La bozza del decreto olimpiadi

Milano-Cortina 2026, una società in house per realizzare le opere

Il Consiglio dei ministri ha soltanto avviato l'esame del provvedimento: dal ministero dell'Economia disco rosso su quasi la metà degli articoli

di Manuela Perrone

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Festeggiamenti durante la proclamazione di Milano-Cortina vincitrice delle olimpiadi invernali nel 2026 a Cortina (Ansa)

Il Consiglio dei ministri ha soltanto avviato l'esame del provvedimento: dal ministero dell'Economia disco rosso su quasi la metà degli articoli


2' di lettura

Una nuova società in house, “Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 Spa”, vigilata dal Mit e partecipata dai ministeri dell'Economia e delle Infrastrutture, dalle Regioni Veneto e Lombardia e dalle Province autonome di Trento e Bolzano, che funge da centrale di committenza e stazione appaltante per le opere. A prevederne l’istituzione è la bozza di decreto illustrata al Consiglio dei ministri del 28 gennaio dal ministro delle Politiche giovanili e dello sport Vincenzo Spadafora (M5S).

Un Consiglio olimpico supervisiona
Insieme alla società, il testo immagina - oltre al comitato organizzatore, la fondazione di diritto privato già nata a Milano lo scorso 9 dicembre - un “Consiglio olimpico” che supervisiona e un fondo speciale presso l'Istituto del credito sportivo per finanziare gli interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche e per la sostenibilità ambientale delle infrastrutture.

Il disco rosso del Mef
Ma è una bozza, appunto, quella presentata anche in pre-consiglio: appena uno scheletro di 23 articoli con una sintesi dei contenuti. Perché l'elaborato, già asciugato rispetto a una prima versione ancora più corposa, non ha superato il vaglio del Mef, che ha sollevato perplessità su quasi metà delle norme. Per questo il Cdm ha comunicato di aver soltanto “avviato l'esame”: il testo dovrà essere riscritto e tornare a Palazzo Chigi per il via libera.

La garanzia dello Stato
Non si sa dunque quali delle novità proposte sopravviverà alla revisione. Insieme alla governance complessiva, lo schema di decreto prevede anche una garanzia dello Stato, a favore del Comitato olimpico internazionale, per adempiere agli impegni sottoscritti con l'Host City Contract del 2019 e l’istituzione di un Sustainability and Legacy Forum per protrarre l'impatto socio-economico dei Giochi a favore dei territori e delle comunita ospitanti.

La tutela della “proprietà olimpica”
La bozza disciplina inoltre la tutela della “proprietà olimpica” (simbolo, bandiera, motto, inno, fiamme e loghi): l'uso è riservato al Cio, al Comitato olimpico nazionale e al Comitato organizzatore (la apposita fondazione di diritto privato nata il 9 dicembre scorso a Milano) e ai soggetti autorizzati o muniti di contratti approvati dal Cio.

Norme anche per Torino
Nel testo sono previste anche le misure per lo svolgimento delle finali Atp Torino 2021-2025. All'organizzazione penserà un Comitato ad hoc, presieduto dal sindaco di Torino, da un rappresentante del governatore del Piemonte, in qualità di vicepresidente, da un rappresentante del Governo competente in materia di sport e da un esponente della Federazione italiana tennis.

Venerdì il Cda della Fondazione Milano-Cortina
Intanto il 31 gennaio si riunirà per la prima volta a Milano, nella sede della Regione Lombardia, il Cda della Fondazione Milano-Cortina, il “cervello” dei Giochi 2026. Ai 22 componenti del Consiglio, presieduto da Giovanni Malagò affiancato da un fiduciario del ministro Spadafora, i rappresentanti del Veneto avanzeranno la proposta lanciata dal governatore Luca Zaia: un commissario straordinario per le infrastrutture.

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