I GIOCHI OLIMPICI

Milano-Cortina: vittoria di squadra, oltre ogni tregua

Una vittoria di squadra, passata attraverso una tregua armata che, se non proprio pace, è diventata almeno rispettosa convivenza. La vittoria di MilanoCortina è un capolavoro politico che forse solo la Patria di Guicciardini e Machiavelli avrebbe potuto mettere in piedi

di Dario Ricci


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2' di lettura

Una vittoria di squadra, passata attraverso una tregua armata che, se non proprio pace, è diventata almeno rispettosa convivenza. La vittoria di MilanoCortina è un capolavoro politico che forse solo la Patria di Guicciardini e Machiavelli avrebbe potuto mettere in piedi.
Basti ricordare quella convulsa giornata di alcuni mesi fa, in cui lo sfilarsi di Torino dalla candidatura tripartita, sembra aver definitivamente affossato le aspettative olimpiche nostrane. Da lì, nel giro di poche ore, nacque però il binomio che oggi fa festa nella notte di Losanna.
Figlia dei lunghi coltelli che di tanto in tanto baluginano nei meandri della maggioranza di governo, quella candidatura, certo; ma frutto anche di una capacità di far sistema magari a volte implicita al punto di essere inconsapevole, ma che certo in questa occasione ha stupito molti osservatori, oltre che diversi membri del Cio.

Lo strano patto tra sinistra moderata e Lega
La sinistra moderata di sala legata al Veneto leghista griffato Zaia, in un matrimonio (d'interessi, ovvio) sancito da quel Giorgetti che da Sottosegretario allo sport è stato il grande regista della creazione di Sport e Salute, l'ente che ha di fatto espropriato il presidente del Coni Malagò della cassaforte con cui distribuiva i fondi alle varie Federazioni.
Bastino questi elementi potenzialmente esplosivi per capire che quello andato in scena a Losanna potrebbe diventare evento più unico che raro, queste l'elevato numero di inneschi ancora inesplosi che ancora giacciono sul fondo della cassa (più d'una in verità) di spumante con cui si brinda al nuovo trionfo a cinque cerchi. Staremo a vedere. Di certo il voto di Losanna ha dato nuovamente lustro allo stesso Giovanni Malagò (che non a caso con l'eco della voce di Thomas Bach che annunciava la vittoria ancora ben viva nelle sale dello Swiss Com Center ha dichiarato che si candiderà per un secondo mandato alla guida del Coni); ha rimesso al centro del villaggio il sindaco di Milano Sala (determinato nel chiarire la vicenda San Siro a fronte delle inopportune - per luogo e modo - osservazioni dei vertici due club milanesi); ha ribadito la verve del governatore veneto Zaia (abile e lesto nell'evidenziare la matrice 'protoleghista' della candidatura).

I Cinque stelle sullo sfondo (ma è tutto da vedere)
Scenario politico che vede relegati sullo sfondo, al momento, i Cinque Stelle, rimasti impelagati nell'uscita dalla corsa olimpica di Torino. Ma nulla esclude che le larghe intese non possano diventare, a breve o medio termine, larghissime... Scenari tutti da definire, in una due giorni svizzera che ci consegna volti d'oro, che ci riavvicinano infine alla natura stessa della sfida a cinque cerchi. Incommensurabile, infatti,il contributo di freschezza, determinazione, gioia e attitudine portato dalle ragazze d'oro di PyeongChang, Sofia Goggia, Arianna Fontana e Michela Moioli, che hanno letteralmente incantato il Cio nel corso della presentazione 'emozionale' della nostra candidatura. E a chiudere, poi, l'asso nella manica: il sorriso e le guance rosse di Elisa Confortola, 17 anni, talento dello short track: la vittoria di oggi è di tanti,forse tutti; il futuro è soprattutto suo, che se il destino vorrà potrà giocarsi un sogno olimpico nei Giochi di casa.

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