale al Welfare della Regione Lombardia.

«La Direzione aziendale - spiega una nota - ha attivato le procedure di emergenza per limitare al minimo i disservizi per l’utenza. I Sistemi Informativi hanno avviato immediatamente le attività tecniche di analisi per determinare con certezza il ’perimetro’ dell’attacco e i sistemi che sono stati resi indisponibili allo scopo di definire una strategia per il ripristino nel minor tempo possibile. Sul posto sono intervenuti, oltre al personale tecnico dell’Asst, anche gli specialisti di Aria Spa e i rappresentanti della Polizia Postale e delle Comunicazioni che hanno supportato l’Azienda nella definizione delle strategie di intervento sia per rispristinare i servizi sia per agevolare le attività di indagine. Dalle attività di analisi è emerso che l’attacco ha riguardato l’infrastruttura applicativa che ha reso indisponibili i sistemi agli utilizzatori ma non si è estesa alle principali banche dati aziendali».

Pressioni sull’Istituto clinico Città Studi

Tra gli ospedali che, tra gli altri, stanno sostenendo il maggior afflusso di pazienti a causa dell'impossibilità dell'ospedale Fatebenefratelli, Macedonio Melloni, Sacco di effettuare ricoveri attraverso il sistema telematico, a causa di una grave disfunzione del sistema per via informatica, vi è l'Istituto Clinico Città Studi (ICCS).

L’ICCS anche per la sua collocazione logistica rispetto al Fatebenefratelli e alla Macedonio Melloni sta affrontando una vera e propria emergenza che si evidenzia nella forte pressione esercitata da pazienti che giungono al suo Pronto Soccorso.

«Dall'inizio di questa emergenza - racconta il dottor Andrea Ronsivalle, responsabile del Pronto Soccorso - abbiamo dovuto far fronte ad un incremento del 40% di persone che sono giunte al nostro ospedale perché non accettate dai nosocomi colpiti dagli Hacker in particolare dal Fatebenefratelli. La situazione è complessa perché non siamo ancora usciti dall'emergenza covid e quindi abbiamo ancora aree dell'ospedale che non possiamo utilizzare per i ricoveri normali».

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