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Milano cresce ancora in altezza ecco la mappa delle nuove torri

In costruzione molti complessi residenziali che offrono panorami sulla città e spazi condivisi. I grattacieli riqualificano zone periferiche, dalla Maggiolina al parco Lambro e all’ex Scalo Romana

di Paola Dezza

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5' di lettura

Torri nuove e grattacieli d’epoca segnano il nuovo trend del mercato immobiliare di Milano che cresce in altezza.

L’ultimo acquisto di una torre esistente risale a poche settimane fa ed è stato messo a segno dalla svizzera Artisa che si è aggiudicata il palazzo che sovrasta il museo della Permanente in via Turati 32. Si tratta di una piccola torre di 12 piani, progettata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni e da Luigi Fratino e inserita nel Palazzo della Permanente, con 5.000 mq di spazi adibiti a uffici. Verrà riqualificata sempre con destinazione uffici.

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Riqualificazione che va di pari passo con quella della Torre Velasca, alla cui gara di vendita Artisa aveva partecipato. Ad aggiudicarsi la prestigiosa torre in quel caso è stata Hines che punta a un progetto a uso misto. Avviati i lavori per i ponteggi, Hines punta a reinterpretare la torre in un’ottica dinamica prevedendo funzioni d’uso che includano spazi condivisi concepiti per l’interazione, lo scambio culturale e il wellness, oltre a una offerta innovativa sotto il profilo della ristorazione.

Accanto al recupero di edifici storici lavorano a pieno ritmo i cantieri delle torri in via di sviluppo, da Gioia22 in Melchiorre Gioia alla torre Unipol a quelle terminate da poco come il grattacielo Pwc.

Archiviato il pesante lockdown della scorsa primavera per l’inasprirsi del Covid-19, che ha messo i lucchetti ai cancelli dei cantieri, si è tornati a costruire dal centro alla periferia. Torri che saranno destinate a cambiare pelle se già disegnate nei dettagli o a essere riviste in corso d’opera per adeguarsi alle nuove esigenze dettate dalla pandemia, in termini di distanze tra dipendenti, spazi condivisi e regole per la sicurezza. Certamente i nuovi uffici dovranno tenere conto delle percentuali crescenti di dipendenti in smart working.

Uno dei prossimi cambiamenti importanti nella skyline di Milano porterà un rinnovamento a 360 gradi di un’area da sempre senza anima. Quell’ultimo tratto di Melchiorre Gioia verso Brera dove il ponte dell’edificio del Comune Pirelli 39 spezza la continuità del viale e da sempre è stato mal digerito dalla cittadinanza.

Qui un progetto di Stefano Boeri architetti insieme agli architetti americani Diller Scofidio + Renfro (co-progettista della «High Line» di Manhattan) ridisegna l’area con un nuovo Bosco Verticale (si legga articolo a lato).

Resta l’incognita sul futuro degli uffici. Ed è proprio indiscrezione degli ultimi giorni che Sky intende lasciare una delle tre torri a Santa Giulia, oggi occupata al 25% della propria capienza.

Cosa accadrà dunque se il virus durerà più del previsto? Se ci sarà una terza ondata? Gli spazi vuoti sono sostenibili per periodi limitati. Tutte domande alle quali oggi advisor e progettisti cercano di dare risposte.

Intanto Milano cresce in altezza, anche nel residenziale.

Abitare oltre il 15esimo piano di una torre sembra il nuovo trend per chi ama restare in città. A Porta Nuova ci sono Solaria, Aria e Solea, le tre torri residenziali realizzate nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’area. Con i suoi 143 metri Solaria, disegnata dallo Studio Arquitectonica di Miami, è l’edificio residenziale più alto d’Italia. Ma accanto a queste torri recenti, molte nuove sono in arrivo.

Tra i nuovi edifici residenziali ci sono le Park Towers di Bluestone, 22 e 15 piani per 106 appartamenti, nel quartiere Feltre. Borio Mangiarotti e Värde Partners stanno realizzando, invece, a Fiera Milano City, nel quartiere tra via Silva, viale Eginardo e via Flavio Gioia, altri edifici sviluppati in altezza. Qui il progetto si articola in due corpi lineari, da 5 e 6 piani, e una torre di 19 piani di 70 metri di altezza per 143 unità abitative in tutto. Gli appartamenti sono stati tutti venduti in un anno a un prezzo medio di 6mila euro al mq.

All’Ippodromo sta sorgendo Hippodrhome, un complesso abitativo di oltre 16mila metri del Gruppo Carlo Maresca su progetto di Beretta Associati in collaborazione con Prointegra. Anche qui è prevista una torre di 23 piani fuori terra (oltre a due edifici lineari), per un totale di 135 unità abitative. Molti gli spazi collettivi, come richiesto sempre oggi nei nuovi sviluppi, tra cui palestra, locker room, area di co-working.

In zona Maggiolina sale Torre Milano firmato dallo Studio Beretta Associati, la conclusione dei lavori è prevista nel secondo semestre del 2022. La torre, 80 metri di altezza per 23 piani fuori terra e un 24° piano tecnico con belvedere sulla città, ospiterà insieme ad altri due edifici 105 appartamenti.

In ambito direzionale altra novità è rappresentata dalla torre di A2A che verrà realizzata nell’ex Scalo di Porta Romana acquistato per 180 milioni di euro dalla cordata Coima, Covivio e Prada. La torre, 144 metri di altezza per 28 piani, sarà consegnata nel 2023. La caratteristica della torre sarà una forma tubolare e a metà quasi, a circa 60 metri di altezza, sono previsti giardini pensili.

Sale a ritmo serrato la torre Unipol di Porta Nuova. L’edificio disegnato da Mario Cucinella va a completare l’area in prossimità della sede di Coima e del padiglione di Ibm. Sono 23 i piani previsti per una altezza di 120 metri complessivi. Il grattacielo sarà tutto di acciaio, legno e vetro e avrà alla sommità una serra bioclimatica che potrà ospitare eventi. Un Diagrid, una rete (simile all’impalcatura di un gasometro) di aste metalliche inclinate che costituirà la struttura portante perimetrale dell’edificio, avvolto poi esternamente da una pelle trasparente studiata per riflettere la luce.

I lavori partiti nell’ottobre del 2018, dovrebbero terminare entro la metà del 2022. Oltre cento milioni di euro il valore dell’appalto iniziale dell’opera, tenuto conto anche del costo dei terreni.

I tempi sono in linea con le previsioni anche per Gioia 22 (La Scheggia) che Coima sta realizzando per Ubi, vista la vendita conclusa la scorsa estate. Il nuovo headquarter è passato a Ubi dopo che la banca ha acquistato tutte le quote del fondo immobiliare Porta Nuova Gioia che ha in pancia lo sviluppo della torre – nata con un investimento per il fondo sovrano di Abu Dhabi -, architettura avveniristica disegnata dallo studio Pelli Clarke Pelli Architects. Una volta completato il grattacielo a fine anno, che nelle parole di Manfredi Catella avrà un valore di 450 milioni di euro, Ubi intende cedere quote del fondo a investitori internazionali.

Ormai occupato da Pwc è Il Curvo, il terzo dei grattacieli di piazza Tre torri a Citylife, e saranno rispettati i tempi anche per il quarto edificio del complesso, quella porta di ingresso disegnata dallo studio Big. Per gli inizi del 2022 è prevista l’apertura del cantiere, dicono da Generali Real estate. Il nuovo building si svilupperà su una superficie di 53.500 metri quadri, per una lunghezza di oltre 200 metri e ospiterà uffici. Non sono previste superfici commerciali di rilievo, mentre non è stata accantonata l’ipotesi che il più piccolo dei due edifici possa essere un hotel. I lavori saranno completati entro giugno del 2023.

La domanda è se quanto è stato disegnato e progettato risponde alle nuove esigenze. Uno studio commissionato da Coima evidenzia che in futuro gli uffici saranno luogo di ritrovo per progetti creativi, mentre sarà a casa che si sbrigherà il lavoro di routine. Lo smart working diventerà strutturale e quindi gli spazi vanno ripensati in funzione delle nuove esigenze, tanto in ufficio quanto a casa.

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