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Milano Cortina fa il pieno di sponsor, in arrivo contratti per 280 milioni

Nel 2021 perdite dimezzate rispetto al budget, trend confermato nel 2022. L’ad Novari: accordi con Deloitte, Esselunga, Herbalife e Randstad

di Raoul de Forcade

Il conto alla rovescia. La Fondazione è al lavoro per preparare l'evento del 2026

2' di lettura

Nonostante si sia dovuta confrontare con la pandemia di Covid e, subito dopo, con la guerra in Ucraina, la Fondazione Milano Cortina, ha dimezzato nel 2021 le perdite (fisiologiche per i primi anni) rispetto al budget; ha acquisito, e sta acquisendo, sponsor per 280 milioni (entro la fine del 2022) ed è riuscita ad assicurarsi, dei 500 milioni che gli fornisce il Comitato olimpico internazionale, «130 milioni di dollari senza interessi».

Gli sponsor

A spiegarlo è Vincenzo Novari, ad dell’ente (di diritto privato), che è preposto all’organizzazione, promozione e comunicazione degli eventi sportivi e culturali relativi allo svolgimento delle Olimpiadi invernali del 2026. «La mia gestione - afferma- è partita dall’inizio, il 29 gennaio 2020, ma si è subito scontrata con il sopravvenire della pandemia»; la Fondazione ha quindi potuto avviare le attività commerciali, con la ricerca degli sponsor, solo a partire dal quarto trimestre del 2021, una volta conclusi i giochi olimpici di Tokyo. «Tuttavia – dice Novari – a oggi siamo riusciti a finalizzare quattro accordi con primarie realtà che operano sul mercato italiano (Deloitte, Esselunga, Herbalife e Randstad, ndr), per circa 50 milioni di euro, e altre quattro sono pronte a firmare per settembre. Poi ci sono altre trattative in corso, che ci porteranno a raggiungere un controvalore complessivo di 280 milioni entro il 2022; a fronte di un target, per il 2026 di 575 milioni. Insomma, alla fine di quest’anno saremo già al 50% dell’obiettivo, quando ancora mancano quattro anni ai giochi. Mentre, ad esempio, Parigi 2024, a due anni dall’avvio dell’Olimpiade è arrivato appena al 65% di raccolta sponsor».

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I numeri

Quanto ai risultati economico-finanziari, Novari sottolinea, ricordando le sue origini liguri, che si sono ottenuti «con un’attenzione “genovese” ai costi, che ci ha permesso di dimezzare le perdite”. In effetti, in termini di risultato d’esercizio gestionale, il 2020 della Fondazione si è concluso con una perdita di circa 6,8 milioni di euro rispetto ai 9,4 preventivati in candidatura. Il 2021 gestionale ha visto, poi, un sostanziale dimezzamento della perdita (-25,6 milioni versus -49,6 milioni nel budget) e il trend si è confermato anche nei primi sei mesi del 2022: nel primo semestre si evidenziano -22,2 milioni contro i -37,9 pianificati. Anche per quanto riguarda l’indebitamento finanziario netto si registra un contenimento: il 2020 si è chiuso a debito per 4,3 milioni contro i -10,2 milioni previsti; il 2021 con un debito di 16,2 milioni, più che dimezzato sui -39,9 milioni preventivati. Il primo semestre 2022, infine, segna un debito netto di 29,9 milioni, leggermente migliore dei -33,2 previsti. Un risultato raggiunto nonostante vi sia stato, nel semestre, il differimento, a quello successivo, dell’incasso di due tranche dei contributi del Comitato olimpico, per complessivi 20 milioni di dollari.

L’effetto Sanremo

«Molto rilevante per noi - conclude Novari - anche l’accordo con la Rai, relativo al Festival di Sanremo: nel 2021, alla kermesse, è stato scelto l’emblema dei giochi, nel ’22 l’inno, nel ’23 sarà scelta la mascotte, nel ’24 la fiaccola e nel ’25 le medaglie».

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