Rapporto Liuc

Milano, Como e Mantova province più innovative

Sotto la lente la quantità e soprattutto la qualità dei brevetti. A livello di sostenibilità la sorpresa è Sondrio che mette in fila Pavia e Como

di Carlo Andrea Finotto

default onloading pic
In Lombardia l’innovazione si concentra su chimica, medicale e ingegneria; all’estero prevale invece l’Ict

Sotto la lente la quantità e soprattutto la qualità dei brevetti. A livello di sostenibilità la sorpresa è Sondrio che mette in fila Pavia e Como


3' di lettura

Quanto sono capaci di innovare le imprese lombarde? E dove sono insediate?

Prova a dare una risposta a questi due interrogativi fondamentali per stabilire la competitività dei territori il Centro sull’innovazione tecnologica e digitale della Liuc Business School di Castellanza con il suo ultimo rapporto basato sull’Innovation patent index.

Loading...

L’analisi targata Liuc è stata condotta a partire dai 5 indicatori specifici dell’Index: efficienza (basata sulla quantità dei brevetti, depurata del fattore dimensionale), tempo (quello dedicato alla procedura di brevettazione), internazionalizzazione (numero di estensioni geografiche), qualità (numero di backward citation) e diversificazione (numero di classi tecnologiche brevettuali). Sulla base di questi parametri – spoiler – sono Milano, Como e Mantova le tre province lombarde con la maggiore capacità innovativa.

Il Centro sull’innovazione tecnologica e digitale della Liuc ha tenuto conto, anche, di alcune informazioni generali sulle singole province, quali il numero di abitanti, il Pil, la popolazione attiva e il posizionamento nell’indice dei talenti (un parametro elaborato dal Centro sullo sviluppo dei territori e dei settori della Liuc Business School).

«Il ranking – spiega Raffaella Manzini, direttrice del Centro, che ha curato la ricerca insieme a Gloria Puliga e Linda Ponta – si basa sui brevetti registrati in Lombardia tra il 2013 e il 2018 e ci offre alcune conferme ma anche elementi di novità. Se non stupisce infatti il primo posto di Milano, la presenza di province piuttosto piccole come Mantova al terzo posto e Cremona al quarto è significativa. L’Index misura una capacità relativa di innovare e “premia” anche territori che non innovano necessariamente tanto, ma bene, ponendo buone premesse per il futuro».

Dopo Milano, Como, Mantova e Cremona, la classifica con il più elevato tasso di innovazione vede Varese, Brescia, Lecco, Monza e Brianza, Bergamo, Sondrio, Pavia e Lodi.

Il rapporto è dettagliato e tiene conto anche del cosiddetto “trend delle famiglie brevettuali”, cioè quante invenzioni sono state brevettate nel periodo preso in considerazione dalla ricerca – 2013-2018 –. In questo caso alle spalle del quasi scontato primato di Milano si posizionano Bergamo e Brescia. A seguire Varese e Como, quindi Mantova, Monza e Brianza e Pavia, e, a seguire, Cremona e Lodi.

La Lombardia, però, si distingue dalle dinamiche internazionali quando si analizzano i settori cui si riferiscono i brevetti. «Confrontando le aree con il maggior numero di brevetti in Lombardia e quanto avviene a livello mondiale, emergono forti differenze – spiega Raffaella Manzini -. Se in tutto il mondo l’ambito dove si innova di più è quello dell’Ict, in regione si brevetta invece in aree più tradizionali come il settore chimico, l’ingegneristico, il medicale».

Non è questa l’unica particolarità lombarda.

Ancora Raffaella Manzini, infatti, spiega come sul fronte della sostenibilità le notizie non siano poi troppo incoraggianti. «Le notizie non sono molto positive per il nostro territorio, in quanto le famiglie brevettuali legate alla sostenibilità rappresentano una percentuale ridotta – inferiore al 10% - rispetto al totale dei brevetti registrati e non sono cresciute nel corso del quinquennio che abbiamo analizzato. Se settori come la chimica stanno investendo molto in questo senso, altri come il packaging appaiono ancora poco attivi, almeno per quel che emerge dai dati brevettuali».

Inoltre, i ricercatori della Liuc Business School hanno elaborato un altro ranking, dedicato alle province con più alta intensità di innovazione sostenibile. Si tratta di un indicatore “parallelo”, non sovrapponibile con il ranking delle province innovative: «Questo è il segno che chi ha un’alta capacità innovativa non l’ha ancora applicata alla sostenibilità. In questa classifica, il primo posto se lo aggiudica infatti Sondrio». Il capoluogo della Valtellina ha un’incidenza di brevetti sostenibili sul totale dei brevetti pari al 10%. Alle sue spalle Pavia, con l’8, quindi Como con il 6%, poi Milano, Varese, Brescia e Lodi con il 5, Bergamo con il 4, Mantova, Cremona e Lecco con il 3% e Monza e Brianza con l’1.

Per la curatrice del rapporto «misurare l’innovazione è una bella sfida perché si tratta di qualcosa di intangibile, incerto e sfuggente». «Noi ci proviamo con questo Indice – sottolinea Raffaella Manzini – e riteniamo sia un lavoro utile in questo momento storico cosi particolare. Le aziende che resistono e che posso fare davvero la loro parte, nonostante tutto, sono proprio quelle che hanno capacità innovativa».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti