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Milano-Cortina ha vinto i Giochi invernali del 2026

di Marco Bellinazzo e Mario Nicoliello


La sciatrice Brignone tifa per Milano-Cortina: "Possiamo farcela"

4' di lettura

Il conto alla rovescia è agli sgoccioli. Oggi, 24 giugno, alle 18, durante l’assemblea di Losanna, il Cio sceglierà la sede dei Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2026. Voteranno esponenti di famiglie reali, presidenti di federazioni sportive internazionali e di comitati olimpici nazionali, ex atleti e personalità di spicco in ambito sportivo. Saranno in 82. Sabato ha dato forfait la campionessa canadese di hockey su ghiaccio Hayley Wickenheiser.

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La sua defezione si aggiunge a quella del Granduca di Lussemburgo, Henry, del principe ereditario del Bhutan, Jigyel Wangchuck, e della tiratrice slovacca Danka Bartekova. Per vincere Milano-Cortina e Stoccolma-Åre dovranno accaparrarsi comunque 42 preferenze (in caso di parità a 41 si vota a oltranza).

LA MAPPA DEI GIOCHI ITALIANI
LA MAPPA DEI GIOCHI ITALIANI
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Le contendenti caleranno i loro assi nelle due presentazioni in programma: la tecnica a porte chiuse e l’“emozionale” in seduta pubblica. A parte gli ultimi appelli, i grandi elettori giunti a Losanna hanno a disposizione i giudizi tecnici espressi dalla Commissione di valutazione al termine delle ispezioni compiute tra marzo e aprile. Il paradosso del voto olimpico, però, è che i risultati dei due dossier non sono vincolanti e alla fine possono “pesare” di più legami personali ed “empatie” nazionali.

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Il lavoro per conquistare i voti decisivi da parte della delegazione “sportiva” guidata dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, e di quella “politica” che vedrà schierati il premier Giuseppe Conte e il sottosegretario con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti - dopo le titubanze espresse da diversi esponenti della maggioranza gialloverde all’avvio del percorso di candidatura - non si fermerà perciò neppure nelle ultime ore.

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Sabato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si è detto persuaso di poter convincere molti delegati con la “carta Expo”, ma allo stesso tempo si è mostrato preoccupato per il fatto che la Svezia non abbia ancora avuto l’onore di ospitare l’evento olimpico («sono all’ottavo tentativo e c’è il rischio che prima o poi gliele diano»), interpretando bene lo stato d’animo che in queste ore domina tutti i rappresentanti italiani a Losanna. «Non credo sia vietato dire - ha aggiunto Sala - che il nostro dossier appare decisamente migliore». Il Cio, peraltro, ha chiesto pochi giorni fa al comitato promotore di Stoccolma-Åre ulteriori garanzie su due punti del dossier (il villaggio olimpico di Barkarby e la pista per sci di fondo e biathlon a Hamra), ribadendo perplessità già espresse nella relazione di 144 pagine redatta dal team guidato dal rumeno Octavian Morariu dopo le ispezioni primaverili.

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Da quello screening, in effetti, la candidatura italiana risulta meglio posizionata di quella svedese: il numero di osservazioni critiche mosse dai valutatori al duo Milano-Cortina è sensibilmente inferiore rispetto a quello evidenziato per Stoccolma-Åre (25 contro 42); le “sfide” della coppia italiana impattano su 13 ambiti, quelle del binomio svedese riguardano 20 aree. Insomma, non c’è paragrafo del rapporto che non sottolinei una criticità in casa Svezia. Quindi se i Giochi si assegnassero solo in base a questi giudizi non ci sarebbe storia. Quel che è certo è che il Cio ha apprezzato il progetto italiano che coinvolge 14 luoghi di gara, di cui sei già pronti, quattro da ristrutturare, tre “temporanei” e uno solo da realizzare ex novo. Le osservazioni critiche sugli impianti hanno riguardato semmai il fatto che lo sdoppiamento dello sci tra Cortina (donne) e Bormio (uomini) potrebbe incrementare i costi operativi e creare disagi agli addetti ai lavori, nonostante la precisazione che entrambe le sedi siano di primo livello.

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Antenne alzate anche sulla costruzione e sulla futura gestione della pista di bob di Cortina e dell’anello per il pattinaggio velocità a Baselga di Piné in Trentino. Su entrambi gli impianti i commissari hanno espresso preoccupazioni per i costi da sostenere per mantenere vive le strutture a giochi finiti. Qualche osservazione anche sul numero di spettatori ipotizzato in Valtellina, Val di Fiemme e Cortina: circostanza da rivalutare alla luce delle difficoltà nei trasporti. Sul punto gli ispettori hanno invitato a incrementare, rispetto a quanto previsto, la capacità e la frequenza dei servizi di trasporto e hanno messo nero su bianco 2 carenze: l’assenza di una linea ferroviaria in grado di collegare le località di montagna e la presenza al momento di strade a unica corsia. Come scritto nel rapporto, in caso di lunghi tempi di percorrenza gli stakeholder potrebbero essere incentivati a pernottare con ovvie conseguenze sul numero dei posti letto da prevedere.

In merito alle esigenze degli atleti, il Cio spinge affinché la migliore esperienza possibile sia assicurata anche a chi vivrà al di fuori del villaggio di Milano, così come stimola a pensare a modalità creative per consentire a tutti, e non soltanto a chi alloggerà nel capoluogo lombardo, la partecipazione alla cerimonia d’apertura allo Stadio Meazza.

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Per quanto concerne le Paralimpiadi, in caso di sci e snowboard a Cortina, il Cio consiglia di prevedere piste e zone di arrivo separate, mentre passi avanti andranno fatti per assicurare l’accesso degli atleti paralimpici in tutti i luoghi. Infine, sul budget gli ispettori notano che anche la scelta di 2 sedi per le cerimonie (apertura a Milano e chiusura all’Arena di Verona) potrebbe far lievitare i costi. Nulla, in definitiva, che possa mettere in cattiva luce in maniera irreparabile, la candidatura tricolore.

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