Ripresa e resilienza

Milano, corsa a due per i 5 miliardi Pnrr

Le partecipate pubbliche, Atm e A2A, protagoniste nella gestione del Piano

di Sara Monaci

(Ansa)

3' di lettura

I due grandi player del Piano nazionale di ripresa e resilienza a Milano saranno Atm, la partecipata del trasporto pubblico, e A2a, la multiutility copartecipata dai comuni di Milano e Brescia. I fondi, che dovrebbero ammontare, in modo realistico, a 4-5 miliardi nel solo capoluogo lombardo, dovranno essere gestiti in tempi rapidi, entro il 2026, per progetti concreti con chiari studi di fattibilità.

Le due partecipate in prima fila

Le società pubbliche possono così mettere a punto rapidamente ciò che avevano già ipotizzato negli anni passati, senza rischio di dispersione di energia e risorse. Considerando inoltre che i principali settori coinvolti nel Pnrr sono lo sviluppo di fonti di energia alternativa, l’economia circolare e il trasporto sostenibile, è evidente che la maggior parte di questi 4-5 miliardi attesi a Milano andranno dritti nelle casse delle sue due partecipate, probabilmente senza nemmeno passare dal voto del consiglio comunale (potrebbe essere sufficiente una delibera di giunta per ratificare l’uso delle risorse).

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La Sea rimane fuori

Quella di Atm e A2a sarà la fetta più grossa del Pnrr lombardo, escluso il miliardo dedicato all’edilizia sanitaria e gestito dalla Regione Lombardia. Sulla modalità di accesso ai fondi ci sono ancora da chiarire molte cose. Per ora ci sono i “pilastri” su cui investire e su cui A2a e Atm hanno già elaborato i loro piani. Tra le grandi partecipate comunali che si spartiscono il Pnrr non ci sarà la Sea, la holding di controllo degli scali di Linate e Malpensa, visto che gli aeroporti sono esclusi dal Pnrr, più concentrato sulla mobilità su ferro e gomma.

Gli obiettivi Atm

Atm ha già fatto una sua lista. L’obiettivo è partecipare a una serie di bandi nazionali che potrebbero superare i 12 miliardi di valore complessivo. La prima “missione” riguarda la digitalizzazione e la cibersecurity, per 2,6 miliardi. La seconda missione è la svolta “green”, dalla produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno alla sperimentazione dell'idrogeno per il trasporto locale; dallo sviluppo della ricarica elettrica alle flotte verdi fino allo sviluppo di una leadership internazionale all’interno delle filiere delle rinnovabili, dell’idrogeno, dei bus elettrici, del supporto a start up nella transizione ecologica, che vale oltre 10 miliardi a livello nazionale. Quante risorse la società milanese riuscirà a “vincere” non è certo. Sicuramente in Italia Atm è uno dei gruppi con progetti (e bilanci) più solidi, nonostante la pandemia ne abbia compromesso l’equilibrio finanziario di tre anni.

... e quelli A2a

Poi c’è il fronte A2a, che ha già previsto investimenti per 16 miliardi tra il 2020 e il 2030. Il Pnrr potrebbe dare risorse aggiuntive. I progetti candidabili riguardano l’idrogeno; l’economia circolare e il biometano; la gestione dei rifiuti; la digitalizzazione; le reti e il teleriscaldamento; le fonti rinnovabili. Più nel dettaglio, per l’idrogeno si tratta dell’installazione di un elettrolizzatore nei pressi di un impianto. Il digitale riguarda lo sviluppo di software per migliorare i servizi di raccolta, gestione flotte, manutenzione impianti. Nell’economia circolare ci saranno investimenti in impianti di trattamento di rifiuti differenziati e nel teleriscaldamento interventi di miglioramento.

Per il Gruppo A2a è stato Lorenzo Giussani, direttore della Business Unit Generazione&Trading, durante la rassegna annuale “Direzione Nord” a Milano, a sottolineare che «i piani del futuro dovranno includere necessariamente l’idrogeno verde, una sfida che ha una prospettiva più lunga, il 2030, ma che dovranno almeno in parte essere anticipati alle tempistiche del Pnrr». A2a sarà partner del progetto “Valle dell’Idrogeno”, sostenuto dalla Regione Lombardia, per il quale ci sono vari territori candidati, tra cui la Valcamonica e l’area intorno a Malpensa. La sfida è realizzare treni alimentati a idrogeno (del gruppo Fnm). Anche per Alessio Torelli, managing director di Snam4Mobility, «la sfida dell’idrogeno è imprescindibile, anche in vista della concorrenza di Cina e India nel reperimento delle risorse energetiche tradizionali».

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